Non ho parole! un filmato di grande dignità e compostezza!…ma perchè una cosa tanto logica e pulita non possa essere adottata ovunque???
W Exit e chi si batte per un diritto importante
GiorgioS
Helene - 3 aprile 2010, 13:35
Tante parole non servono. Non mi aspettavo di trovarmi un filmato di Exit sulla pagina che mi si è appena aperta per informazioni sugli stipendi in svizzera….
Guardando il filmato del suicidio assistito con molta attenzione ho rivissuto un momento molto intenso che non dimenticherò mai….
Un filmato di Exit di grande dignità e compostezza come scrive Giorgio il 16 Febbraio 2010..
Io, sono Svizzera, figlia di Giorgio che nel settembre 2004 ha chiesto aiuto a Exit per un suicidio assistito dopo una diagnosi di un carcinoma al rene, già diramato…anche al sinistro… Con l’aiuto degli assistenti di Exit che ancora oggi ringrazio per la loro umanità e sensibilità ho accompagnato mio papà fino al sonno più profondo.
Io, sono iscritta all’associazione Exit da parecchi anni.
EXIT GRAZIE DI ESISTERE !!
Vacchini D.Helene
Mi dispiace, trovo chi sia un crime contro una persona ingrata di dicidere ormai di sua vita….non posso condividere mai ungesto simile… sono catolica… e perche una persona fare un gesto simile… quando non ce per niente da vedere… quando ti senti proprio senza più voglia per continuare, vi prego è li chi ti trovi con Jesus. non poteti mai togliate la vita… ê un crime quello chi ho visto contro una donna malata e fragile.
mai dove siamo? dove ê la sua famiglia??? perche???? in questo mondo so va bene fino al momento in chi siamo sanno. esseri malati non vuoi dire chi sia tutto finito. ma chi è la vita e bisogna rispettare!!!!!!!!!!!!!! comunque sia!!!!!!!!!!!!!! comunque vada!!!!!!!!!!!!!!!!!
questo video mi ha fatto un trauma!!!!!!!!!!!! e traumatizzanti…. per favore emeterti di fare le persone soffrire!!!!!!!!!!!! dottore abbia fede in Dio…………¨!!!!!!!!!!!!!! faccia il dottore e non il killer!!!!!!!!!!!!!!!! la medicina non e un dono per tutti ma per quelli chi salvano la vita……………. lei invece fa morire la gente !!!!!!!!!!!!!! come fai la sua conscienzia a dopo dormire…………………. trovo una monstruosita…………..
Anonimo - 8 maggio 2010, 13:38
La vita e’ 1 dono prezioso e va vissuto cmq e in qualsiasi situazione ci si presenti ,solo Dio il nostro vero ed unico padre puo decidere quando e cm kiamarci a lui ,questa e’ una scelta ke noi semplici esseri umani non possiam o e nn dovremmo mai prendere xke’ nn esiste una morte dignitosa o meno, ma solo il dono di Dio ke e rakkiuso in una sola parola?” vita “anzi la nostra vita e dobbiamo viverla fino agli ultimi istanti nel bene e nel male, xke e’ un dono prezioso ke ha un inizio ed una fine diverso x ognuno di noi e scritto in un unico libro comune a tutti il libro del destino .L’amore la gioia la tristezza ed il dolore sn sentimenti e sensazioni ke devono e vanno provati tt cn l’aiuto e la forza di persone care questo nn e il modo giusto x affrontare queste circostanze ma il vero essere di noi persone umane e fedeli alla nostra religione e apprezzare e vivere tt cio ke fa parte della nostra esitenza xke solo cosi si puo essere certi di aver vissuto la propria vita cn dignita e forza .Mi dispiace ma sn 1 ragaz di 23 anni e x me questo e il vero significato della parola vita e nn posso pensare di paragonare la mia vita a quella di una semplice candela xke sl Dio sa quando e cm spgnerla grazie a presto
GIUSEPPE - 26 maggio 2010, 11:32
E’ corretto fare una premessa: essendo ateo non ho remore di carattere religioso ed essendo libero nel pensiero non sono fermato da costrizioni di alcun genere: regole sociali, conformismi, discipline che vincolino senza ragione la libertà individuale.
Esprimo quindi il mio parere positivo sul diritto di suicidarsi, scelta che esalta il solo diritto che resta ad ogni uomo: decidere, se la propria vita non ha senso, di eliminarla. Tutti gli altri diritti sono vincolati da una assurda congerie di regolamenti che possono colpire solo chi vive. Ma alla morte nessun estraneo può opporsi.
Credo che il momento debba essere scelto lontano da casa e dalle persone amate ed in perfetta solitudine, dopo aver sistemato per quanto sia possibile le cose terrene, per non aggravare la situazione che resta ai superstiti. Ad essi rimarrà, è inevitabile, il dolore di non aver potuto fare qualcosa, di non avere capito, di aver sottovalutato. Per queste cose il tempo è ancora il rimedio migliore. Può apparire crudele andar via in questo modo ma, in fondo, il suicidio è un atto di puro egoismo, forse il solo di una intera vita: credo che sia giusto concederselo quando si è coscenti di essere stati onesti e sopravvivere è una fatica priva di senso o, peggio, un dolore. Se la propria vita è stata spesa in favore degli altri, se ora non si riesce più ad essere utili né a loro né a noi stessi, cercare aiuto per vivere ancora è molto meno dignitoso di andar via a testa alta, lontanissimo, e se è possibile senza lasciare un corpo che costringa altri ad un lavoro ingrato. Il culto dei morti e i cimiteri: sono orride istituzioni della presunzione umana. C’è il fuoco per pulire via tutto.
La dignità ci resta solo quando siamo soli. Per gli altri è una sciocca fisima da criticare ed un ottimo spunto di pettegolezzo. Credo che si debba morire soli se il cuore ce la fa.
Lino - 18 luglio 2010, 2:40
Il dottore chiede: Come si sente oggi?
La donna risponde: ho sete. (L’hanno tenuta senza bere, dunque?)
E dopo che la signora dice: ho sete, il medico non le offre acqua, ma le chiede se vuole la pozione.
Questa è cacca, altro che dignità e compostezza.
Donata Mostardini - 4 settembre 2010, 19:15
4 Settembre 2010
Ritengo estremamente dignitoso e importante la possibilità di effettuare il suicidio assistito. Il filmato è asciutto, senza fronzoli ed apprezzabile. Mi iscriverò ad exit e ne diffonderò l’esistenza. Un ringraziamento accorato.
Donata
giuseppe 2 - 4 novembre 2010, 22:33
Brava anonimo “4″. La vita è un dono prezioso e gratutito. E nessuno può avere la presunzione di decidere quando e come nascere, o quando spegnere l’interruttore. Non lo fanno neppure gli animali. La vita è davanti a me. Si è vero, spesso fa paura, perchè per coglierne i frutti è necessario che si esca di casa e incamminarsi per la strada il più delle volte tortuosa, piena di ostacoli, che svoltano e risvoltano senza posa, annebbiando splendidi paesaggi. La verità è che tutti si ha paura di imbarcarsi in questa meravigliosa avventura, e deboli come siamo, al primo ostacolo sbattiamo la testa. Qunati amori falliti, quanti progetti in cantiere impolverati su carta ingiallita. Ebbè ? basta questo per spegnere la candela ? ? Dio è NOSTRO PADRE, e conosce i nostri bisogni ancor prima che noi glieli esprimiamo. La vita è bella: Benigni ci ha regalato un messaggio che non ammette tavole rotonde.
