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	<title>La Notizia &#187; innovazione</title>
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	<description>Il quotidiano d'innovazione</description>
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		<title>Boom dell&#8217;orologeria svizzera</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impennata nelle esportazioni per l'orologia elvetica: incremento di quasi il 20% sul comparto, con picchi del 67% in Cina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/orologio_svizzero.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Impennata nelle esportazioni per l&#39;orologia elvetica: incremento di quasi il 20% sul comparto, con picchi del 67% in Cina.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Un settore che sembra non incontrare crisi è quello dell&#8217;orologia. Almeno in Svizzera, paese nel quale l&#8217;esportazione ha continuato ad aumentare anche nell&#8217;ultimo mese di ottobre, giungendo addirittura a cifre record.</p>
<p>Con un paragone al mese di ottobre 2010, infatti, le esportazioni hanno visto una crescita del 18,6%, raggiungendo gli 1,87 miliardi di franchi. Ad affermarlo è un comunicato della Federazione orologiera nazionale.</p>
<p>Il numero di orologi esportati vede un incremento quasi del 5%, attestandosi sui 2,84 milioni. Gli orologi più amati restano quelli in acciaio, con una crescita di settore del 3,8% con ben un milione e mezzo di pezzi venduti.</p>
<p>I paesi più interessati alla puntualità elvetica si confermano Hong Kong, che recentemente si è piazzata anche tra i paesi con il maggior tasso di innovazione al mondo, e gli Stati Uniti. Hong Kong ha ragistrato infatti un&#8217;incremento del 18,7% (a 386 milioni di franchi). Gli Stati uniti, invece, hanno importato l&#8217;8,2% in più, per un totale di 205 milioni.</p>
<p>In terza posizione il colosso asiatico cinese, con un aumento record del 67,8% (a 174 milioni).</p>
<p>Red. Int.</p>
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		<title>Mistocrazia, crisi del diritto internazionale</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/editoriali/mistocrazia-crisi-del-diritto-internazionale/1669</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:34:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il potere del diritto internazionale europeo e le sue difficoltà nell'epoca della crisi economica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/euro.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Crisi del diritto e crisi degli stati, una concausa della crisi</p></div>
<p>GENOVA &#8211; Il potere del diritto internazionale europeo sta vivendo sotto certi aspetti un periodo di crisi pari o superiore a quello dell&#8217;economia. Tutto ciò proprio mentre, storicamente, nasce la sua versione più compiuta e per questa ragione fragile. E mentre gli interessi politici generali sono distratti dalla preoccupazione verso l&#8217;immediato che ogni urgenza porta, si tralasciano le analisi di lungo termine.</p>
<p>Come scrivevo tre anni fa: dopo la crisi finanziaria (&#8220;astratta&#8221;, che coinvolge gli istituti più grandi), sarebbe venuta quella economica (molto più concreta, che giunge alle imprese e si ritorce di conseguenza sul pagamento delle imposte), e infine quella degli stati (ancora più concreta, poiché si ripercuote sui servizi, sui cittadini e sulla tenuta generale). In un circolo che, per riassumere un po&#8217; riduzionisticamente, si autoalimenta. I risultati di ciò si vedono oggi, ma hanno radici ancora più lontane.</p>
