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	<title>Commenti a: Video: Suicidio assistito, come sono gli ultimi istanti?</title>
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	<description>Il quotidiano d'innovazione</description>
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		<title>Di: pierp</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/video/video-exit-e-il-suicidio-assisito/1546/comment-page-1#comment-366</link>
		<dc:creator>pierp</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 23:50:59 +0000</pubDate>
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		<description>se la scelta e&#039; consapevole e non forzata,perche&#039; non ricorrere al suicidio assistito?perche&#039; dire che e&#039; un crimine?sono solo ipocrisie,perche&#039; impedire ad una persona che trova la vita un peso insopportabile,di liberarsene?e&#039; questa ad essere una follia,per me</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se la scelta e&#8217; consapevole e non forzata,perche&#8217; non ricorrere al suicidio assistito?perche&#8217; dire che e&#8217; un crimine?sono solo ipocrisie,perche&#8217; impedire ad una persona che trova la vita un peso insopportabile,di liberarsene?e&#8217; questa ad essere una follia,per me</p>
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		<title>Di: Mary</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/video/video-exit-e-il-suicidio-assisito/1546/comment-page-1#comment-359</link>
		<dc:creator>Mary</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 21:03:56 +0000</pubDate>
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		<description>un crimine, una follia....
se è vero che esistono malattie inguaribile e tanto vero che non esistono malattie incurabili!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un crimine, una follia&#8230;.<br />
se è vero che esistono malattie inguaribile e tanto vero che non esistono malattie incurabili!</p>
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		<title>Di: Tortora Domenico</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/video/video-exit-e-il-suicidio-assisito/1546/comment-page-1#comment-357</link>
		<dc:creator>Tortora Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 15:31:46 +0000</pubDate>
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		<description>Si e&#039; vero che la vita e&#039; bella!!! Purtroppo pero&#039; siamo circondati da persone disoneste!!! Ho lottato ma non vedo soluzioni!! Ho visto il filmato e penso che sia giusto che ognuno di noi decida cosa fare o che decisioni prendere in merito alla nostra vita!! E&#039; sempre facile per gli altri commentare cose di questo tipo. Ma per commentarle bisognerebbe vivere in prima persona certe cose malattie o problemi che una persona ha!!! Troppo comodo tanto non stai vivendo tu esperienze se così si può dire che ti distruggono!!!! Io commentate pure ho 2 figli che amo con tutto il cuore e ho preso questa decisione consapevole di quanto diranno gli altri quando non ci sarò più !! Non aveva le.. Ma perche non mi ha detto niente.Ma poteva chiedermi.Si troppo comodo e sempre con il senno del poi... Grazie a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si e&#8217; vero che la vita e&#8217; bella!!! Purtroppo pero&#8217; siamo circondati da persone disoneste!!! Ho lottato ma non vedo soluzioni!! Ho visto il filmato e penso che sia giusto che ognuno di noi decida cosa fare o che decisioni prendere in merito alla nostra vita!! E&#8217; sempre facile per gli altri commentare cose di questo tipo. Ma per commentarle bisognerebbe vivere in prima persona certe cose malattie o problemi che una persona ha!!! Troppo comodo tanto non stai vivendo tu esperienze se così si può dire che ti distruggono!!!! Io commentate pure ho 2 figli che amo con tutto il cuore e ho preso questa decisione consapevole di quanto diranno gli altri quando non ci sarò più !! Non aveva le.. Ma perche non mi ha detto niente.Ma poteva chiedermi.Si troppo comodo e sempre con il senno del poi&#8230; Grazie a tutti</p>
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		<title>Di: neutro</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/video/video-exit-e-il-suicidio-assisito/1546/comment-page-1#comment-349</link>
		<dc:creator>neutro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 20:53:16 +0000</pubDate>
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		<description>La possibilità di scegliere quando morire è simbolo di libertà. 

Molti attendono una morte che arriverà a caso, e questo li va vivere a caso. Il momento in cui morire e il tipo di morte determinano tutta la vita. Conoscendo il giorno esatto della propria morte ciascuno può gestire meglio la propria vita.