Peppe
giuseppe 2 - 4 novembre 2010, 22:34
La vita è un dono prezioso e gratutito. E nessuno può avere la presunzione di decidere quando e come nascere, o quando spegnere l’interruttore. Non lo fanno neppure gli animali. La vita è davanti a me. Si è vero, spesso fa paura, perchè per coglierne i frutti è necessario che si esca di casa e incamminarsi per la strada il più delle volte tortuosa, piena di ostacoli, che svoltano e risvoltano senza posa, annebbiando splendidi paesaggi. La verità è che tutti si ha paura di imbarcarsi in questa meravigliosa avventura, e deboli come siamo, al primo ostacolo sbattiamo la testa. Qunati amori falliti, quanti progetti in cantiere impolverati su carta ingiallita. Ebbè ? basta questo per spegnere la candela ? ? Dio è NOSTRO PADRE, e conosce i nostri bisogni ancor prima che noi glieli esprimiamo. La vita è bella: Benigni ci ha regalato un messaggio che non ammette tavole rotonde.
Peppe
Piero - 5 novembre 2010, 0:38
Uè giuseppe, ma sei un prete?? Ciò che dici è senza senso. Ognuno di noi deve avere il diritto di decidere su se stesso. Punto. Così come una madre decide di avere un figlio. Il figlio deve decidere dove, come e quando morire. E’ una questione di dignità. Prima di tutto.
giuseppe 2 - 5 novembre 2010, 13:18
No, caro Piero. Non sono un prete. Un credente si. Almeno mi sforzo di esserlo. Mi redarguisci con l’espressione più banale quanto insingnificante : ” Ciò che dici non ha senso “. Hai mai provato a dare un senso alla tua vita. A chiederti perchè ti trovi imbarcato in questa meravigliosa avventura che si chiama “VITA ?”. La tua mamma ha deciso di metterti al mondo, è vero. E perchè lo ha fatto ? te lo sei mai chiesto ?: PER AMORE. Non dirmi neppure che hai deciso da te di nascere sotto questa o un’altra costellazione, dal momento che ti senti padrone della tua vita, quindi decidere dove, come e quando morire. ” E’ una questione di dignita’ “. Ma cos’è per te la dignità ? . Tu caro amico, non hai ancora capito il senso della vita. Sei un uomo, e puoi cercare. Pensa ad una rosa. E’ bella, non ci sono dubbi, ma passerà la sua vita di rosa senza sapere perchè è bella, e soprattutto PER CHI. Amico mio, non si tratta di vivere in questa vita, ma di amare. Ascolta. Il tuo parlare rivela uno spirito affamato, assetato, che non potrai mai soddisfare. Anche se provassi ad ammassare tutti i sentimenti che contiene la terra, resteresti prigioniero di te stesso, inquieto, e privo di felicità, perchè non è questo quello che cerchi. Dietro la tua fame – trapela dalle tue parole – da te immaginata, se ne nasconde una ancora più forte, e più esigente, perchè infinita. L’uomo ha un solo desiderio :” QUELLO DI VIVERE”, ma ancor prima di questo desiderio ce n’è un altro : ” QUELLO DI AMARE E DI ESSERE AMATO, perchè, appunto sei nato da un gesto di amore. Io ti dico che nessuno può vivere se prima di tutto non è amato. La vita devi paragonarla a un fiume, e non ad una sorgente, La vita scorre in me in te, in tutta l’umanità. Se è così, come è così, vuol dire che viene da una sorgente, e la sua sorgente è AMORE.
Un giorno capirai che morire non significa smettere di vivere, ma smettere di amare.
Potrei continuare. Ma lo spazio non me lo consente.
Concludo dicendo ancora. Non sono un prete. Sono un uomo con qualche anno più di te, cui la vita non è stata molto benevola.
Piero - 5 novembre 2010, 18:40
> Hai mai provato a dare un senso alla tua vita?
No. Perchè non ha alcun senso farlo. Gli uomini sono dei grotteschi cercatori di senso. E trovano le loro soluzioni in Dio, o nella carriera, o nell’essere ricordati dai posteri e in mille altre ironici tentativi. Non c’è senso. Lo avevano scoperto i greci. Lo sanno i filosofi. Lo sapeva Nietzsche. Lo sanno le persone di ragione.
> Tua mamma ha deciso di metterti al mondo. E perchè lo ha fatto ? te lo sei mai chiesto ?: PER AMORE.
Questa è una tua opinione. Migliaia di mamme diventano tali per un desiderio di autorealizzazione in quanto donne. Molte altre per errore. Altre ancora per una componente istintiva che si chiama conservazione della specie. L’amore viene dopo. E non sempre.
> Ma cos’è per te la dignità ?
La dignità è la possibilità di scegliere per sé stessi. Punto. Ciascuno ha la propria definizione di dignità. Perciò l’unica definizione possibile è proprio in questa libertà.
> Tu caro amico, non hai ancora capito il senso della vita.
Forse nemmeno tu, caro amico. Ma la differenza è che proprio per questo io so di aver capito: “so di non sapere”. Tu invece ti affidi a dogmi e sogni. Ammetto che invidio la tua capacità di chiudere gli occhi alla realtà. Non è da tutti. E da molta speranza. Ma è una speranza falsa. E io non sono capace di credere alle illusioni.
> Amico mio, non si tratta di vivere in questa vita, ma di amare.
Sono pienamente d’accordo. L’unico senso che si può dare alla vita è quello: l’amore. Verso le cose, le persone, verso di sé e gli altri. L’unico senso è la ricerca della felicità e dell’amore. Nient’altro. Nessun Dio, nessun dogma.
> L’uomo ha un solo desiderio :” QUELLO DI VIVERE”
Questa è un’opinione tua e una visione falsa della realtà. L’uomo ha il desiderio di vivere felice. Non semplicemente di vivere. E sono una testimonianza di questo i suicidii, che sono una pratica diffusa fin dalla nascita dell’uomo stesso: considera i suicidi per onore in cina, o quelli per depressione o diperazione, o quelli nei campi di concentramento da chi non riusciva più a sopportare la sofferenza, ecc.. Non basta vivere. Bisogna farlo in modo dignitoso e felice. Altrimenti la vita è solo una tortura e davvero non ha più senso (poichè nemmeno si può più amare gli altri o sè stessi).
> Io ti dico che nessuno può vivere se prima di tutto non è amato.
L’uomo non è totalmente passivo. Deve agire per essere tale. Anche una pianta può essere amata. Ma non per questo è umana. Perciò il mio desiderio è semplice: voglio essere un uomo, sempre. Quando non potrò più esserlo perchè la malattia me lo impedirà, voglio morire. Punto. E’ molto semplice e la mia vita è felice proprio perchè so questo.