<p>In questo contesto, gli organismi sovranazionali moderni mostrano una certa inadeguatezza e sembrano dimostrare sempre più di funzionare sulla base del finanziamento e dell&#8217;indotto, e non per mezzo dei principi che ne costituiscono le fondamenta statuarie. Si vedano, come meri esempi simbolici, la recente decisione statunitense di tagliare le sovvenzioni all&#8217;UNESCO a seguito dell&#8217;accoglimento palestinese nell&#8217;organizzazione, o la complessa <a href="http://ugotramballi.blog.ilsole24ore.com/slow-news/2011/11/lega-araba-contro-siria-fine-del-mito-panarabo.html">situazione siriana</a>: il cui <a href="http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&amp;met_y=ny_gdp_mktp_cd&amp;idim=country:SYR&amp;dl=it&amp;hl=it&amp;q=siria+pil">grafico sul prodotto nazionale</a> parla più di molti opinionisti. Ma si guardi soprattutto al quadro dell&#8217;Europa: obbligata per sopravvivere a salvare le economie più deficitarie pure quando la loro situazione è figlia, tra i vari fattori, anche della continuata violazione alle norme di stabilità previste.</p>
<p>Tutti esempi diversi che evidenziano un modus operandi comune sempre più radicato nelle istituzioni e fuori da esse. Non considerare questo stato di cose come una delle ragioni indirette &#8211; per altri molto diretta &#8211; delle crisi è probabilmente miope. In un sistema nel quale il diritto, nel suo senso più nobile e antico, è spogliato anche da ogni valore ideale e superato da logiche di interesse oligarchico, difficilmente infatti c&#8217;è equità, e difficilmente vi sono regole diverse da quelle plasmate in modo variabile dagli attori del mercato a seconda delle convenienze del giorno.</p>
<p>Si potrebbe definire uno stato di Mistocrazia (da <em>misthos</em>: stipendio, compenso). Già a fine ottocento, in riferimento al corporativismo imperante, si parlò di un sistema di Crisocrazia (potere dell&#8217;oro). Ma a prescindere dal nome: è un sistema regredito negli obiettivi ma moderno nei mezzi, che appare nell&#8217;epoca della morte delle ideologie in una forma rinnovata . Una sorta di versione postmoderna ed evoluta del feudalesimo, più che un&#8217;organizzazione sociale pienamente democratica, meritocratica ed egualitaria. Su Internet si potrebbe chiamare ironicamente Medioevo 2.0.</p>
<p>L&#8217;aspetto più preoccupante è che questa Mistocrazia coglie le deviazioni dei suoi sistemi predecessori ma si adatta sempre più all&#8217;evoluzione della società e del diritto moderno, slegandosi dai sistemi di valori precedentemente usati a modello, e aggirandolo: quasi mai violandolo, oppure violandolo entro limiti controllabili. Un sistema che modifica il diritto agendo all&#8217;interno del suo stesso campo o lo sfrutta facendo pressione esternamente su chi ne è attore, generando un sistema clientelare spesso inconsapevole e formalmente legale, ma che ne svuota i principi e lo trasforma in alcuni casi da potenziale ostacolo contro le proprie condotte ad arma utile contro chi ha meno potere.</p>
<p>L&#8217;Italia, in questo, insegna da anni. Se è vero, come scrisse Indro Montanelli, che una buona maggioranza delle norme nazionali recenti è stata pensata e scritta da una casta di avvocati &#8211; e non giuristi &#8211; in condizione di costante di conflitto d&#8217;interessi. Se è vero, come disse Altiero Spinelli, che le «baronie economiche» sono una delle componenti di questi fenomeni già dalla prima metà del novecento. E se è vero, infine, che sono almeno vent&#8217;anni che i governi agiscono d&#8217;urgenza, sovente <a href="http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx">in violazione delle norme comunitarie</a>, prevalentemente per i propri interessi di casta e mai a lungo termine, non c&#8217;è da stupirsi che uno degli stati in maggiore difficoltà sia proprio il nostro.</p>
<p>Le concause della <a href="http://files.giuristidemocratici.it/giuristi/Zfiles/ggdd_20031106075514.pdf">fragile situazione del diritto</a> e dell&#8217;economia internazionale di fronte alle crisi sono naturalmente numerose, e semplificarle in una breve analisi giuridico-politica potrebbe essere fuorviante se non errato: ma dimenticare una delle concause è con ogni probabilità un&#8217;imprudenza altrettanto grave, se se ne vuole uscire.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Wikipedia riapre</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 12:12:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riapre l'enciclopedia Italiana, le richieste di modifica della legge incriminata sarebbero state ascoltate. Felicità dagli utenti di Wikipedia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/wikipedia.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Riapre il sito internet della Wikipedia italiana: sciopero sospeso. *La notizia in anteprima nazionale*</p></div>