Le nazioni più civili offrono la possibilità del suicidio assistito. Le nazioni meno civili obbligano le persone a rimanere in vita contro la loro volontà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La possibilità di scegliere quando morire è simbolo di libertà. </p>
<p>Molti attendono una morte che arriverà a caso, e questo li va vivere a caso. Il momento in cui morire e il tipo di morte determinano tutta la vita. Conoscendo il giorno esatto della propria morte ciascuno può gestire meglio la propria vita.</p>
<p>Le nazioni più civili offrono la possibilità del suicidio assistito. Le nazioni meno civili obbligano le persone a rimanere in vita contro la loro volontà.</p>
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		<title>Di: giorgio</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/video/video-exit-e-il-suicidio-assisito/1546/comment-page-1#comment-309</link>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 22:21:12 +0000</pubDate>
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		<description>Se ti dico che le tue parole hanno il sapore della più bella preghiera fino ad oggi ascoltata dalle mie orecchie, rischio di offenderti. E questa non è  mia intenzione : Dico la verità. Si, è vero quanto dici : ...&quot;Voglio poter scegliere quando la malattia  che ho vissuto da vicino mi toglierà l&#039;umanità &quot;.
L&#039;uomo ha la possibilità della scelta, ha libertà. Libertà, dunque, che è la sola possibilità di salvarmi o di perdermi, e con me di salvare o di perdere tutte le creature che mi circondano per un solo atto di amore o di odio; libertà che è solo soggettiva e momentanea, poichè intanto Dio dall&#039;eterno non desiste dalla sua creazione. Un mondo è nato da Dio, un altro mondo è uscito dalle mie mani. Ogni uomo deve creare e portare in se stesso un universo. Dio si attende che ogni uomo si misuri con Lui, che lo imiti in quest&#039;opera. E la coscienza, che delle volte ognuno vorrebbe buttare fra il mucchio di rottami, si rivela essere l&#039;unica risorsa, il residuo fuggito dalla mani di LUI, dalla sua necessità. Si, scelgo, e quello che scelgo è per altre vie necessario. Questa scelta richiede indubbiamente coraggio perchè con questo atto d&#039;amore  l&#039;uomo si rinnega. Quali garanzie vengono offerte ? La ragione può solo accettare che l&#039;uomo, limitato nel tempo, all&#039;atto della sua morte esca dal tempo; nato nel tempo, nel tempo muore; oltre, vi è o il nulla o l&#039;eternità. Se vi è l&#039;eternità, essa ci apparterrà e la nostra bramosia dell&#039;infinito sarà appagata e la nostra scelta fideistica si rivelerà verificata dalla nostra stessa esperienza. Se però l&#039;eternità non dovesse esistere, non potremo neppure, in base alla prova di falsificazione, provare che è falsa, dato che non esisteremmo ; questo stando alla ragione. Ecco, da quì la necessitò della fede, di una fede liberamente accettata IN DIO, il garante della nostra scelta e del nostro amore, perchè se l&#039;amato è LUI, questo morire, questo rinunciare, è tutta una conquista, un ritrovarci sopra le cose, un esserci di  là. Tu mi dirai : &quot; Con la fede risolvi il tutto ?&quot; ti rispondo che con la fede, sia pure grande quando una granello di sabbia, il problema che attanaglia l&#039;umanità, e cioè l&#039;angoscia ti spinge verso quell &#039;UNO che vive tra la folla, che ancora non è conosciuto. L&#039;uomo non sa perchè è nato, eccetto che per puro caso; non sa qual&#039;è la sua funzione su questa terra, seppure il suo esistere ha una funzione ben precisa. Vero è che Dio aveva promesso la venuta del Figlio suo per ripristinare l&#039;alleanza, ma col passare dei secoli quanti ancora vi credono ? Quanti non ritengono quelle promesse pure leggende e lacerano l&#039;anima tra la ragione che non può dare speranza e l&#039;irraggiungibile desiderio di eternità ? Ecco che la mente si trova nel buio e nella notte più oscura. Ecco l&#039;angoscia esistenzialista: il non sapere lo scopo di questo viaggio terreno; lungo, o breve che sia intriso di sofferenza, dolore per alcuni, per altri meno, per altri ancor meno. A che cosa porta ? dal momento che si sconosce una qualsiasi speranza d&#039;approdo. Essere un uomo di fede non vuol dire però non avere dubbi, ma vuol dire credere nonostante i dubbi, e di conseguenza la fede è sempre qualcosa da conquistare. Un atto di libera scelta che, mentre congiunge spiritualmente a Dio, non toglie però le ragioni inerenti lo stato decaduto dell&#039;uomo, e pertanto il dubbio, le debolezze della carne, il dolore e la morte permangono : in una parola, la fede non ripristina i doni preternaturali perduti. Amico mio, so perfettamente per avere provato, come ogni uomo, che cosa vogliono dire sofferenza, scoramento, dubbio e tentazione. Una triade tremenda. Poi una Mano invisibile.
Vorrei tanto poterti aiutare. Ma lo scambio della posta personale non può avvenire per ovvi motivi.