> Concludo dicendo ancora. Non sono un prete. Sono un uomo con qualche anno più di te, cui la vita non è stata molto benevola.
Io non so quanti anni tu abbia e certo tu non sai quanti ne ha il sottoscritto. Così come non hai idea delle difficoltà che ho passato e sto passando. Difficoltà fisiche, familiari, e così via. Perciò non mi pare il caso di premere su questo tasto. Non so chi dei due vincerebbe in quanto a numero di sfortune subite, ma penso che un pareggio sia molto probabile.
Un caro saluto da uno che la pensa in modo opposto al tuo ma che, a differenza tua, ti vuole dare la possibilità di scegliere.
Piero
giuseppe 2 - 6 novembre 2010, 0:50
Mi fa piacere sentrti dire che sei felice noostante i tuoi problemi e le tue idee.
Circa la possibilità di scegliere, che gentilmente mi offri ti dico : grazie, ho già scelto.
Comunque, sei una persona che apprezzo.
Il nostro dialogo non mostra segni di condivisione, ma, oserei dire di imposizione delle proprie idee. Una strada senza sbocco. E tuttavia, avrei tante cose da dirti ancora. A prima vista sembra che qualcosa ci accomuni. La povertà cristiana e quella filosofica. In realtà c’è una sostanziale differenza. Sta quì la scelta. Rinunciare a quella cristiana o a quella filosofica ?- Quet’utima interpreta i beni della terra come zavorra. Come palla al piede che frena la speditezza del passo. Proprio come una catena che, ti obbliga agli schemi della sorveglianza e alle cure ansiose della custodia, insomma t’impedisce di volare ( lasciami passare l’espressione). E’ la povertà di Diogene, intrisa in una serie di aneddoti, sarcasmi e di autocompiacimenti, di disprezzo e di saccenteria, di disgusti raffinati. La botte è meglio del palazzo, e il regalo più grande che il re possa fare è quella che si tolga davanti perchè non impedisca la luce del sole. La rinuncia cristiana ai beni della terra, invece, pur essendo fatta in vista della libertà, non solleva la stessa libertà a valore assoluto e a idolo supremo dinanzi a cui cadere in ginocchio. Il cristiano rinuncia ai beni per essere più libero di servire, non per essere più libero di sghignazzare.
Amico mio, credo di essere più anziano di te ( sono 62 ). Sono medico modesto, che non guarda il malato come fonte di guadagno( a volte ci rimetto) bensì la persona che sta male. Conosco la sofferenza mia e degli altri. Ho tre figli maschi, due sposati uno con me e mia moglie. Tutti e tre lavorano ma non vestono abiti firmati. Hanno problemi economici, e io mi faccio carico del loro peso per rendere meno faticoso il loro percorso su questa terra. Ringrazio Iddio.
Un saluto e che Gesù Cristo ti dia tanta voglia di vivere
giorgio - 18 novembre 2010, 23:15
Era un dialogo interessante che poteva trasmettere qualcosa a chi legge. peccato si sia interrotto.
giorgio
Piero - 19 novembre 2010, 13:36
Caro giorgio,
il tuo messaggio mi ha fatto tornare alla mente questa discussione, sfuggita nelle molte email. Così ho deciso di rispondere ulteriormente.
> Mi fa piacere sentrti dire che sei felice nonostante i tuoi problemi e le tue idee.
Le mie idee non sono pessimistiche. Perciò il “nonostante” è errato o, quantomeno, potrei rivolgere la stessa frase a te. La felicità è una meta, un cammino, qualcosa che si conquista e perde e insegue tutti i giorni.
> Circa la possibilità di scegliere, che gentilmente mi offri ti dico : grazie, ho già scelto.
Prego. Ne sono sinceramente felice. Il problema è che tu e la tua dottrina questa possibilità di scegliere la negate. E questo mi rende sinceramente molto meno felice.
> Comunque, sei una persona che apprezzo.
Anche io: difficile trovare persone con cui parlare tranquillamente con idee così diverse.
> A prima vista sembra che qualcosa ci accomuni. La povertà cristiana e quella filosofica.
Molto più semplicemente credo ci accumuni il nostro essere esseri umani e il nostro probabile essere “brave persone” (con tutte le complessità di condivisione che questa definizione apparentemente banale porta con sé). La differenza sta nella scelta diversa. Tu ti affidi a “qualcuno/qualcosa”, io mi affido a me stesso e alle persone a me vicine. Il resto sono contingenze (povertà, ricchezza…).
> In realtà c’è una sostanziale differenza. [...] Rinunciare a quella cristiana o a quella filosofica ?- Quet’utima interpreta i beni della terra come zavorra. [...] E’ la povertà di Diogene, intrisa in una serie di aneddoti, sarcasmi e di autocompiacimenti, di disprezzo e di saccenteria, di disgusti raffinati.
E’ un interpreazione partigiana. E ti dirò, la storia dice l’opposto. E’ nel religioso la coercizione verso la propria idea, è nel religioso l’impedimento alla libertà di scelta. E’ nel religioso il disprezzo – concretamente, non nelle parole – del diverso (non c’è un messaggio pastorale cristiano o musulmano che parli di accettazione reciproca, tutti di conversione, e questo da più di 2000 anni). Il dubbio, invece, è l’acme dell’accettazione. Donare la libertà di scelta è l’acme della pietas, è l’acme della solidarietà. Se poi a contorno c’è un po’ di ironia oserei dire che è oltraggioso confonderla per compiacimento .
> La botte è meglio del palazzo, e il regalo più grande che il re possa fare è quella che si tolga davanti perchè non impedisca la luce del sole.
Ci sono visioni più moderne e meno allegoriche dell’interpretazione del senso. Russel, Nietzsche, e tanti altri.
> Il cristiano rinuncia ai beni per essere più libero di servire, non per essere più libero di sghignazzare.
Vedo molta confusione in ciò che dici. Che il cristiano rinunci ai “beni materiali” è una sua scelta, e nessuno la vieta. Che il 99,9% periodico dei cristiani non lo faccia è invece la realtà dei fatti. Che il greco sghignazzi è l’errore storico più profondo: il greco è tragico, intimamente, consapevolmente. Ma cerca la felicità nel suo passaggio in vita. Oggi la tecnica e l’economia di mercato hanno sostituito questa tragicità consapevole. E costituiscono morfologicamente la stessa cosa che è un Dio. Poca differenza.
Ma tutto ciò in ogni caso a pooco a che fare con la ricerca del senso della vita. L’ateo (o agnostico), così come il greco e la sua “tragicità”, non dileggia nessuno se non sé stesso: in piccola parte umanamente invidia il vivere speranzoso e tranquillo del credente (o del cammelliere, come direbbe Zarathustra), ma è anche consapevole che non potrà mai averlo. Poichè sa che non esistono sicurezze, se non la ricerca. Se non il dubbio. Chi invece si affida a verità rivelate ha storicamente sempre causato molti danni, e gravissimi. Da chi decise che la razza ariana era la migliore sulla base di teorie poi smentite dai fatti, a chi bruciò sul rogo streghe e stregoni sulla base di teorie poi smentite dai fatti, da chi ricerca nella povertà maritri per la propria guerra santa, a chi impone oggi alle persone di non scegliere o di non usare il preservativo costringendolo all’HIV. Omicidi, si possono chiamare.