<p>ROMA &#8211; Dopo uno stop di 40 ore <strong>riapre la Wikipedia italiana</strong>. Lo sciopero dell&#8217;enciclopedia è per il momento sospeso.</p>
<p>Secondo un comunicato ben visibile sopra ogni pagina, le proteste sono state ascoltate. Agli utenti resta tuttavia il dubbio che le promesse fatte vengano realmente messe in pratica dalla politica italiana. Non si escludono quindi altre possibili proteste clamorose.</p>
<p>Il ddl Alfano sulle intercettazioni, in particolare il comma 29, è stato &#8211; ed è ancora &#8211; l&#8217;oggetto della contestazione. Centinaia di migliaia di utenti hanno in questi giorni protestato su Internet contro la norma. Il disegno di legge prevedeva la possibilità per chiunque si fosse sentito leso, di chiedere una rettifica &#8220;senza commento&#8221; per una notizia su di lui. Obbligo da adempiere in sole 48 ore, pena sanzioni fino a 12.500 euro.</p>
<p>Le modifiche annunciate al ddl, che prevedono la reltiva separazione tra siti personali (culturali, e così via) e testate giornalistiche, hanno convinto gli utenti di Wikipedia a sospendere l&#8217;iniziativa, confidando nelle dichiarazioni rassicuranti giunte dal parlamento.</p>
<p>Nei giorni scorsi, vari milioni di utenti (otto nel solo giorno di ieri) avevano letto l&#8217;annuncio del blocco presente su ogni pagina di Wikipedia, e la notizia aveva fatto il giro del mondo suscitando sdegno e rabbia. Centinaia di migliaia le firme raccolte in poche ore a favore di Wikipedia su Facebook e in varie petizioni online.</p>
<p>Occhi puntati, ora, sulla reazione del parlamento verso quest&#8217;atto di buona volontà e fiducia da parte degli utenti dell&#8217;enciclopedia. Senza l&#8217;esclusione di nuove chiusure, se non venissero rispettate le promesse.</p>
<p><em><a href="http://www.lucaspinelli.com">Luca Spinelli</a></em></p>
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		<title>Superare il blocco della Wikipedia italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 01:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiusura della Wikipedia italiana per sciopero contro il comma 29 del ddl Alfano. Come superare il blocco?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/computer.jpg" alt="Wikipedia bloccata, come superare il blocco e visitarla lo stesso?" width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Wikipedia è stata chiusa, come superare il blocco e visitarla lo stesso?</p></div>
<p>ROMA &#8211; La Wikipedia italiana ha annunciato uno sciopero generale contro il comma 29 del Ddl Alfano sulle intercettazioni. Il comma prevederebbe l&#8217;obbligo di rettifica per tutte le frasi reputate come lesive: una norma in totale contrasto col sistema libero di Wikipedia.</p>
<p>Oltre alla discussione nel merito, da molti condivisa, ciò che alcuni si chiedono in queste ore è come accedere ai contenuti superando la chiusura e il blocco per consultare le pagine in caso di necessità.</p>
<p>La soluzione è possibile, prima di tutto grazie alla versione per i cellulari che non è stata chiusa. Si può raggiungere all&#8217;indirizzo <a href="http://it.m.wikipedia.org">it.m.wikipedia.org</a> ed è completa ma il motore di ricerca interno non funziona, perciò l&#8217;importante è avere l&#8217;accortezza di navigare modificando a mano l&#8217;indirizzo web della pagina (un po&#8217; laborioso).</p>
<p>Un secondo sistema è disabilitare sul proprio browser il Javascript e i CSS (con Firefox: Menu “strumenti” > “opzioni” > “contenuti” > “attiva Javascript” e “visualizza” > “stile pagina” > “nessuno stile”). L’intera wikipedia sarà perfettamente leggibile in formato testuale.</p>
