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	<title>La Notizia &#187; prima pagina</title>
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	<description>Il quotidiano d'innovazione</description>
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		<title>Boom dell&#8217;orologeria svizzera</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impennata nelle esportazioni per l'orologia elvetica: incremento di quasi il 20% sul comparto, con picchi del 67% in Cina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/orologio_svizzero.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Impennata nelle esportazioni per l&#39;orologia elvetica: incremento di quasi il 20% sul comparto, con picchi del 67% in Cina.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Un settore che sembra non incontrare crisi è quello dell&#8217;orologia. Almeno in Svizzera, paese nel quale l&#8217;esportazione ha continuato ad aumentare anche nell&#8217;ultimo mese di ottobre, giungendo addirittura a cifre record.</p>
<p>Con un paragone al mese di ottobre 2010, infatti, le esportazioni hanno visto una crescita del 18,6%, raggiungendo gli 1,87 miliardi di franchi. Ad affermarlo è un comunicato della Federazione orologiera nazionale.</p>
<p>Il numero di orologi esportati vede un incremento quasi del 5%, attestandosi sui 2,84 milioni. Gli orologi più amati restano quelli in acciaio, con una crescita di settore del 3,8% con ben un milione e mezzo di pezzi venduti.</p>
<p>I paesi più interessati alla puntualità elvetica si confermano Hong Kong, che recentemente si è piazzata anche tra i paesi con il maggior tasso di innovazione al mondo, e gli Stati Uniti. Hong Kong ha ragistrato infatti un&#8217;incremento del 18,7% (a 386 milioni di franchi). Gli Stati uniti, invece, hanno importato l&#8217;8,2% in più, per un totale di 205 milioni.</p>
<p>In terza posizione il colosso asiatico cinese, con un aumento record del 67,8% (a 174 milioni).</p>
<p>Red. Int.</p>
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		<title>Fatture: la Svizzera passsa al digitale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 06:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attivato il primo ministero in grado di offrire e ricevere fatture elettroniche. Entro l'anno prossimo l'intero apparato federale sarà in grado di gestire fatture digitali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/fattura.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Attivato il primo ministero in grado di offrire e ricevere fatture elettroniche. Entro l'anno prossimo l'intero apparato federale sarà in grado di gestire fatture digitali.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Dall&#8217;11 maggio 2011 l&#8217;Ufficio federale dell&#8217;informatica e della telecomunicazione (UFIT) può ricevere ed emettere fatture elettorniche. Il fornitore non avrà più la necessità di stampare, registrare e spedire le fatture, con un conseguente netto risparmio di tempi, costi e consumi.</p>
<p>L&#8217;automazione dell&#8217;intero processo di fatturazione porterà a risparmi sia per la pubblica amministraizone, sia per le imprese interessate. L&#8217;UFIT è ad oggi il primo Ufficio dell&#8217;Amministrazione federale ad offrire la fatturazione elettronica, ma entro il 2012 tutti gli altri uffici saranno attrezzati per il loro ricevimento.</p>
<p>Per effettuare la fatturazione elettronica basta un semplice computer e un collegamento internet. La fattura elettronica perviene all&#8217;UFIT entro 24 ore e viene trasmessa direttamente al responsabile dell&#8217;elaborazione ulteriore..</p>
<p>Il passaggio al digitale per l&#8217;amministrazione fiscale è uno dei punti focali dell&#8217;attuazione della strategia di e-government di Confederazione, Cantoni e comuni. Gli obiettivi sono permettere all&#8217;economia e ai cittadini di sbrigare elettronicamente le pratiche amministrative con le autorità, senza spese ulteriori, code e abuso di carta.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>Pedopornografia online? Colpa del web 2.0!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 06:14:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Allarme in Svizzera, le istituzioni segnalano un forte aumento dei casi di pedopornografia sul territorio nazionale. Le cause? La maggiore diffusione di Internet nella popolazione. La colpa anche dei social network.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/children.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet registra un netto aumento delle segnalazioni sulla pedopornografia in Svizzera.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Nel 2010 il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) dell&#8217;Ufficio federale di polizia svizzero ha ricevuto molte più segnalazioni riguardo la cosiddetta &#8220;pornografia dura&#8221; (ovvero ciò che comprende: pedopornografia, pornografia con escrementi, con animali e con atti violenti; come previsto dall&#8217;art. 197 del Codice penale elvetico).</p>