> Amico mio, credo di essere più anziano di te ( sono 62 ). Sono medico modesto, che non guarda il malato come fonte di guadagno ( a volte ci rimetto) bensì la persona che sta male. Conosco la sofferenza mia e degli altri. Ho tre figli maschi, due sposati uno con me e mia moglie. Tutti e tre lavorano ma non vestono abiti firmati. Hanno problemi economici, e io mi faccio carico del loro peso per rendere meno faticoso il loro percorso su questa terra.
Caro amico, hai circa trent’anni più del sottoscritto, e da questo forse ne giustifico quella mananza d’entusiasmo che mi pare di leggere tra le righe verso la ricerca, e verso il dubbio (ma questo potrebbe essere un pregiudizio; eguale a quello che spesso ha il più anziano verso il più giovane “che deve ancora imparare” .
Ciò che scrivi sulla tua professione è segno di persona di cuore e di umiltà. Sono felice che la tua famiglia sia ancora unita e composta da brave persone. La mia è altrettanto bella, ma più di un cancro l’ha falcidiata quando ancora ero ventenne e altre questioni di salute aleggiano tutt’oggi, sul sottoscritto e su altri vicini. Cose che succedono a molti e cose che si superano. E che non hanno a che vedere con la mia visione della vita. Sono comunque una persona felice, e fortunata poichè senza rimpianti, per ora. Ma voglio poter scegliere quando la malattia che ho vissuto da vicino mi toglierà l’umanità.
> Ringrazio Iddio.
Io mi limito a ringraziare te per il dialogo .
Un caro saluto,
Piero
giorgio - 23 novembre 2010, 0:21
Se ti dico che le tue parole hanno il sapore della più bella preghiera fino ad oggi ascoltata dalle mie orecchie, rischio di offenderti. E questa non è mia intenzione : Dico la verità. Si, è vero quanto dici : …”Voglio poter scegliere quando la malattia che ho vissuto da vicino mi toglierà l’umanità “.
L’uomo ha la possibilità della scelta, ha libertà. Libertà, dunque, che è la sola possibilità di salvarmi o di perdermi, e con me di salvare o di perdere tutte le creature che mi circondano per un solo atto di amore o di odio; libertà che è solo soggettiva e momentanea, poichè intanto Dio dall’eterno non desiste dalla sua creazione. Un mondo è nato da Dio, un altro mondo è uscito dalle mie mani. Ogni uomo deve creare e portare in se stesso un universo. Dio si attende che ogni uomo si misuri con Lui, che lo imiti in quest’opera. E la coscienza, che delle volte ognuno vorrebbe buttare fra il mucchio di rottami, si rivela essere l’unica risorsa, il residuo fuggito dalla mani di LUI, dalla sua necessità. Si, scelgo, e quello che scelgo è per altre vie necessario. Questa scelta richiede indubbiamente coraggio perchè con questo atto d’amore l’uomo si rinnega. Quali garanzie vengono offerte ? La ragione può solo accettare che l’uomo, limitato nel tempo, all’atto della sua morte esca dal tempo; nato nel tempo, nel tempo muore; oltre, vi è o il nulla o l’eternità. Se vi è l’eternità, essa ci apparterrà e la nostra bramosia dell’infinito sarà appagata e la nostra scelta fideistica si rivelerà verificata dalla nostra stessa esperienza. Se però l’eternità non dovesse esistere, non potremo neppure, in base alla prova di falsificazione, provare che è falsa, dato che non esisteremmo ; questo stando alla ragione. Ecco, da quì la necessitò della fede, di una fede liberamente accettata IN DIO, il garante della nostra scelta e del nostro amore, perchè se l’amato è LUI, questo morire, questo rinunciare, è tutta una conquista, un ritrovarci sopra le cose, un esserci di là. Tu mi dirai : ” Con la fede risolvi il tutto ?” ti rispondo che con la fede, sia pure grande quando una granello di sabbia, il problema che attanaglia l’umanità, e cioè l’angoscia ti spinge verso quell ‘UNO che vive tra la folla, che ancora non è conosciuto. L’uomo non sa perchè è nato, eccetto che per puro caso; non sa qual’è la sua funzione su questa terra, seppure il suo esistere ha una funzione ben precisa. Vero è che Dio aveva promesso la venuta del Figlio suo per ripristinare l’alleanza, ma col passare dei secoli quanti ancora vi credono ? Quanti non ritengono quelle promesse pure leggende e lacerano l’anima tra la ragione che non può dare speranza e l’irraggiungibile desiderio di eternità ? Ecco che la mente si trova nel buio e nella notte più oscura. Ecco l’angoscia esistenzialista: il non sapere lo scopo di questo viaggio terreno; lungo, o breve che sia intriso di sofferenza, dolore per alcuni, per altri meno, per altri ancor meno. A che cosa porta ? dal momento che si sconosce una qualsiasi speranza d’approdo. Essere un uomo di fede non vuol dire però non avere dubbi, ma vuol dire credere nonostante i dubbi, e di conseguenza la fede è sempre qualcosa da conquistare. Un atto di libera scelta che, mentre congiunge spiritualmente a Dio, non toglie però le ragioni inerenti lo stato decaduto dell’uomo, e pertanto il dubbio, le debolezze della carne, il dolore e la morte permangono : in una parola, la fede non ripristina i doni preternaturali perduti. Amico mio, so perfettamente per avere provato, come ogni uomo, che cosa vogliono dire sofferenza, scoramento, dubbio e tentazione. Una triade tremenda. Poi una Mano invisibile.
Vorrei tanto poterti aiutare. Ma lo scambio della posta personale non può avvenire per ovvi motivi.
Ti ringrazio
neutro - 3 agosto 2011, 22:53
La possibilità di scegliere quando morire è simbolo di libertà.
Molti attendono una morte che arriverà a caso, e questo li va vivere a caso. Il momento in cui morire e il tipo di morte determinano tutta la vita. Conoscendo il giorno esatto della propria morte ciascuno può gestire meglio la propria vita.
Le nazioni più civili offrono la possibilità del suicidio assistito. Le nazioni meno civili obbligano le persone a rimanere in vita contro la loro volontà.
Tortora Domenico - 1 ottobre 2011, 17:31
Si e’ vero che la vita e’ bella!!! Purtroppo pero’ siamo circondati da persone disoneste!!! Ho lottato ma non vedo soluzioni!! Ho visto il filmato e penso che sia giusto che ognuno di noi decida cosa fare o che decisioni prendere in merito alla nostra vita!! E’ sempre facile per gli altri commentare cose di questo tipo. Ma per commentarle bisognerebbe vivere in prima persona certe cose malattie o problemi che una persona ha!!! Troppo comodo tanto non stai vivendo tu esperienze se così si può dire che ti distruggono!!!! Io commentate pure ho 2 figli che amo con tutto il cuore e ho preso questa decisione consapevole di quanto diranno gli altri quando non ci sarò più !! Non aveva le.. Ma perche non mi ha detto niente.Ma poteva chiedermi.Si troppo comodo e sempre con il senno del poi… Grazie a tutti
Mary - 4 ottobre 2011, 23:03
un crimine, una follia….
se è vero che esistono malattie inguaribile e tanto vero che non esistono malattie incurabili!
pierp - 3 dicembre 2011, 1:50
se la scelta e’ consapevole e non forzata,perche’ non ricorrere al suicidio assistito?perche’ dire che e’ un crimine?sono solo ipocrisie,perche’ impedire ad una persona che trova la vita un peso insopportabile,di liberarsene?e’ questa ad essere una follia,per me
Che ne pensi? La tua opinione è importante: rendila pubblica!