<p>Esiste poi <strong><a href="http://wapedia.mobi/it/">wapedia.mobi/it</a></strong>, formato graficamente più snello di Wikipedia dedicato ai cellulari, che usa i medesimi database e contenuti della sorella maggiore (e non vererà sicuramente chiusa, visto che i tutti contenuti non sono stati cancellati, non lo saranno mai e sono ancora pubblici, anche se difficili da raggiungere). Sono online anche vari &#8220;mirror&#8221;, ovvero copie di Wikipedia, come per esempio <a href="http://www.territorioscuola.com/wikipedia/">www.territorioscuola.com/wikipedia</a>.</p>
<p>Non bisogna dimenticare, infine,  tutte le Wikipedie straniere, a partire dall&#8217;inglese <a href="http://en.wikipedia.org">en.wikipedia.org</a> (con più di un milione di voci: ben di più di quella in italiano).</p>
<p>Il blocco di Wikipedia non dovrebbe durare più di 24 ore. Tempo che, più che per evadere il blocco, si può impiegare per riflettere sul perché tutto questo sia successo.</p>
<p><em><a href="http://www.lucaspinelli.com/">Luca Spinelli</a></em></p>
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		<title>Fatture: la Svizzera passsa al digitale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 06:34:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Attivato il primo ministero in grado di offrire e ricevere fatture elettroniche. Entro l'anno prossimo l'intero apparato federale sarà in grado di gestire fatture digitali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/fattura.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Attivato il primo ministero in grado di offrire e ricevere fatture elettroniche. Entro l'anno prossimo l'intero apparato federale sarà in grado di gestire fatture digitali.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Dall&#8217;11 maggio 2011 l&#8217;Ufficio federale dell&#8217;informatica e della telecomunicazione (UFIT) può ricevere ed emettere fatture elettorniche. Il fornitore non avrà più la necessità di stampare, registrare e spedire le fatture, con un conseguente netto risparmio di tempi, costi e consumi.</p>
<p>L&#8217;automazione dell&#8217;intero processo di fatturazione porterà a risparmi sia per la pubblica amministraizone, sia per le imprese interessate. L&#8217;UFIT è ad oggi il primo Ufficio dell&#8217;Amministrazione federale ad offrire la fatturazione elettronica, ma entro il 2012 tutti gli altri uffici saranno attrezzati per il loro ricevimento.</p>
<p>Per effettuare la fatturazione elettronica basta un semplice computer e un collegamento internet. La fattura elettronica perviene all&#8217;UFIT entro 24 ore e viene trasmessa direttamente al responsabile dell&#8217;elaborazione ulteriore..</p>
<p>Il passaggio al digitale per l&#8217;amministrazione fiscale è uno dei punti focali dell&#8217;attuazione della strategia di e-government di Confederazione, Cantoni e comuni. Gli obiettivi sono permettere all&#8217;economia e ai cittadini di sbrigare elettronicamente le pratiche amministrative con le autorità, senza spese ulteriori, code e abuso di carta.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>Pedopornografia online? Colpa del web 2.0!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 06:14:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Allarme in Svizzera, le istituzioni segnalano un forte aumento dei casi di pedopornografia sul territorio nazionale. Le cause? La maggiore diffusione di Internet nella popolazione. La colpa anche dei social network.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/children.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet registra un netto aumento delle segnalazioni sulla pedopornografia in Svizzera.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Nel 2010 il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) dell&#8217;Ufficio federale di polizia svizzero ha ricevuto molte più segnalazioni riguardo la cosiddetta &#8220;pornografia dura&#8221; (ovvero ciò che comprende: pedopornografia, pornografia con escrementi, con animali e con atti violenti; come previsto dall&#8217;art. 197 del Codice penale elvetico).</p>