<p>SCOCI ha ricevuto in totale 6200 segnalazioni dai cittadini, circa il 96% di esse ha riguardato siti di carattere pedopornografico. Per la prima volta dall&#8217;istituzione di SCOCI nel 2003, le segnalazioni inerenti la pornografia dura hanno superato quelle riguardanti il semplice spam.</p>
<p>Sebbene la ragione di questo aumento sia probabilmente da imputare ad un maggiore uso generale di Internet e a una maggiore consapevolezza da parte di chi segnala, secondo le istituzioni elvetiche «l&#8217;aumento delle comunicazioni concernenti la pedopornografia è in parte direttamente legato al numero crescente di applicazioni del Web 2.0, che sono sempre più utilizzate per scambiare in modo rapido e anonimo materiale pedopornografico» (con web 2.0 si intendono, prevalentemente, le applicazioni peer to peer e i social network).</p>
<p>Nel 2010 SCOCI ha trasmesso alle autorità penali 299 dossier su casi sospetti, di cui 245 generati dalle ricerche eseguite direttamente dagli addetti interni. Stando al comunicato ufficiale, «i casi sospetti scaturiscono dal monitoraggio delle reti peer to peer, su cui gli utenti di Internet partecipano attivamente allo scambio di file con contenuti pedopornografici». Dalle segnalazioni di sospetto pervenute dai cittadini, sono invece scaturiti solo 54 dossier con potenziale rilievo penale, dimostrando che l&#8217;allarmismo solo raramente porta a risultati favorevoli.</p>
<p>In circa il 90% dei casi segnalati dallo SCOCI, le autorità cantonali di polizia hanno eseguito perquisizioni domiciliari, durante la maggior parte delle quali è stato sequestrato materiale probatorio.</p>
<p>Nel 2010 sono aumentate anche le segnalazioni di truffe, in costante crescita dal 2006. Secondo lo SCOCI, soprattutto i siti di piccoli annunci e aste online sono sempre più utilizzati per commettere truffe. </p>
<p>Nel 2010 SCOCI ha anche segnalato 231 siti Internet ai servizi di polizia esteri: si tratta nella quasi totalità di siti Internet con contenuti pedopornografici, segnalati a SCOCI tramite il modulo di comunicazione.</p>
<p><em>Red. Tec.</em><br />
<span style="font-size:smaller;">Fonte: admin.ch</span></p>
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		<title>Friburgo e fibra ottica: aperta un&#8217;inchiesta preliminare</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 06:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Commissione della Concorrenza annuncia oggi l'apertura di un'altra inchiesta preliminare sull'installazione delle reti in fibra ottica in Svizzera. Sotto l'occhio della segreteria, il Canton Friburgo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/mouse.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Concorrenza: parte l'indagine preliminare per controllare l'installazione delle reti in fibra ottica nel canton Friburgo.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Ancora problemi di concorrenza per la fibra ottica elvetica. In molte zone della Svizzera, ormai da mesi, l&#8217;intero processo di installazione delle nuove linee è <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/banda-larga-e-monopolio-a-rischio-lintera-svizzera/1637">sotto l&#8217;occhio della Commissione della Concorrenza</a> (COMCO). Ciò che si vuole scongiurare è che si generino situazioni di monopolio a danno dei clienti, già piuttosto vessati dai costi della telefonia non certo concorrenziali sul livello europeo.</p>
<p>Uno dei primi accordi che aveva suscitato attenzione è stato proprio <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/banda-larga-in-svizzera-monopolio-in-arrivo/1627">quello del Canton Friburgo</a> tra Groupe E e Swisscom. Oggi arrivano i primi risultati dei controlli: per la COMCO l&#8217;impresa fondata tra i due gruppi non produrrà alcuna attività commerciale indipendente, non è quindi possibile effettuare il cosiddetto &#8220;controllo delle fusioni&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, «le società devono comunque preoccuparsi che nell&#8217;ambito della cooperazione non sopravvenga alcuna limitazione illecita alla concorrenza». Dopo l&#8217;«esame approfondito del progetto della creazione» &#8211; prosegue il comunicato &#8211; «la segreteria della COMCO ha ravvisato dei problemi di diritto della concorrenza per alcune clausole contenute nel contratto tra Swisscom e Groupe E».</p>