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W Exit e chi si batte per un diritto importante
GiorgioS
Tante parole non servono. Non mi aspettavo di trovarmi un filmato di Exit sulla pagina che mi si è appena aperta per informazioni sugli stipendi in svizzera….
Guardando il filmato del suicidio assistito con molta attenzione ho rivissuto un momento molto intenso che non dimenticherò mai….
Un filmato di Exit di grande dignità e compostezza come scrive Giorgio il 16 Febbraio 2010..
Io, sono Svizzera, figlia di Giorgio che nel settembre 2004 ha chiesto aiuto a Exit per un suicidio assistito dopo una diagnosi di un carcinoma al rene, già diramato…anche al sinistro… Con l’aiuto degli assistenti di Exit che ancora oggi ringrazio per la loro umanità e sensibilità ho accompagnato mio papà fino al sonno più profondo.
Io, sono iscritta all’associazione Exit da parecchi anni.
EXIT GRAZIE DI ESISTERE !!
Vacchini D.Helene
Mi dispiace, trovo chi sia un crime contro una persona ingrata di dicidere ormai di sua vita….non posso condividere mai ungesto simile… sono catolica… e perche una persona fare un gesto simile… quando non ce per niente da vedere… quando ti senti proprio senza più voglia per continuare, vi prego è li chi ti trovi con Jesus. non poteti mai togliate la vita… ê un crime quello chi ho visto contro una donna malata e fragile.
mai dove siamo? dove ê la sua famiglia??? perche???? in questo mondo so va bene fino al momento in chi siamo sanno. esseri malati non vuoi dire chi sia tutto finito. ma chi è la vita e bisogna rispettare!!!!!!!!!!!!!! comunque sia!!!!!!!!!!!!!! comunque vada!!!!!!!!!!!!!!!!!
questo video mi ha fatto un trauma!!!!!!!!!!!! e traumatizzanti…. per favore emeterti di fare le persone soffrire!!!!!!!!!!!! dottore abbia fede in Dio…………¨!!!!!!!!!!!!!! faccia il dottore e non il killer!!!!!!!!!!!!!!!! la medicina non e un dono per tutti ma per quelli chi salvano la vita……………. lei invece fa morire la gente !!!!!!!!!!!!!! come fai la sua conscienzia a dopo dormire…………………. trovo una monstruosita…………..
La vita e’ 1 dono prezioso e va vissuto cmq e in qualsiasi situazione ci si presenti ,solo Dio il nostro vero ed unico padre puo decidere quando e cm kiamarci a lui ,questa e’ una scelta ke noi semplici esseri umani non possiam o e nn dovremmo mai prendere xke’ nn esiste una morte dignitosa o meno, ma solo il dono di Dio ke e rakkiuso in una sola parola?” vita “anzi la nostra vita e dobbiamo viverla fino agli ultimi istanti nel bene e nel male, xke e’ un dono prezioso ke ha un inizio ed una fine diverso x ognuno di noi e scritto in un unico libro comune a tutti il libro del destino .L’amore la gioia la tristezza ed il dolore sn sentimenti e sensazioni ke devono e vanno provati tt cn l’aiuto e la forza di persone care questo nn e il modo giusto x affrontare queste circostanze ma il vero essere di noi persone umane e fedeli alla nostra religione e apprezzare e vivere tt cio ke fa parte della nostra esitenza xke solo cosi si puo essere certi di aver vissuto la propria vita cn dignita e forza .Mi dispiace ma sn 1 ragaz di 23 anni e x me questo e il vero significato della parola vita e nn posso pensare di paragonare la mia vita a quella di una semplice candela xke sl Dio sa quando e cm spgnerla grazie a presto
E’ corretto fare una premessa: essendo ateo non ho remore di carattere religioso ed essendo libero nel pensiero non sono fermato da costrizioni di alcun genere: regole sociali, conformismi, discipline che vincolino senza ragione la libertà individuale.
Esprimo quindi il mio parere positivo sul diritto di suicidarsi, scelta che esalta il solo diritto che resta ad ogni uomo: decidere, se la propria vita non ha senso, di eliminarla. Tutti gli altri diritti sono vincolati da una assurda congerie di regolamenti che possono colpire solo chi vive. Ma alla morte nessun estraneo può opporsi.
Credo che il momento debba essere scelto lontano da casa e dalle persone amate ed in perfetta solitudine, dopo aver sistemato per quanto sia possibile le cose terrene, per non aggravare la situazione che resta ai superstiti. Ad essi rimarrà, è inevitabile, il dolore di non aver potuto fare qualcosa, di non avere capito, di aver sottovalutato. Per queste cose il tempo è ancora il rimedio migliore. Può apparire crudele andar via in questo modo ma, in fondo, il suicidio è un atto di puro egoismo, forse il solo di una intera vita: credo che sia giusto concederselo quando si è coscenti di essere stati onesti e sopravvivere è una fatica priva di senso o, peggio, un dolore. Se la propria vita è stata spesa in favore degli altri, se ora non si riesce più ad essere utili né a loro né a noi stessi, cercare aiuto per vivere ancora è molto meno dignitoso di andar via a testa alta, lontanissimo, e se è possibile senza lasciare un corpo che costringa altri ad un lavoro ingrato. Il culto dei morti e i cimiteri: sono orride istituzioni della presunzione umana. C’è il fuoco per pulire via tutto.
La dignità ci resta solo quando siamo soli. Per gli altri è una sciocca fisima da criticare ed un ottimo spunto di pettegolezzo. Credo che si debba morire soli se il cuore ce la fa.
Il dottore chiede: Come si sente oggi?
La donna risponde: ho sete. (L’hanno tenuta senza bere, dunque?)
E dopo che la signora dice: ho sete, il medico non le offre acqua, ma le chiede se vuole la pozione.
Questa è cacca, altro che dignità e compostezza.
4 Settembre 2010
Ritengo estremamente dignitoso e importante la possibilità di effettuare il suicidio assistito. Il filmato è asciutto, senza fronzoli ed apprezzabile. Mi iscriverò ad exit e ne diffonderò l’esistenza. Un ringraziamento accorato.