<p>SCOCI ha ricevuto in totale 6200 segnalazioni dai cittadini, circa il 96% di esse ha riguardato siti di carattere pedopornografico. Per la prima volta dall&#8217;istituzione di SCOCI nel 2003, le segnalazioni inerenti la pornografia dura hanno superato quelle riguardanti il semplice spam.</p>
<p>Sebbene la ragione di questo aumento sia probabilmente da imputare ad un maggiore uso generale di Internet e a una maggiore consapevolezza da parte di chi segnala, secondo le istituzioni elvetiche «l&#8217;aumento delle comunicazioni concernenti la pedopornografia è in parte direttamente legato al numero crescente di applicazioni del Web 2.0, che sono sempre più utilizzate per scambiare in modo rapido e anonimo materiale pedopornografico» (con web 2.0 si intendono, prevalentemente, le applicazioni peer to peer e i social network).</p>
<p>Nel 2010 SCOCI ha trasmesso alle autorità penali 299 dossier su casi sospetti, di cui 245 generati dalle ricerche eseguite direttamente dagli addetti interni. Stando al comunicato ufficiale, «i casi sospetti scaturiscono dal monitoraggio delle reti peer to peer, su cui gli utenti di Internet partecipano attivamente allo scambio di file con contenuti pedopornografici». Dalle segnalazioni di sospetto pervenute dai cittadini, sono invece scaturiti solo 54 dossier con potenziale rilievo penale, dimostrando che l&#8217;allarmismo solo raramente porta a risultati favorevoli.</p>
<p>In circa il 90% dei casi segnalati dallo SCOCI, le autorità cantonali di polizia hanno eseguito perquisizioni domiciliari, durante la maggior parte delle quali è stato sequestrato materiale probatorio.</p>
<p>Nel 2010 sono aumentate anche le segnalazioni di truffe, in costante crescita dal 2006. Secondo lo SCOCI, soprattutto i siti di piccoli annunci e aste online sono sempre più utilizzati per commettere truffe. </p>
<p>Nel 2010 SCOCI ha anche segnalato 231 siti Internet ai servizi di polizia esteri: si tratta nella quasi totalità di siti Internet con contenuti pedopornografici, segnalati a SCOCI tramite il modulo di comunicazione.</p>
<p><em>Red. Tec.</em><br />
<span style="font-size:smaller;">Fonte: admin.ch</span></p>
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		<title>E-Government: ecco i piani per il futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 18:35:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le istituzioni vogliono dare una maggiore spinta all'e-government in svizzera. Maggiore potere decisionale per il comitato direttivo, maggiore attenzione agli standard, e una base di finanziamento comune. Tutti i progetti per il futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/mouse.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text"> Governo elettronico in Svizzera, nuovi obiettivi, nuove prospettive.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Governo elettronico. Ovvero lo lo spostamento al digitale degli archivi, dei moduli, dell&#8217;apparato burocratico e dei contatti col cittadino. Con un occhio di riguardo verso le opportunità di Internet. Le intere risorse pubbliche su computer, in sostanza. La Svizzera da anni ha puntato su questo sistema di gestione della cosa pubblica, per sfruttarne i vantaggi economici e l&#8217;aumento di competititvità generato dai minori ostacoli burcocratici.</p>
<p>Già nel rapporto europeo 2010 sul Governo elettronico la Confederazione  occupava una posizione nettamente migliore rispetto agli anni passati.  Stando a un comunicato odierno, le istituzioni vogliono ora «dare un&#8217;ulteriore spinta al Governo elettronico in Svizzera».</p>
<p>Dopo il voto online, ormai realtà per molti svizzzeri, dopo le nuove procedure standard per l&#8217;acquisizione di carta d&#8217;identità e passaporto, e dopo l&#8217;inizio dell&#8217;informatizzazione degli uffici pubblici, il comitato direttivo per il governo elettronico chiede di guardare oltre.</p>
