Troppo rumore? “Danni milionari alla salute e all’economia”.


Preoccupazione per l’aumento del rumore nei luoghi di lavoro e di vita: pericoli per la salute e danni economici per milioni. L’eccesso di rumore causerebbe severi danni alla salute ma anche all’economia.

BERNA – Svizzera. Paese di turismo, montagne incontaminate e paesaggi scolpiti nella roccia. Paese di silenzi carichi di odori e di poesia. Di ambienti a perdita d’occhio in solitudine senza contaminazioni della modernità. Ed è proprio in uno scenario del genere in cui opera quella che probabilmente è l’unica commissione istituzionale al mondo specificamente didicata alla lotta contro il rumore, la CFLR (Commissione federale per la lotta contro il rumore). Per coniugare i pregi del passato alle opportunità del presente in modo armonioso e ragionato.

Una commissione figlia del progresso scientifico, che si occupa del benessere delle città e dei luoghi di lavoro, e che si batte contro il proliferare del rumore negli ambienti di vita umani. Una commissione che ha pubblicato ieri un allarme particolarmente preoccupato per l’involuzione dell’ultimo periodo.

Secondo la CFLR, infatti, a causa della crescente mobilità ma anche dello sviluppo tecnologico l’aumento del rumore negli ambienti di vita sarebbe inarrestabile. «Nelle aree urbanizzate non è praticamente più possibile sostare in zone silenziose: anche zone storicamente incontaminate come le Alpi risentono del rumore dei cantieri e del traffico aereo», avverte.

E proprio i danni indotti dall’eccesso di rumore sarebbero uno degli aspetti più sottovalutati: «i danni alla salute e all’economia causati dall’eccessiva rumorosità degli ambienti di vita – scrive la CFLR – sono troppo poco considerati.» Un dettagliato studio istituzionale parla addirittura di costi per un miliardo di franchi l’anno (circa 700 milioni di euro), suddivisi in sanità, riqualificazione urbanistica e deprezzamento immobiliare.

«La calma e il silenzio sono indispensabili per il riposo e la salute degli uomini: il rumore ha effetti negativi sul sonno e sul rendimento nel quotidiano.» Chi non ha possibilità di riposarsi in un ambiente tranquillo, inoltre, è dimostratamente più esposto allo stress psico-fisico e ai danni che ne derivano.

Per la CFLR è quindi fondamentale «applicare in modo più coerente le norme» vigenti. Ma ciò è inutile senza il supporto e il contributo attivo di ciascun cittadino: «con il proprio comportamento, ciascuno può evitare di produrre emissioni sonore e quindi proteggere sé stesso e l’ambiente circostante dal rumore.»

In occasione della “Giornata internazionale contro il rumore” del 29 aprile, i Comuni e Cantoni promuovono iniziative di sensibilizzazione per ridurre in modo semplice e concreto le emissioni sonore. Con un sito internet appositamente dedicato: rumore.ch.

Luca Spinelli

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