Donata
Brava anonimo “4″. La vita è un dono prezioso e gratutito. E nessuno può avere la presunzione di decidere quando e come nascere, o quando spegnere l’interruttore. Non lo fanno neppure gli animali. La vita è davanti a me. Si è vero, spesso fa paura, perchè per coglierne i frutti è necessario che si esca di casa e incamminarsi per la strada il più delle volte tortuosa, piena di ostacoli, che svoltano e risvoltano senza posa, annebbiando splendidi paesaggi. La verità è che tutti si ha paura di imbarcarsi in questa meravigliosa avventura, e deboli come siamo, al primo ostacolo sbattiamo la testa. Qunati amori falliti, quanti progetti in cantiere impolverati su carta ingiallita. Ebbè ? basta questo per spegnere la candela ? ? Dio è NOSTRO PADRE, e conosce i nostri bisogni ancor prima che noi glieli esprimiamo. La vita è bella: Benigni ci ha regalato un messaggio che non ammette tavole rotonde.
Peppe
La vita è un dono prezioso e gratutito. E nessuno può avere la presunzione di decidere quando e come nascere, o quando spegnere l’interruttore. Non lo fanno neppure gli animali. La vita è davanti a me. Si è vero, spesso fa paura, perchè per coglierne i frutti è necessario che si esca di casa e incamminarsi per la strada il più delle volte tortuosa, piena di ostacoli, che svoltano e risvoltano senza posa, annebbiando splendidi paesaggi. La verità è che tutti si ha paura di imbarcarsi in questa meravigliosa avventura, e deboli come siamo, al primo ostacolo sbattiamo la testa. Qunati amori falliti, quanti progetti in cantiere impolverati su carta ingiallita. Ebbè ? basta questo per spegnere la candela ? ? Dio è NOSTRO PADRE, e conosce i nostri bisogni ancor prima che noi glieli esprimiamo. La vita è bella: Benigni ci ha regalato un messaggio che non ammette tavole rotonde.
Peppe
Uè giuseppe, ma sei un prete?? Ciò che dici è senza senso. Ognuno di noi deve avere il diritto di decidere su se stesso. Punto. Così come una madre decide di avere un figlio. Il figlio deve decidere dove, come e quando morire. E’ una questione di dignità. Prima di tutto.
No, caro Piero. Non sono un prete. Un credente si. Almeno mi sforzo di esserlo. Mi redarguisci con l’espressione più banale quanto insingnificante : ” Ciò che dici non ha senso “. Hai mai provato a dare un senso alla tua vita. A chiederti perchè ti trovi imbarcato in questa meravigliosa avventura che si chiama “VITA ?”. La tua mamma ha deciso di metterti al mondo, è vero. E perchè lo ha fatto ? te lo sei mai chiesto ?: PER AMORE. Non dirmi neppure che hai deciso da te di nascere sotto questa o un’altra costellazione, dal momento che ti senti padrone della tua vita, quindi decidere dove, come e quando morire. ” E’ una questione di dignita’ “. Ma cos’è per te la dignità ? . Tu caro amico, non hai ancora capito il senso della vita. Sei un uomo, e puoi cercare. Pensa ad una rosa. E’ bella, non ci sono dubbi, ma passerà la sua vita di rosa senza sapere perchè è bella, e soprattutto PER CHI. Amico mio, non si tratta di vivere in questa vita, ma di amare. Ascolta. Il tuo parlare rivela uno spirito affamato, assetato, che non potrai mai soddisfare. Anche se provassi ad ammassare tutti i sentimenti che contiene la terra, resteresti prigioniero di te stesso, inquieto, e privo di felicità, perchè non è questo quello che cerchi. Dietro la tua fame – trapela dalle tue parole – da te immaginata, se ne nasconde una ancora più forte, e più esigente, perchè infinita. L’uomo ha un solo desiderio :” QUELLO DI VIVERE”, ma ancor prima di questo desiderio ce n’è un altro : ” QUELLO DI AMARE E DI ESSERE AMATO, perchè, appunto sei nato da un gesto di amore. Io ti dico che nessuno può vivere se prima di tutto non è amato. La vita devi paragonarla a un fiume, e non ad una sorgente, La vita scorre in me in te, in tutta l’umanità. Se è così, come è così, vuol dire che viene da una sorgente, e la sua sorgente è AMORE.
Un giorno capirai che morire non significa smettere di vivere, ma smettere di amare.
Potrei continuare. Ma lo spazio non me lo consente.
Concludo dicendo ancora. Non sono un prete. Sono un uomo con qualche anno più di te, cui la vita non è stata molto benevola.
> Hai mai provato a dare un senso alla tua vita?
No. Perchè non ha alcun senso farlo. Gli uomini sono dei grotteschi cercatori di senso. E trovano le loro soluzioni in Dio, o nella carriera, o nell’essere ricordati dai posteri e in mille altre ironici tentativi. Non c’è senso. Lo avevano scoperto i greci. Lo sanno i filosofi. Lo sapeva Nietzsche. Lo sanno le persone di ragione.
> Tua mamma ha deciso di metterti al mondo. E perchè lo ha fatto ? te lo sei mai chiesto ?: PER AMORE.
Questa è una tua opinione. Migliaia di mamme diventano tali per un desiderio di autorealizzazione in quanto donne. Molte altre per errore. Altre ancora per una componente istintiva che si chiama conservazione della specie. L’amore viene dopo. E non sempre.
> Ma cos’è per te la dignità ?
La dignità è la possibilità di scegliere per sé stessi. Punto. Ciascuno ha la propria definizione di dignità. Perciò l’unica definizione possibile è proprio in questa libertà.
> Tu caro amico, non hai ancora capito il senso della vita.
Forse nemmeno tu, caro amico. Ma la differenza è che proprio per questo io so di aver capito: “so di non sapere”. Tu invece ti affidi a dogmi e sogni. Ammetto che invidio la tua capacità di chiudere gli occhi alla realtà. Non è da tutti. E da molta speranza. Ma è una speranza falsa. E io non sono capace di credere alle illusioni.
> Amico mio, non si tratta di vivere in questa vita, ma di amare.
Sono pienamente d’accordo. L’unico senso che si può dare alla vita è quello: l’amore. Verso le cose, le persone, verso di sé e gli altri. L’unico senso è la ricerca della felicità e dell’amore. Nient’altro. Nessun Dio, nessun dogma.
> L’uomo ha un solo desiderio :” QUELLO DI VIVERE”
Questa è un’opinione tua e una visione falsa della realtà. L’uomo ha il desiderio di vivere felice. Non semplicemente di vivere. E sono una testimonianza di questo i suicidii, che sono una pratica diffusa fin dalla nascita dell’uomo stesso: considera i suicidi per onore in cina, o quelli per depressione o diperazione, o quelli nei campi di concentramento da chi non riusciva più a sopportare la sofferenza, ecc.. Non basta vivere. Bisogna farlo in modo dignitoso e felice. Altrimenti la vita è solo una tortura e davvero non ha più senso (poichè nemmeno si può più amare gli altri o sè stessi).
> Io ti dico che nessuno può vivere se prima di tutto non è amato.
L’uomo non è totalmente passivo. Deve agire per essere tale. Anche una pianta può essere amata. Ma non per questo è umana. Perciò il mio desiderio è semplice: voglio essere un uomo, sempre. Quando non potrò più esserlo perchè la malattia me lo impedirà, voglio morire. Punto. E’ molto semplice e la mia vita è felice proprio perchè so questo.
> Concludo dicendo ancora. Non sono un prete. Sono un uomo con qualche anno più di te, cui la vita non è stata molto benevola.