Ti ringrazio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se ti dico che le tue parole hanno il sapore della più bella preghiera fino ad oggi ascoltata dalle mie orecchie, rischio di offenderti. E questa non è  mia intenzione : Dico la verità. Si, è vero quanto dici : &#8230;&#8221;Voglio poter scegliere quando la malattia  che ho vissuto da vicino mi toglierà l&#8217;umanità &#8220;.<br />
L&#8217;uomo ha la possibilità della scelta, ha libertà. Libertà, dunque, che è la sola possibilità di salvarmi o di perdermi, e con me di salvare o di perdere tutte le creature che mi circondano per un solo atto di amore o di odio; libertà che è solo soggettiva e momentanea, poichè intanto Dio dall&#8217;eterno non desiste dalla sua creazione. Un mondo è nato da Dio, un altro mondo è uscito dalle mie mani. Ogni uomo deve creare e portare in se stesso un universo. Dio si attende che ogni uomo si misuri con Lui, che lo imiti in quest&#8217;opera. E la coscienza, che delle volte ognuno vorrebbe buttare fra il mucchio di rottami, si rivela essere l&#8217;unica risorsa, il residuo fuggito dalla mani di LUI, dalla sua necessità. Si, scelgo, e quello che scelgo è per altre vie necessario. Questa scelta richiede indubbiamente coraggio perchè con questo atto d&#8217;amore  l&#8217;uomo si rinnega. Quali garanzie vengono offerte ? La ragione può solo accettare che l&#8217;uomo, limitato nel tempo, all&#8217;atto della sua morte esca dal tempo; nato nel tempo, nel tempo muore; oltre, vi è o il nulla o l&#8217;eternità. Se vi è l&#8217;eternità, essa ci apparterrà e la nostra bramosia dell&#8217;infinito sarà appagata e la nostra scelta fideistica si rivelerà verificata dalla nostra stessa esperienza. Se però l&#8217;eternità non dovesse esistere, non potremo neppure, in base alla prova di falsificazione, provare che è falsa, dato che non esisteremmo ; questo stando alla ragione. Ecco, da quì la necessitò della fede, di una fede liberamente accettata IN DIO, il garante della nostra scelta e del nostro amore, perchè se l&#8217;amato è LUI, questo morire, questo rinunciare, è tutta una conquista, un ritrovarci sopra le cose, un esserci di  là. Tu mi dirai : &#8221; Con la fede risolvi il tutto ?&#8221; ti rispondo che con la fede, sia pure grande quando una granello di sabbia, il problema che attanaglia l&#8217;umanità, e cioè l&#8217;angoscia ti spinge verso quell &#8216;UNO che vive tra la folla, che ancora non è conosciuto. L&#8217;uomo non sa perchè è nato, eccetto che per puro caso; non sa qual&#8217;è la sua funzione su questa terra, seppure il suo esistere ha una funzione ben precisa. Vero è che Dio aveva promesso la venuta del Figlio suo per ripristinare l&#8217;alleanza, ma col passare dei secoli quanti ancora vi credono ? Quanti non ritengono quelle promesse pure leggende e lacerano l&#8217;anima tra la ragione che non può dare speranza e l&#8217;irraggiungibile desiderio di eternità ? Ecco che la mente si trova nel buio e nella notte più oscura. Ecco l&#8217;angoscia esistenzialista: il non sapere lo scopo di questo viaggio terreno; lungo, o breve che sia intriso di sofferenza, dolore per alcuni, per altri meno, per altri ancor meno. A che cosa porta ? dal momento che si sconosce una qualsiasi speranza d&#8217;approdo. Essere un uomo di fede non vuol dire però non avere dubbi, ma vuol dire credere nonostante i dubbi, e di conseguenza la fede è sempre qualcosa da conquistare. Un atto di libera scelta che, mentre congiunge spiritualmente a Dio, non toglie però le ragioni inerenti lo stato decaduto dell&#8217;uomo, e pertanto il dubbio, le debolezze della carne, il dolore e la morte permangono : in una parola, la fede non ripristina i doni preternaturali perduti. Amico mio, so perfettamente per avere provato, come ogni uomo, che cosa vogliono dire sofferenza, scoramento, dubbio e tentazione. Una triade tremenda. Poi una Mano invisibile.<br />
Vorrei tanto poterti aiutare. Ma lo scambio della posta personale non può avvenire per ovvi motivi.</p>
<p>Ti ringrazio</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Piero</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/video/video-exit-e-il-suicidio-assisito/1546/comment-page-1#comment-308</link>
		<dc:creator>Piero</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 11:36:05 +0000</pubDate>
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		<description>Caro giorgio,