<p>Per queste ragioni oggi ha annunciato ufficialmente l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta preliminare.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>E-Government: ecco i piani per il futuro</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/attualita/e-government-ecco-i-piani-per-il-futuro/1654</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 18:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le istituzioni vogliono dare una maggiore spinta all'e-government in svizzera. Maggiore potere decisionale per il comitato direttivo, maggiore attenzione agli standard, e una base di finanziamento comune. Tutti i progetti per il futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/mouse.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text"> Governo elettronico in Svizzera, nuovi obiettivi, nuove prospettive.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Governo elettronico. Ovvero lo lo spostamento al digitale degli archivi, dei moduli, dell&#8217;apparato burocratico e dei contatti col cittadino. Con un occhio di riguardo verso le opportunità di Internet. Le intere risorse pubbliche su computer, in sostanza. La Svizzera da anni ha puntato su questo sistema di gestione della cosa pubblica, per sfruttarne i vantaggi economici e l&#8217;aumento di competititvità generato dai minori ostacoli burcocratici.</p>
<p>Già nel rapporto europeo 2010 sul Governo elettronico la Confederazione  occupava una posizione nettamente migliore rispetto agli anni passati.  Stando a un comunicato odierno, le istituzioni vogliono ora «dare un&#8217;ulteriore spinta al Governo elettronico in Svizzera».</p>
<p>Dopo il voto online, ormai realtà per molti svizzzeri, dopo le nuove procedure standard per l&#8217;acquisizione di carta d&#8217;identità e passaporto, e dopo l&#8217;inizio dell&#8217;informatizzazione degli uffici pubblici, il comitato direttivo per il governo elettronico chiede di guardare oltre.</p>
<p>In un comunicato, alla luce dei buoni risultati e per raggiungere i nuovi obiettivi, chiede quindi: il rinnovo dell&#8217;attuale convenzione con la Confederazione (in scadenza nel 2011), un maggiore potere decisionale, la focalizzazione su progetti specifci, una guida federale più vincolante per le parti coinvolte, una base di finanziamento comune, e la scelta di standard vincolanti (dei dispositivi e dei sistemi): aspetto fondamentale per uno sviluppo coerente ed economico dei piani.</p>
<p>Il Comitato direttivo ha quindi indicato una <em>roadmap </em>generale per il prossimo periodo:</p>
<ol>
<li> un piano d&#8217;azione che contenga da 5 a 8 progetti prioritari, con condizioni vincolanti;</li>
<li>una carta geografica con la panoramica sui progetti di Governo elettronico in Svizzera;</li>
<li>maggiore potere decisionale del comitato, anche in merito all&#8217;attuazione e rispetto degli standard;</li>
<li>una base di finanziamento comune.</li>
</ol>
<p>D&#8217;intesa con la Conferenza dei Governi cantonali (CdC), gli obiettivi saranno concretizzati in una nuova Convenzione quadro. Gli Uffici federali, i Cantoni e le associazioni dei comuni avranno poi la possibilità di esprimersi con una procedura di consultazione. Subito dopo l&#8217;estate, la Convenzione quadro riveduta verrà quindi sottoposta alla Conferenza dei Governi cantonali e al Consiglio federale per l&#8217;approvazione definitiva.</p>
<p><em>Red Tec.</em></p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 146px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Stando a un comunicato odierno, le istituzioni vogliono ora «dare un&#8217;ulteriore spinta al Governo elettronico in Svizzera».</div>
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		<title>Segreto bancario, una fine annunciata</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 20:50:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora un passo indietro del Governo svizzero sul segreto bancario: possibile la cessione dei dati bancari dei presunti elusori fiscali. Siamo ormai sempre più prossimi alla fine di uno segli storici istituti normativi svizzeri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/segretobancario.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">di Luca Spinelli - Ancora un passo indietro del Governo svizzero sulla reiservatezza del segreto bancario: divulgabili anche parte dei dati bancari.</p></div>
