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	<title>La Notizia</title>
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	<description>Il quotidiano d'innovazione</description>
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		<title>Tutte le statistiche sulla Svizzera su cellulare, gratis</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 16:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanti sono gli impiegati in svizzera? Quanti i senza lavoro? Quanti alunni seguono la pubblica istruzione? Come va il mercato degli alberghi? E i referendum? Tutto in un click: da cellulare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/cellularesvizzero.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Quanti sono gli impiegati in svizzera? Quanti i senza lavoro? Quanti alunni seguono la pubblica istruzione? Come va il mercato degli alberghi? E i referendum? Tutto in un click: da cellulare.</p></div>
<p>Neuchâtel &#8211; Tutta le statistiche sulla Svizzera direttamente sul cellulare. Informazioni fondamentali per l&#8217;imprenditore o l&#8217;economista, ma anche per il ricercatore, lo studente e la persona qualsiasi. Tutti gli incrementi nei vari settori finanziari, i dati sull&#8217;impiego, gli indici dei prezzi, l&#8217;istruzione, e moltissime altre informazioni a portata di click.</p>
<p>Questo l&#8217;obiettivo di Mobile.bfs.admin.ch, il nuovo sito della pubblica amministrazione svizzera sviluppato specificamente per telefoni cellulare e computer di piccole dimensioni. Grafica scarna, navigazione immediata, struttura semplicissima per un accesso immediato ai dati.</p>
<p>&Egrave; un progetto dell&#8217;Ufficio federale di statistica (UST) per fornire ai cittadini svizzeri e stranieri informazioni sempre aggiornate sulla Svizzera, accessibili con facilità anche dagli apparecchi mobili.</p>
<p>I dati provengono direttamente dal portale di Statistica svizzera statistica.admin.ch, il sito madre sulla statistica pubblica elvetica. Il portale, con oltre 80&#8217;000 pagine in tedesco, francese, italiano e inglese offre gratuitamente dati in forma tabellare, testi esplicativi, grafici, banche dati e atlanti interattivi.</p>
<p>La nuova offerta per gli apparecchi mobili comprende una selezione essenziale di quest&#8217;offerta informativa. L&#8217;attuale prima versione pubblica tabelle con i dati e le serie temporali di circa quindici settori tematici e informazioni sui nuovi risultati in tedesco e francese.</p>
<p>I contenuti, poiché estratti automaticamente dal portale Statistica svizzera, sono sempre costantemente aggiornati. Nelle versioni successive il servizio è già previsto per fornire l’offerta in lingua italiana, oltre all&#8217;aggiunta di ulteriori temi, testi e grafici tematici.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>Formazione professionale, l&#8217;80% degli svizzeri la usa</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 10:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio dell'ufficio federale di statistica quattro svizzeri su cinque fanno ricorso costante a forme di formazione professionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/lavoro.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Formazione professionale, quasi tutti gli svizzeri ne fanno uso.</p></div>
<p>Neuchâtel &#8211; Buone notizie giungono dal mercato del lavoro svizzero: secondo un recente studio dell’Ufficio federale di statistica (UST), la netta maggioranza della popolazione svizzera intraprende qualche attività di formazione permanente.</p>
<p>La formazione permanente si può dividere in due gruppi: le attività formative non formali, per esempio corsi collettivi e privati, seminari o conferenze; le attività di apprendimento informale, individuali ed autonome, come la lettura di manuali specialistici, l’apprendimento tramite sistemi interattivi, ecc.</p>
<p>Il tipo di formazione permanente più diffuso è l’apprendimento informale: il 74% degli interpellati ne fa uso. Le attività di formazione non formale sono invece seguite una persona su due, essenzialmente per ragioni professionali.</p>
<p>Nonostante i buoni dati generali, grandi differenze si verificano a seconda dello statuto sul mercato del lavoro e il grado di formazione: essere integrati nel mercato del lavoro e in possesso di un grado di formazione elevato sono condizioni che favoriscono notevolmente la partecipazione alla formazione permanente.</p>
<p>Le differenze più marcate sono riscontrabili nell’ambito della formazione non formale: il 55 per cento degli occupati ne usufruisce, contro il 39 per cento degli inoccupati e il 24 per cento delle persone non attive.</p>
<p>La probabilità che una persona segua una formazione permanente aumenta anche con il grado di formazione. Il 69% delle persone con una formazione di grado terziario ha frequentato un corso, un seminario o altro; questa percentuale scende al 19% per le persone che non hanno concluso una formazione di livello superiore.</p>
<p><em>Red. Int.<br />
<span style="font-size:smaller">(fonte: admin.ch)</span></em></p>