il tuo messaggio mi ha fatto tornare alla mente questa discussione, sfuggita nelle molte email. Così ho deciso di rispondere ulteriormente. ;)

&gt; Mi fa piacere sentrti dire che sei felice nonostante i tuoi problemi e le tue idee.

Le mie idee non sono pessimistiche. Perciò il &quot;nonostante&quot; è errato o, quantomeno, potrei rivolgere la stessa frase a te. La felicità è una meta, un cammino, qualcosa che si conquista e perde e insegue tutti i giorni.

&gt; Circa la possibilità di scegliere, che gentilmente mi offri ti dico : grazie, ho già scelto.

Prego. Ne sono sinceramente felice. Il problema è che tu e la tua dottrina questa possibilità di scegliere la negate. E questo mi rende sinceramente molto meno felice.

&gt; Comunque, sei una persona che apprezzo.

Anche io: difficile trovare persone con cui parlare tranquillamente con idee così diverse.

&gt; A prima vista sembra che qualcosa ci accomuni. La povertà cristiana e quella filosofica.

Molto più semplicemente credo ci accumuni il nostro essere esseri umani e il nostro probabile essere &quot;brave persone&quot; (con tutte le complessità di condivisione che questa definizione apparentemente banale porta con sé). La differenza sta nella scelta diversa. Tu ti affidi a &quot;qualcuno/qualcosa&quot;, io mi affido a me stesso e alle persone a me vicine. Il resto sono contingenze (povertà, ricchezza...).

&gt; In realtà c’è una sostanziale differenza. [...] Rinunciare a quella cristiana o a quella filosofica ?- Quet’utima interpreta i beni della terra come zavorra. [...] E’ la povertà di Diogene, intrisa in una serie di aneddoti, sarcasmi e di autocompiacimenti, di disprezzo e di saccenteria, di disgusti raffinati.