<p>BERNA – Il segreto bancario vacilla ancora di più. Dopo gli allentamenti lungamenti discussi dal nostro quotidiano negli <a href="http://www.lanotizia.ch/tag/segreto-bancario">speciali</a> dei mesi scorsi, il governo svizzero annuncia un&#8217;ulteriore mossa: l&#8217;indendificazione dei presunti rei tramite il numero di conto bancario.</p>
<p>Sotto l&#8217;ulteriore pressione estera, e dopo i durissimi scontri dei mesi passati con <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/la-svizzera-e-nella-lista-nera-segreta-dei-paradisi-fiscali-ministro-tedesco-%C2%ABgli-svizzeri-sono-indiani-a-cui-mandare-la-cavalleria%C2%BB/345">Germania</a>, <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/sarkozy-svizzera-nella-lista-nera/109">Francia</a> e <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/tremonti-%C2%ABla-svizzera-e-come-la-caverna-di-ali-baba%C2%BB/1468">Italia</a>, l&#8217;amministrazione svizzera ha ora paura dell&#8217;isolamento internazionale. Intanto il franco si rafforza, contrastando le esportazioni e il fluire di denaro dall&#8217;estero. L&#8217;assistenza amministrativa prevista dalle convenzioni approvate recentemente dalla Svizzera con vari paesi (convenzioni sulla doppia imposizione), prevedeva per ora in caso di &#8220;presunti evasori&#8221; che la Svizzera fornisse all&#8217;istituzione estera nome e indirizzo del contribuente e del detentore delle informazioni.</p>
<p>Restava invece proibita la ricerca &#8220;indiscriminata&#8221; di informazioni (le cosiddette &#8220;fishing expedition&#8221;). Il timore di avere nuove pressioni sul segreto bancario e il rischio di cadere ancora nella <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/lista-dei-paradisi-fiscali-e-pubblica/553">lista dei paesi non collaborativi</a> stilata dall&#8217;Ocse, sotto forte pressione europea, stanno però lentamente erodendo la ritrosia elvetica. L&#8217;interpretazione delle nuove norme prevederà quindi anche l&#8217;invio dei dati del conto del presunto reo.</p>
<p>Per il ministro delle finanze Widmer-Schlumpf, l&#8217;invio dall&#8217;estero di un numero di conto corrente bancario sprovvisto del numero IBAN non basterà per aprire un dossier. Ma sono già moltissime le voci critiche che si alzano nel paese: d&#8217;accordo, ma comunque con vari distinguo, solo parte della sinistra.</p>
<p>Per la consigliera federale, intervistata dalla televisione elvetica, è necessario «decidere se vogliamo di nuovo avere problemi in questo campo oppure se siamo disposti ad adattarci con misure che sono possibili senza creare danni all’economia e alla piazza finanziaria elvetiche». Formulando la sua risposta, quindi, in maniera da definire chiaramente l&#8217;indirizzo del governo. </p>
<p>«La Svizzera è rimasta sola» ha inoltre ammesso in conferenza stampa, «dal momento che altri paesi che conoscono la pratica del segreto bancario, come l&#8217;Austria, approvano questa estensione interpretativa dell&#8217;assistenza amministrativa». L&#8217;esecutivo dichiarerà quindi entro la fine di febbraio l&#8217;intenzione di approvare l&#8217;estensione, decretando <em>de facto</em> la fine di quella normativa, già ampiamente riscritta, istituita ormai nel lontano 1934 con l&#8217;obiettivo d&#8217;impedire ingerenze statali nella riservatezza dei cittadini. Norma che ha sostanzialmente sempre ben funzionato in Svizzera, anche con le successive modificazioni per l&#8217;antiriciclaggio, ma che mal si concilia con sistemi internazionali strutturati diversamente, e in parte certamente meno soldi.</p>
<p>Infine, probabilmente in aprile il Parlamento deciderà se approvare o meno l&#8217;estensione, in occasione delle procedure di ratifica delle convenzioni già firmate. Ma l&#8217;accettazione pare cosa meramente formale. «Rimane poi intatta la possibilità di lanciare un referendum», ha aggiunto il ministro, come per ogni altra norma. In ogni caso, da oggi in poi, tutte le convenzioni passate e future dovranno includere l&#8217;estensione interpretativa annunciata.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Trasporti: è boom di immatricolazioni in Svizzera</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 16:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anno d'oro per le immatricolazioni in Svizzera, che dopo un modesto incremento dovuto alla crisi economica, tornano in segno solidamente positivo. Quasi raddoppiato l'intero parco veicoli rispetto agli anni '90.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/auto.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Il 2010 è stato un anno d'oro per le immatricolazioni in Svizzera. Il settore segna un incremento di quasi il 50% rispetto la decade precedente.</p></div>
