Lista nera dei paradisi fiscali: è pubblica.


Pubblicata la black list dei paradisi fiscali dell’Ocse. Svizzera e Monaco nella “lista grigia”. Uruguay nella lista nera.

Pubblicata la lista nera dei paradisi fiscali. La Svizzera è fuori.

– * (in diretta) anteprima nazionale * –
(la versione originale di questo articolo è quella in lingua italiana)

LONDRA – Le quattro nazioni inserite dall’Ocse nella lista nera dei paesi non collaborativi sono Filippine, Costa Rica, Uruguay e la Malaysia.

L’Ocse, come annunciato, ha deciso di dividere i paesi in tre differenti categorie: quelli che rispondono pienamente ai criteri di trasparenza (lista bianca), quelli che hanno annunciato la loro collaborazione (lista grigia), e quelli non intenzionati a collaborare (lista nera).

Paesi come la Svizzera, Austria, Lussemburgo, Belgio, Singapore, Cile e isole Cayman, Liechtenstein e Principato di Monaco (per un totale di 38 nazioni), in considerazione delle aperture annunciate nelle ultime settimane, sono stati collocati nella “lista grigia”.

Secondo il presidente francese Nicolas Sarkozy, se la Svizzera porterà a termine il suo processo di riposizionamento sarà inserita nella “lista bianca”, in caso contrario in quella “nera”: «il tempo del segreto bancario è finito», ha sentenziato. Stessa sorte è probabile per gli altri paesi nella lista grigia.

Forte irritazione esprime il governo elvetico, che dopo un comunicato all’insegna della pacatezza cambia i toni esprimendo delusione e bollando la scelta dell’Ocse come una mossa al limite dell’illegalità.

La lista viene divulgata nel giorno in cui i grandi del mondo sanciscono la «morte dei paradisi fiscali», a conclusione del vertice dei G20 di oggi a Londra che riuiniva i maggiori paesi del mondo. Il Ministro italiano dell’economia Giulio Tremonti aveva definito il testo con le contromisure «molto più efficace, molto più duro rispetto a quello che si poteva solo stamattina immaginare».

Secondo il premier britannico Gordon Brown, la scelta è quella di «mettere fine ai paradisi fiscali». Fortemente concordi anche il ministro delle finanze tedesco e il primo ministro francese Nicolas Sarkozy che da settimane si profondevano in esplosive dichiarazioni di guerra contro i paradisi fiscali. Secondo il primo ministro italiano Silvio Berlusconi «c’è stata una bocciatura dei paradisi fiscali», un fatto «veramente positivo», in vista del varo di «un codice di regolamentazione alla Maddalena» durante il prossimo G8 in Italia. Tuttavia, al di là delle dichiarazioni dai toni epocali, molto dipenderà dalle soluzioni concrete che si intraprenderanno nei prossimi mesi.

Il G20, oltre alla lista pubblicata alcuni minuti fa, ha inoltre espressamente richiesto all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico di tornare a riferire sui progressi relativi al tema dei paradisi fiscali nell’incontro tra i Ministri delle Finanze, previsto per il prossimo novembre in Scozia.

Coloro che non rispetteranno le disposizioni dell’Ocse saranno soggetti a sanzioni e a restrizioni nell’erogazione di denaro da parte delle maggiori organizzazioni globali. Si annuncia un periodo di grossi conflitti economici e sociali in tutta Europa e nel mondo.

Luca Spinelli
(Nota: articolo modificato dopo la prima pubblicazione)

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  1. Anonimo ha detto:

    penso che ognuno fa quello che vuole

  2. […] Il timore di avere nuove pressioni sul segreto bancario e il rischio di cadere ancora nella lista dei paesi non collaborativi stilata dall’Ocse, sotto forte pressione europea, stanno quindi avendo ulteriore effetti. […]

  3. […] Ancora tensioni tra Svizzera ed Europa dopo quelle delle settimane scorse, culminate con l’inserimento della confederazione nella “lista grigia” dei paradisi fiscali, avvenuta durante il g20 dello scorso 2 aprile a Londra. Il presidente […]

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