<p>In un comunicato, alla luce dei buoni risultati e per raggiungere i nuovi obiettivi, chiede quindi: il rinnovo dell&#8217;attuale convenzione con la Confederazione (in scadenza nel 2011), un maggiore potere decisionale, la focalizzazione su progetti specifci, una guida federale più vincolante per le parti coinvolte, una base di finanziamento comune, e la scelta di standard vincolanti (dei dispositivi e dei sistemi): aspetto fondamentale per uno sviluppo coerente ed economico dei piani.</p>
<p>Il Comitato direttivo ha quindi indicato una <em>roadmap </em>generale per il prossimo periodo:</p>
<ol>
<li> un piano d&#8217;azione che contenga da 5 a 8 progetti prioritari, con condizioni vincolanti;</li>
<li>una carta geografica con la panoramica sui progetti di Governo elettronico in Svizzera;</li>
<li>maggiore potere decisionale del comitato, anche in merito all&#8217;attuazione e rispetto degli standard;</li>
<li>una base di finanziamento comune.</li>
</ol>
<p>D&#8217;intesa con la Conferenza dei Governi cantonali (CdC), gli obiettivi saranno concretizzati in una nuova Convenzione quadro. Gli Uffici federali, i Cantoni e le associazioni dei comuni avranno poi la possibilità di esprimersi con una procedura di consultazione. Subito dopo l&#8217;estate, la Convenzione quadro riveduta verrà quindi sottoposta alla Conferenza dei Governi cantonali e al Consiglio federale per l&#8217;approvazione definitiva.</p>
<p><em>Red Tec.</em></p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 146px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Stando a un comunicato odierno, le istituzioni vogliono ora «dare un&#8217;ulteriore spinta al Governo elettronico in Svizzera».</div>
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		<title>Trasporti: è boom di immatricolazioni in Svizzera</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 16:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Anno d'oro per le immatricolazioni in Svizzera, che dopo un modesto incremento dovuto alla crisi economica, tornano in segno solidamente positivo. Quasi raddoppiato l'intero parco veicoli rispetto agli anni '90.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/auto.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Il 2010 è stato un anno d'oro per le immatricolazioni in Svizzera. Il settore segna un incremento di quasi il 50% rispetto la decade precedente.</p></div>
<p>NEUCHÂTEL – 2010 anno d&#8217;oro per l&#8217;industria dei trasporti in Svizzera, specie visto il periodo di crisi. Lo annuncia l&#8217;ufficio federale di statistica in un comunicato odierno. I veicoli immatricolati sono stati in totale 5,4 milioni: con un incremento netto del 42 per cento rispetto al 1990, e una costante crescita anche rispetto l&#8217;anno precedente, particolarmente difficile.</p>
<p>Solo le automobili rappresentano circa il 90% dell&#8217;intero parco mezzi, con 4,1 milioni di esemplari, in aumento del 37 per cento rispetto la decade precedente. In ascesa sono però soprattutto i motoveicoli, che dal 1990 registrano un più 118%. Gli scooter sono i preferiti dagli svizzeri: scelti addirittura venti volte di più rispetto agli anni novanti.</p>
<p>Anche le automobili con alimentazione diesel o ibrida (gas, benzina), riportano segnale positivo, arrivando a costituire il 18 per cento dell&#8217;intero parco. Dopo le difficoltà di crescita del 2009 (che registrava un risicato +0,5%), nel 2010 il parco auto è cresciuto nel complesso dell&#8217;1,7%.</p>
<p>L&#8217;età media delle automobili si attesta poco sopra agli otto anni, in leggera salita, mentre la cilindrata media è assai notevole: 1970 centimetri cubici.</p>
<p>Nel reparto commerciale i furgoni (fino 3,5 tonnellate di peso) superano nettamente gli autocarri, che scendono anche nel lungo periodo (dal 1990, vendite calate del 17%). In un parco totale di 335&#8217;000 unità, i furgono costituiscono oggi addirittura l&#8217;85%. Circolano inoltre circa 40&#8217;800 autocarri e 10&#8217;800 trattori a sella (in aumento dal 1990 dell&#8217;84%).</p>
<p><em>Red. Int.</em></p>
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