E&#039; un interpreazione partigiana. E ti dirò, la storia dice l&#039;opposto. E&#039; nel religioso la coercizione verso la propria idea, è nel religioso l&#039;impedimento alla libertà di scelta. E&#039; nel religioso il disprezzo - concretamente, non nelle parole - del diverso (non c&#039;è un messaggio pastorale cristiano o musulmano che parli di accettazione reciproca, tutti di conversione, e questo da più di 2000 anni). Il dubbio, invece, è l&#039;acme dell&#039;accettazione. Donare la libertà di scelta è l&#039;acme della pietas, è l&#039;acme della solidarietà. Se poi a contorno c&#039;è un po&#039; di ironia oserei dire che è oltraggioso confonderla per compiacimento :-).

&gt; La botte è meglio del palazzo, e il regalo più grande che il re possa fare è quella che si tolga davanti perchè non impedisca la luce del sole.

Ci sono visioni più moderne e meno allegoriche dell&#039;interpretazione del senso. Russel, Nietzsche, e tanti altri.

&gt; Il cristiano rinuncia ai beni per essere più libero di servire, non per essere più libero di sghignazzare.

Vedo molta confusione in ciò che dici. Che il cristiano rinunci ai &quot;beni materiali&quot; è una sua scelta, e nessuno la vieta. Che il 99,9% periodico dei cristiani non lo faccia è invece la realtà dei fatti. Che il greco sghignazzi è l&#039;errore storico più profondo: il greco è tragico, intimamente, consapevolmente. Ma cerca la felicità nel suo passaggio in vita. Oggi la tecnica e l&#039;economia di mercato hanno sostituito questa tragicità consapevole. E costituiscono morfologicamente la stessa cosa che è un Dio. Poca differenza.

Ma tutto ciò in ogni caso a pooco a che fare con la ricerca del senso della vita. L&#039;ateo (o agnostico), così come il greco e la sua &quot;tragicità&quot;, non dileggia nessuno se non sé stesso: in piccola parte umanamente invidia il vivere speranzoso e tranquillo del credente (o del cammelliere, come direbbe Zarathustra), ma è anche consapevole che non potrà mai averlo. Poichè sa che non esistono sicurezze, se non la ricerca. Se non il dubbio. Chi invece si affida a verità rivelate ha storicamente sempre causato molti danni, e gravissimi. Da chi decise che la razza ariana era la migliore sulla base di teorie poi smentite dai fatti, a chi bruciò sul rogo streghe e stregoni sulla base di teorie poi smentite dai fatti, da chi ricerca nella povertà maritri per la propria guerra santa, a chi impone oggi alle persone di non scegliere o di non usare il preservativo costringendolo all&#039;HIV. Omicidi, si possono chiamare. 

&gt; Amico mio, credo di essere più anziano di te ( sono 62 ). Sono medico modesto, che non guarda il malato come fonte di guadagno ( a volte ci rimetto) bensì la persona che sta male. Conosco la sofferenza mia e degli altri. Ho tre figli maschi, due sposati uno con me e mia moglie. Tutti e tre lavorano ma non vestono abiti firmati. Hanno problemi economici, e io mi faccio carico del loro peso per rendere meno faticoso il loro percorso su questa terra.

Caro amico, hai circa trent&#039;anni più del sottoscritto, e da questo forse ne giustifico quella mananza d&#039;entusiasmo che mi pare di leggere tra le righe verso la ricerca, e verso il dubbio (ma questo potrebbe essere un pregiudizio; eguale a quello che spesso ha il più anziano verso il più giovane &quot;che deve ancora imparare&quot; :-).
Ciò che scrivi sulla tua professione è segno di persona di cuore e di umiltà. Sono felice che la tua famiglia sia ancora unita e composta da brave persone. La mia è altrettanto bella, ma più di un cancro l&#039;ha falcidiata quando ancora ero ventenne e altre questioni di salute aleggiano tutt&#039;oggi, sul sottoscritto e su altri vicini. Cose che succedono a molti e cose che si superano. E che non hanno a che vedere con la mia visione della vita. Sono comunque una persona felice, e fortunata poichè senza rimpianti, per ora. Ma voglio poter scegliere quando la malattia che ho vissuto da vicino mi toglierà l&#039;umanità.

&gt; Ringrazio Iddio.