Io non so quanti anni tu abbia e certo tu non sai quanti ne ha il sottoscritto. Così come non hai idea delle difficoltà che ho passato e sto passando. Difficoltà fisiche, familiari, e così via. Perciò non mi pare il caso di premere su questo tasto. Non so chi dei due vincerebbe in quanto a numero di sfortune subite, ma penso che un pareggio sia molto probabile.
Un caro saluto da uno che la pensa in modo opposto al tuo ma che, a differenza tua, ti vuole dare la possibilità di scegliere.
Piero
Mi fa piacere sentrti dire che sei felice noostante i tuoi problemi e le tue idee.
Circa la possibilità di scegliere, che gentilmente mi offri ti dico : grazie, ho già scelto.
Comunque, sei una persona che apprezzo.
Il nostro dialogo non mostra segni di condivisione, ma, oserei dire di imposizione delle proprie idee. Una strada senza sbocco. E tuttavia, avrei tante cose da dirti ancora. A prima vista sembra che qualcosa ci accomuni. La povertà cristiana e quella filosofica. In realtà c’è una sostanziale differenza. Sta quì la scelta. Rinunciare a quella cristiana o a quella filosofica ?- Quet’utima interpreta i beni della terra come zavorra. Come palla al piede che frena la speditezza del passo. Proprio come una catena che, ti obbliga agli schemi della sorveglianza e alle cure ansiose della custodia, insomma t’impedisce di volare ( lasciami passare l’espressione). E’ la povertà di Diogene, intrisa in una serie di aneddoti, sarcasmi e di autocompiacimenti, di disprezzo e di saccenteria, di disgusti raffinati. La botte è meglio del palazzo, e il regalo più grande che il re possa fare è quella che si tolga davanti perchè non impedisca la luce del sole. La rinuncia cristiana ai beni della terra, invece, pur essendo fatta in vista della libertà, non solleva la stessa libertà a valore assoluto e a idolo supremo dinanzi a cui cadere in ginocchio. Il cristiano rinuncia ai beni per essere più libero di servire, non per essere più libero di sghignazzare.
Amico mio, credo di essere più anziano di te ( sono 62 ). Sono medico modesto, che non guarda il malato come fonte di guadagno( a volte ci rimetto) bensì la persona che sta male. Conosco la sofferenza mia e degli altri. Ho tre figli maschi, due sposati uno con me e mia moglie. Tutti e tre lavorano ma non vestono abiti firmati. Hanno problemi economici, e io mi faccio carico del loro peso per rendere meno faticoso il loro percorso su questa terra. Ringrazio Iddio.
Un saluto e che Gesù Cristo ti dia tanta voglia di vivere
Era un dialogo interessante che poteva trasmettere qualcosa a chi legge. peccato si sia interrotto.
giorgio
Caro giorgio,
il tuo messaggio mi ha fatto tornare alla mente questa discussione, sfuggita nelle molte email. Così ho deciso di rispondere ulteriormente.
> Mi fa piacere sentrti dire che sei felice nonostante i tuoi problemi e le tue idee.
Le mie idee non sono pessimistiche. Perciò il “nonostante” è errato o, quantomeno, potrei rivolgere la stessa frase a te. La felicità è una meta, un cammino, qualcosa che si conquista e perde e insegue tutti i giorni.
> Circa la possibilità di scegliere, che gentilmente mi offri ti dico : grazie, ho già scelto.
Prego. Ne sono sinceramente felice. Il problema è che tu e la tua dottrina questa possibilità di scegliere la negate. E questo mi rende sinceramente molto meno felice.
> Comunque, sei una persona che apprezzo.
Anche io: difficile trovare persone con cui parlare tranquillamente con idee così diverse.
> A prima vista sembra che qualcosa ci accomuni. La povertà cristiana e quella filosofica.
Molto più semplicemente credo ci accumuni il nostro essere esseri umani e il nostro probabile essere “brave persone” (con tutte le complessità di condivisione che questa definizione apparentemente banale porta con sé). La differenza sta nella scelta diversa. Tu ti affidi a “qualcuno/qualcosa”, io mi affido a me stesso e alle persone a me vicine. Il resto sono contingenze (povertà, ricchezza…).
> In realtà c’è una sostanziale differenza. [...] Rinunciare a quella cristiana o a quella filosofica ?- Quet’utima interpreta i beni della terra come zavorra. [...] E’ la povertà di Diogene, intrisa in una serie di aneddoti, sarcasmi e di autocompiacimenti, di disprezzo e di saccenteria, di disgusti raffinati.
E’ un interpreazione partigiana. E ti dirò, la storia dice l’opposto. E’ nel religioso la coercizione verso la propria idea, è nel religioso l’impedimento alla libertà di scelta. E’ nel religioso il disprezzo – concretamente, non nelle parole – del diverso (non c’è un messaggio pastorale cristiano o musulmano che parli di accettazione reciproca, tutti di conversione, e questo da più di 2000 anni). Il dubbio, invece, è l’acme dell’accettazione. Donare la libertà di scelta è l’acme della pietas, è l’acme della solidarietà. Se poi a contorno c’è un po’ di ironia oserei dire che è oltraggioso confonderla per compiacimento
.
> La botte è meglio del palazzo, e il regalo più grande che il re possa fare è quella che si tolga davanti perchè non impedisca la luce del sole.
Ci sono visioni più moderne e meno allegoriche dell’interpretazione del senso. Russel, Nietzsche, e tanti altri.
> Il cristiano rinuncia ai beni per essere più libero di servire, non per essere più libero di sghignazzare.
Vedo molta confusione in ciò che dici. Che il cristiano rinunci ai “beni materiali” è una sua scelta, e nessuno la vieta. Che il 99,9% periodico dei cristiani non lo faccia è invece la realtà dei fatti. Che il greco sghignazzi è l’errore storico più profondo: il greco è tragico, intimamente, consapevolmente. Ma cerca la felicità nel suo passaggio in vita. Oggi la tecnica e l’economia di mercato hanno sostituito questa tragicità consapevole. E costituiscono morfologicamente la stessa cosa che è un Dio. Poca differenza.
Ma tutto ciò in ogni caso a pooco a che fare con la ricerca del senso della vita. L’ateo (o agnostico), così come il greco e la sua “tragicità”, non dileggia nessuno se non sé stesso: in piccola parte umanamente invidia il vivere speranzoso e tranquillo del credente (o del cammelliere, come direbbe Zarathustra), ma è anche consapevole che non potrà mai averlo. Poichè sa che non esistono sicurezze, se non la ricerca. Se non il dubbio. Chi invece si affida a verità rivelate ha storicamente sempre causato molti danni, e gravissimi. Da chi decise che la razza ariana era la migliore sulla base di teorie poi smentite dai fatti, a chi bruciò sul rogo streghe e stregoni sulla base di teorie poi smentite dai fatti, da chi ricerca nella povertà maritri per la propria guerra santa, a chi impone oggi alle persone di non scegliere o di non usare il preservativo costringendolo all’HIV. Omicidi, si possono chiamare.