<p>NEUCHÂTEL – 2010 anno d&#8217;oro per l&#8217;industria dei trasporti in Svizzera, specie visto il periodo di crisi. Lo annuncia l&#8217;ufficio federale di statistica in un comunicato odierno. I veicoli immatricolati sono stati in totale 5,4 milioni: con un incremento netto del 42 per cento rispetto al 1990, e una costante crescita anche rispetto l&#8217;anno precedente, particolarmente difficile.</p>
<p>Solo le automobili rappresentano circa il 90% dell&#8217;intero parco mezzi, con 4,1 milioni di esemplari, in aumento del 37 per cento rispetto la decade precedente. In ascesa sono però soprattutto i motoveicoli, che dal 1990 registrano un più 118%. Gli scooter sono i preferiti dagli svizzeri: scelti addirittura venti volte di più rispetto agli anni novanti.</p>
<p>Anche le automobili con alimentazione diesel o ibrida (gas, benzina), riportano segnale positivo, arrivando a costituire il 18 per cento dell&#8217;intero parco. Dopo le difficoltà di crescita del 2009 (che registrava un risicato +0,5%), nel 2010 il parco auto è cresciuto nel complesso dell&#8217;1,7%.</p>
<p>L&#8217;età media delle automobili si attesta poco sopra agli otto anni, in leggera salita, mentre la cilindrata media è assai notevole: 1970 centimetri cubici.</p>
<p>Nel reparto commerciale i furgoni (fino 3,5 tonnellate di peso) superano nettamente gli autocarri, che scendono anche nel lungo periodo (dal 1990, vendite calate del 17%). In un parco totale di 335&#8217;000 unità, i furgono costituiscono oggi addirittura l&#8217;85%. Circolano inoltre circa 40&#8217;800 autocarri e 10&#8217;800 trattori a sella (in aumento dal 1990 dell&#8217;84%).</p>
<p><em>Red. Int.</em></p>
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		<title>Cinema: aiuti alle coproduzioni internazionali</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 00:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Firmato un accordo trilaterale tra Svizzera, Germania ed Austria per promuovere i film in coproduzione. Minori costi e facilitazioni per i produttori dei vari paesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/cinema.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Cultura: nuovo accordo internazionale tra Svizzera, Germania ed Austria per la promozione del cinema e delle sue opere.</p></div>
<p>BERNA &#8211; In un comunicato, il governo svizzero annuncia la decisione di aiutare lo sviluppo e la ricerca nell&#8217;ambito delle produzioni cinematografiche nazionali. Il consigliere federale Didier Burkhalter ha infatti firmato un nuovo accordo in tal senso tra la Svizzera, la Germania e l&#8217;Austria. Un po&#8217; di respiro, insomma, per la produzione culturale nazionale ed internazionale.</p>
<p>I primi accordo in questo settore infatti, risalivano con la Germania addirittura al 1984, con l&#8217;Austria, al 1990. Il nuovo accordo li sostituisce perciò entrambi. Tra le clausole previste, una riduzione dal 30 al 20 percento della partecipazione minima del coproduttore minoritario, che potrà diminuire fino al 10 percento in caso di accordo fra le parti. Il nuovo testo consente inoltre cofinanziamenti tra il 10 e il 20 percento anche senza un contributo tecnico-artistico.</p>
<p>Lo scopo è quindi agevolare concretamente le possibilità di coproduzione fra i tre paesi, poiché il modello precedente, stando all&#8217;opinione dei rispettivi dipartimenti, aveva dimostrato che «l&#8217;incremento dei costi di produzione ostacolava la partecipazione dei produttori minoritari».</p>
<p>Inoltre, il capo del Dipartimento federale dell&#8217;interno, in questo momento e fino a lunedì in visita ufficiale in Germania, incontrerà il Ministro per la formazione e la ricerca Annette Schavan. Le trattative saranno incentrate sui rapporti bilaterali nel settore della formazione e della ricerca, sull&#8217;educazione e l&#8217;innovazione.</p>
<p>Il consigliere federale Didier Burkhalter in visita a Berlino incontrerà inoltre giovani artisti della capitale tedesca e scrittori svizzeri, visitando inioltre lo European Film Market, accompagnato dalla direttrice Beki Probst.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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