Io mi limito a ringraziare te per il dialogo ;-).

Un caro saluto,
Piero</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro giorgio,</p>
<p>il tuo messaggio mi ha fatto tornare alla mente questa discussione, sfuggita nelle molte email. Così ho deciso di rispondere ulteriormente. <img src='http://www.lanotizia.ch/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&gt; Mi fa piacere sentrti dire che sei felice nonostante i tuoi problemi e le tue idee.</p>
<p>Le mie idee non sono pessimistiche. Perciò il &#8220;nonostante&#8221; è errato o, quantomeno, potrei rivolgere la stessa frase a te. La felicità è una meta, un cammino, qualcosa che si conquista e perde e insegue tutti i giorni.</p>
<p>&gt; Circa la possibilità di scegliere, che gentilmente mi offri ti dico : grazie, ho già scelto.</p>
<p>Prego. Ne sono sinceramente felice. Il problema è che tu e la tua dottrina questa possibilità di scegliere la negate. E questo mi rende sinceramente molto meno felice.</p>
<p>&gt; Comunque, sei una persona che apprezzo.</p>
<p>Anche io: difficile trovare persone con cui parlare tranquillamente con idee così diverse.</p>
<p>&gt; A prima vista sembra che qualcosa ci accomuni. La povertà cristiana e quella filosofica.</p>
<p>Molto più semplicemente credo ci accumuni il nostro essere esseri umani e il nostro probabile essere &#8220;brave persone&#8221; (con tutte le complessità di condivisione che questa definizione apparentemente banale porta con sé). La differenza sta nella scelta diversa. Tu ti affidi a &#8220;qualcuno/qualcosa&#8221;, io mi affido a me stesso e alle persone a me vicine. Il resto sono contingenze (povertà, ricchezza&#8230;).</p>
<p>&gt; In realtà c’è una sostanziale differenza. [...] Rinunciare a quella cristiana o a quella filosofica ?- Quet’utima interpreta i beni della terra come zavorra. [...] E’ la povertà di Diogene, intrisa in una serie di aneddoti, sarcasmi e di autocompiacimenti, di disprezzo e di saccenteria, di disgusti raffinati.</p>
<p>E&#8217; un interpreazione partigiana. E ti dirò, la storia dice l&#8217;opposto. E&#8217; nel religioso la coercizione verso la propria idea, è nel religioso l&#8217;impedimento alla libertà di scelta. E&#8217; nel religioso il disprezzo &#8211; concretamente, non nelle parole &#8211; del diverso (non c&#8217;è un messaggio pastorale cristiano o musulmano che parli di accettazione reciproca, tutti di conversione, e questo da più di 2000 anni). Il dubbio, invece, è l&#8217;acme dell&#8217;accettazione. Donare la libertà di scelta è l&#8217;acme della pietas, è l&#8217;acme della solidarietà. Se poi a contorno c&#8217;è un po&#8217; di ironia oserei dire che è oltraggioso confonderla per compiacimento <img src='http://www.lanotizia.ch/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>&gt; La botte è meglio del palazzo, e il regalo più grande che il re possa fare è quella che si tolga davanti perchè non impedisca la luce del sole.</p>
<p>Ci sono visioni più moderne e meno allegoriche dell&#8217;interpretazione del senso. Russel, Nietzsche, e tanti altri.</p>
<p>&gt; Il cristiano rinuncia ai beni per essere più libero di servire, non per essere più libero di sghignazzare.</p>
<p>Vedo molta confusione in ciò che dici. Che il cristiano rinunci ai &#8220;beni materiali&#8221; è una sua scelta, e nessuno la vieta. Che il 99,9% periodico dei cristiani non lo faccia è invece la realtà dei fatti. Che il greco sghignazzi è l&#8217;errore storico più profondo: il greco è tragico, intimamente, consapevolmente. Ma cerca la felicità nel suo passaggio in vita. Oggi la tecnica e l&#8217;economia di mercato hanno sostituito questa tragicità consapevole. E costituiscono morfologicamente la stessa cosa che è un Dio. Poca differenza.</p>
<p>Ma tutto ciò in ogni caso a pooco a che fare con la ricerca del senso della vita. L&#8217;ateo (o agnostico), così come il greco e la sua &#8220;tragicità&#8221;, non dileggia nessuno se non sé stesso: in piccola parte umanamente invidia il vivere speranzoso e tranquillo del credente (o del cammelliere, come direbbe Zarathustra), ma è anche consapevole che non potrà mai averlo. Poichè sa che non esistono sicurezze, se non la ricerca. Se non il dubbio. Chi invece si affida a verità rivelate ha storicamente sempre causato molti danni, e gravissimi. Da chi decise che la razza ariana era la migliore sulla base di teorie poi smentite dai fatti, a chi bruciò sul rogo streghe e stregoni sulla base di teorie poi smentite dai fatti, da chi ricerca nella povertà maritri per la propria guerra santa, a chi impone oggi alle persone di non scegliere o di non usare il preservativo costringendolo all&#8217;HIV. Omicidi, si possono chiamare. </p>
<p>&gt; Amico mio, credo di essere più anziano di te ( sono 62 ). Sono medico modesto, che non guarda il malato come fonte di guadagno ( a volte ci rimetto) bensì la persona che sta male. Conosco la sofferenza mia e degli altri. Ho tre figli maschi, due sposati uno con me e mia moglie. Tutti e tre lavorano ma non vestono abiti firmati. Hanno problemi economici, e io mi faccio carico del loro peso per rendere meno faticoso il loro percorso su questa terra.</p>
<p>Caro amico, hai circa trent&#8217;anni più del sottoscritto, e da questo forse ne giustifico quella mananza d&#8217;entusiasmo che mi pare di leggere tra le righe verso la ricerca, e verso il dubbio (ma questo potrebbe essere un pregiudizio; eguale a quello che spesso ha il più anziano verso il più giovane &#8220;che deve ancora imparare&#8221; <img src='http://www.lanotizia.ch/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .<br />
Ciò che scrivi sulla tua professione è segno di persona di cuore e di umiltà. Sono felice che la tua famiglia sia ancora unita e composta da brave persone. La mia è altrettanto bella, ma più di un cancro l&#8217;ha falcidiata quando ancora ero ventenne e altre questioni di salute aleggiano tutt&#8217;oggi, sul sottoscritto e su altri vicini. Cose che succedono a molti e cose che si superano. E che non hanno a che vedere con la mia visione della vita. Sono comunque una persona felice, e fortunata poichè senza rimpianti, per ora. Ma voglio poter scegliere quando la malattia che ho vissuto da vicino mi toglierà l&#8217;umanità.</p>
<p>&gt; Ringrazio Iddio.</p>
<p>Io mi limito a ringraziare te per il dialogo <img src='http://www.lanotizia.ch/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Un caro saluto,<br />
Piero</p>
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		<title>Di: giorgio</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/video/video-exit-e-il-suicidio-assisito/1546/comment-page-1#comment-307</link>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 21:15:47 +0000</pubDate>
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		<description>Era un dialogo interessante che poteva trasmettere qualcosa a chi legge. peccato si sia interrotto.