> Amico mio, credo di essere più anziano di te ( sono 62 ). Sono medico modesto, che non guarda il malato come fonte di guadagno ( a volte ci rimetto) bensì la persona che sta male. Conosco la sofferenza mia e degli altri. Ho tre figli maschi, due sposati uno con me e mia moglie. Tutti e tre lavorano ma non vestono abiti firmati. Hanno problemi economici, e io mi faccio carico del loro peso per rendere meno faticoso il loro percorso su questa terra.
Caro amico, hai circa trent’anni più del sottoscritto, e da questo forse ne giustifico quella mananza d’entusiasmo che mi pare di leggere tra le righe verso la ricerca, e verso il dubbio (ma questo potrebbe essere un pregiudizio; eguale a quello che spesso ha il più anziano verso il più giovane “che deve ancora imparare”
.
Ciò che scrivi sulla tua professione è segno di persona di cuore e di umiltà. Sono felice che la tua famiglia sia ancora unita e composta da brave persone. La mia è altrettanto bella, ma più di un cancro l’ha falcidiata quando ancora ero ventenne e altre questioni di salute aleggiano tutt’oggi, sul sottoscritto e su altri vicini. Cose che succedono a molti e cose che si superano. E che non hanno a che vedere con la mia visione della vita. Sono comunque una persona felice, e fortunata poichè senza rimpianti, per ora. Ma voglio poter scegliere quando la malattia che ho vissuto da vicino mi toglierà l’umanità.
> Ringrazio Iddio.
Io mi limito a ringraziare te per il dialogo
.
Un caro saluto,
Piero
Se ti dico che le tue parole hanno il sapore della più bella preghiera fino ad oggi ascoltata dalle mie orecchie, rischio di offenderti. E questa non è mia intenzione : Dico la verità. Si, è vero quanto dici : …”Voglio poter scegliere quando la malattia che ho vissuto da vicino mi toglierà l’umanità “.
L’uomo ha la possibilità della scelta, ha libertà. Libertà, dunque, che è la sola possibilità di salvarmi o di perdermi, e con me di salvare o di perdere tutte le creature che mi circondano per un solo atto di amore o di odio; libertà che è solo soggettiva e momentanea, poichè intanto Dio dall’eterno non desiste dalla sua creazione. Un mondo è nato da Dio, un altro mondo è uscito dalle mie mani. Ogni uomo deve creare e portare in se stesso un universo. Dio si attende che ogni uomo si misuri con Lui, che lo imiti in quest’opera. E la coscienza, che delle volte ognuno vorrebbe buttare fra il mucchio di rottami, si rivela essere l’unica risorsa, il residuo fuggito dalla mani di LUI, dalla sua necessità. Si, scelgo, e quello che scelgo è per altre vie necessario. Questa scelta richiede indubbiamente coraggio perchè con questo atto d’amore l’uomo si rinnega. Quali garanzie vengono offerte ? La ragione può solo accettare che l’uomo, limitato nel tempo, all’atto della sua morte esca dal tempo; nato nel tempo, nel tempo muore; oltre, vi è o il nulla o l’eternità. Se vi è l’eternità, essa ci apparterrà e la nostra bramosia dell’infinito sarà appagata e la nostra scelta fideistica si rivelerà verificata dalla nostra stessa esperienza. Se però l’eternità non dovesse esistere, non potremo neppure, in base alla prova di falsificazione, provare che è falsa, dato che non esisteremmo ; questo stando alla ragione. Ecco, da quì la necessitò della fede, di una fede liberamente accettata IN DIO, il garante della nostra scelta e del nostro amore, perchè se l’amato è LUI, questo morire, questo rinunciare, è tutta una conquista, un ritrovarci sopra le cose, un esserci di là. Tu mi dirai : ” Con la fede risolvi il tutto ?” ti rispondo che con la fede, sia pure grande quando una granello di sabbia, il problema che attanaglia l’umanità, e cioè l’angoscia ti spinge verso quell ‘UNO che vive tra la folla, che ancora non è conosciuto. L’uomo non sa perchè è nato, eccetto che per puro caso; non sa qual’è la sua funzione su questa terra, seppure il suo esistere ha una funzione ben precisa. Vero è che Dio aveva promesso la venuta del Figlio suo per ripristinare l’alleanza, ma col passare dei secoli quanti ancora vi credono ? Quanti non ritengono quelle promesse pure leggende e lacerano l’anima tra la ragione che non può dare speranza e l’irraggiungibile desiderio di eternità ? Ecco che la mente si trova nel buio e nella notte più oscura. Ecco l’angoscia esistenzialista: il non sapere lo scopo di questo viaggio terreno; lungo, o breve che sia intriso di sofferenza, dolore per alcuni, per altri meno, per altri ancor meno. A che cosa porta ? dal momento che si sconosce una qualsiasi speranza d’approdo. Essere un uomo di fede non vuol dire però non avere dubbi, ma vuol dire credere nonostante i dubbi, e di conseguenza la fede è sempre qualcosa da conquistare. Un atto di libera scelta che, mentre congiunge spiritualmente a Dio, non toglie però le ragioni inerenti lo stato decaduto dell’uomo, e pertanto il dubbio, le debolezze della carne, il dolore e la morte permangono : in una parola, la fede non ripristina i doni preternaturali perduti. Amico mio, so perfettamente per avere provato, come ogni uomo, che cosa vogliono dire sofferenza, scoramento, dubbio e tentazione. Una triade tremenda. Poi una Mano invisibile.
Vorrei tanto poterti aiutare. Ma lo scambio della posta personale non può avvenire per ovvi motivi.
Ti ringrazio
La possibilità di scegliere quando morire è simbolo di libertà.
Molti attendono una morte che arriverà a caso, e questo li va vivere a caso. Il momento in cui morire e il tipo di morte determinano tutta la vita. Conoscendo il giorno esatto della propria morte ciascuno può gestire meglio la propria vita.
Le nazioni più civili offrono la possibilità del suicidio assistito. Le nazioni meno civili obbligano le persone a rimanere in vita contro la loro volontà.
Si e’ vero che la vita e’ bella!!! Purtroppo pero’ siamo circondati da persone disoneste!!! Ho lottato ma non vedo soluzioni!! Ho visto il filmato e penso che sia giusto che ognuno di noi decida cosa fare o che decisioni prendere in merito alla nostra vita!! E’ sempre facile per gli altri commentare cose di questo tipo. Ma per commentarle bisognerebbe vivere in prima persona certe cose malattie o problemi che una persona ha!!! Troppo comodo tanto non stai vivendo tu esperienze se così si può dire che ti distruggono!!!! Io commentate pure ho 2 figli che amo con tutto il cuore e ho preso questa decisione consapevole di quanto diranno gli altri quando non ci sarò più !! Non aveva le.. Ma perche non mi ha detto niente.Ma poteva chiedermi.Si troppo comodo e sempre con il senno del poi… Grazie a tutti
un crimine, una follia….
se è vero che esistono malattie inguaribile e tanto vero che non esistono malattie incurabili!
se la scelta e’ consapevole e non forzata,perche’ non ricorrere al suicidio assistito?perche’ dire che e’ un crimine?sono solo ipocrisie,perche’ impedire ad una persona che trova la vita un peso insopportabile,di liberarsene?e’ questa ad essere una follia,per me