giorgio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Era un dialogo interessante che poteva trasmettere qualcosa a chi legge. peccato si sia interrotto.</p>
<p>giorgio</p>
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		<title>Di: giuseppe 2</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/video/video-exit-e-il-suicidio-assisito/1546/comment-page-1#comment-305</link>
		<dc:creator>giuseppe 2</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 22:50:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lanotizia.ch/?p=1546#comment-305</guid>
		<description>Mi fa piacere sentrti dire che sei felice noostante i tuoi problemi e le tue idee.
Circa  la possibilità di scegliere, che gentilmente mi offri ti dico : grazie, ho già scelto.
Comunque,  sei una persona che apprezzo.
Il nostro dialogo non mostra segni di condivisione, ma, oserei dire di imposizione delle proprie idee. Una strada senza sbocco. E tuttavia, avrei tante cose da dirti ancora. A prima vista sembra che qualcosa ci accomuni. La povertà cristiana e quella filosofica. In realtà c&#039;è una sostanziale differenza. Sta quì la scelta. Rinunciare a quella cristiana o a quella filosofica ?- Quet&#039;utima interpreta i beni della terra come zavorra. Come palla al piede che frena la speditezza del passo. Proprio come una catena che, ti obbliga agli schemi della sorveglianza e alle cure ansiose della custodia, insomma t&#039;impedisce di volare ( lasciami passare l&#039;espressione). E&#039;  la povertà di Diogene, intrisa in una serie di aneddoti, sarcasmi e di autocompiacimenti, di disprezzo e di saccenteria, di disgusti raffinati. La botte è meglio del palazzo, e il regalo più grande che il re possa fare è quella che si tolga davanti perchè non impedisca la luce del sole. La rinuncia cristiana ai beni della terra, invece, pur essendo fatta in vista della libertà, non solleva la stessa libertà a valore assoluto e a idolo supremo dinanzi a cui cadere in ginocchio. Il cristiano rinuncia ai beni per essere più libero di servire, non per essere più libero di sghignazzare.
Amico mio, credo di essere più anziano di te ( sono 62 ). Sono medico modesto, che non guarda il  malato come fonte di guadagno( a volte ci rimetto)  bensì la persona che sta male.  Conosco la sofferenza mia e degli altri. Ho tre figli maschi, due sposati uno con me e mia moglie. Tutti e tre lavorano ma non vestono abiti firmati. Hanno problemi economici, e io mi faccio carico del loro peso per rendere meno faticoso il loro percorso su questa terra. Ringrazio Iddio.

Un saluto e che Gesù Cristo ti dia tanta voglia di vivere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa piacere sentrti dire che sei felice noostante i tuoi problemi e le tue idee.<br />
Circa  la possibilità di scegliere, che gentilmente mi offri ti dico : grazie, ho già scelto.<br />
Comunque,  sei una persona che apprezzo.<br />
Il nostro dialogo non mostra segni di condivisione, ma, oserei dire di imposizione delle proprie idee. Una strada senza sbocco. E tuttavia, avrei tante cose da dirti ancora. A prima vista sembra che qualcosa ci accomuni. La povertà cristiana e quella filosofica. In realtà c&#8217;è una sostanziale differenza. Sta quì la scelta. Rinunciare a quella cristiana o a quella filosofica ?- Quet&#8217;utima interpreta i beni della terra come zavorra. Come palla al piede che frena la speditezza del passo. Proprio come una catena che, ti obbliga agli schemi della sorveglianza e alle cure ansiose della custodia, insomma t&#8217;impedisce di volare ( lasciami passare l&#8217;espressione). E&#8217;  la povertà di Diogene, intrisa in una serie di aneddoti, sarcasmi e di autocompiacimenti, di disprezzo e di saccenteria, di disgusti raffinati. La botte è meglio del palazzo, e il regalo più grande che il re possa fare è quella che si tolga davanti perchè non impedisca la luce del sole. La rinuncia cristiana ai beni della terra, invece, pur essendo fatta in vista della libertà, non solleva la stessa libertà a valore assoluto e a idolo supremo dinanzi a cui cadere in ginocchio. Il cristiano rinuncia ai beni per essere più libero di servire, non per essere più libero di sghignazzare.<br />
Amico mio, credo di essere più anziano di te ( sono 62 ). Sono medico modesto, che non guarda il  malato come fonte di guadagno( a volte ci rimetto)  bensì la persona che sta male.  Conosco la sofferenza mia e degli altri. Ho tre figli maschi, due sposati uno con me e mia moglie. Tutti e tre lavorano ma non vestono abiti firmati. Hanno problemi economici, e io mi faccio carico del loro peso per rendere meno faticoso il loro percorso su questa terra. Ringrazio Iddio.</p>
<p>Un saluto e che Gesù Cristo ti dia tanta voglia di vivere</p>
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