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		<title>Crisi economica? Si impennano gli stipendi in Svizzera</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante la crisi economica, il potere d'acquisto degli stipendi svizzeri registrana il maggiore incremento degli ultimi 23 anni. Bene sia l'industria sia il terziario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/eurofranco.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Nonostante la crisi economica, il potere d'acquisto degli stipendi svizzeri registra il maggiore incremento degli ultimi 23 anni.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Crisi economica? Forse, ma non per gli stipendi svizzeri. &Egrave; quanto emerge dal rapporto periodico dell&#8217;Ufficio federale di statistica. Incrementi record si registrano quasi in ogni settore.</p>
<p><strong>Stipendi record.</strong><br />
Nel 2009, i salari nominali sono infatti aumentati del 2,1 per cento: un record per gli ultimi otto anni. Se si aggiunge il tasso di inflazione negativo (-0,5 %), l&#8217;aumento del potere d’acquisto risulta ancora più alto: il 2,6%. Un record addirittura per gli ultimi 23 anni: è infatti dal 1987 che l&#8217;incremento dei salari in termini reali non superava l’1,8 per cento.</p>
<p>La crescita, sebbene eccezionale, non è una risposta a crolli precedenti, poichè si colloca in un incremento in atto da più di 5 anni. Un dato, questo, che si va ad aggiungere a quanto già indicato dall&#8217;<a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/inchiesta-quanto-guadagnano-gli-svizzeri/1561">inchiesta de LaNotizia sugli stipendi svizzeri</a>, che indicava gli stipendi mensili settore per settore.</p>
<p>A registrare l&#8217;incremento nominale più alto per il 2009 è il settore industriale, che segna un + 2,3%, il settore terziario segna invece mediamente un aumento del 2%.</p>
<p><strong>Il terziario.</strong><br />
Nel terziario, i settori maggiormente interessati sono le poste e telecomunicazioni (+3,3%), gli alberghi e ristoranti (+2,4%), la pubblica amministrazione (+2,3%) e il commercio al dettaglio (+2,3%).</p>
<p>La crisi finanziaria sembra interessare, seppur di striscio, solo le imprese di servizi finanziari, che devono tuttavia fronteggiare crescite inferiori alla media e non decrescite. In particolare, i servizi ausiliari delle attività finanziarie e delle assicurazioni registrano un +2,0%, le attività finanziarie un +1,8%, le assicurazioni un +1,4%.</p>
<p><strong>L&#8217;industria.</strong><br />
Per quanto concerne l&#8217;industria, il 2009 ha visto un aumento dei salari nominali del 2,3 per cento. </p>
<p>I settori più interessati sono: la fabbricazione di apparecchi elettrici ed elettronici (+3,1%), quella apparecchi medicali e di precisione, gli strumenti ottici e orologi (+2,7%), la fabbricazione di macchine (+2,6%) e l&#8217;industria chimica (+2,5%).</p>
<p>Tra i più negativi, ma sempre in segno positivo, l’industria del legno e dei prodotti in legno (+1,6%) e il settore alimentare (+1,5%).</p>
<p><em>Red. Int.</em></p>
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		<title>Telefonia mobile, bloccata la fusione Orange-Sunrise: &#8220;a rischio i prezzi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 02:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La commissione per la concorrenza blocca il progetto di fusione tra gli operatori di telefonia mobile Orange e Sunrise: "a rischio il mercato dei prezzi in Svizzera." Salta un accordo del valore di milioni di franchi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/sunrise.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">La commissione per la concorrenza blocca la fusione tra gli operatori di telefonia mobile Orange e Sunrise: rischio di duopolio e congelamento dei prezzi.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Una violazione delle regole di concorrenza. Un &#8220;cartello&#8221;, insomma. Che avrebbe portato ad un congelamento al rialzo dei prezzi. Così la Commissione elvetica per la concorrenza (COMCO) ha bollato la prevista fusione tra gli operatori di telefonia mobile Orange (France Télécom SA) e Sunrise (Sunrise Communications AG).</p>
<p>E la notizia è di quelle che fan far tremare il CDA di un&#8217;azienda: con un comunicato ufficiale diffuso alcune ore fa, la COMCO ha quindi bloccato ogni operazione d&#8217;ingresso di Sunrise in France Télécom (Orange). Facendo saltare una fusione del valore di milioni di franchi.</p>
<p>Secondo i vertici dell&#8217;antitrust elvetico, «la fusione avrebbe creato sul mercato della telefonia mobile una posizione dominante» con due sole aziende in possesso di una rete propria su tutto il territorio nazionale: la nuova Orange nascente dall&#8217;accordo, più Swisscom, l&#8217;unico altro operatore attualmente operativo.</p>
<p>Tale duopolio avrebbe bloccato di fatto l&#8217;ingresso di ogni possibile nuovo concorrente: ipotesi definita diplomaticamente come «poco probabile» dalla stessa COMCO.</p>
<p>Non solo: in un duopolio con tali contorni sarebbe stato più vantaggioso «per entrambe mantenere relativamente alto il livello dei prezzi, piuttosto che attaccare la posizione del concorrente». Una condizione che si sarebbe inserita, tra l&#8217;altro, in un mercato ancora tra i più cari e meno concorrenziali di tutta l&#8217;area europea. </p>
<p>In sostanza, dopo tale fusione, né Swisscom né la nuova Orange avrebbero più avuto «gli incentivi necessari per una concorrenza efficace». Punto. A capo.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>Fibra ottica in Svizzera, altri passi avanti</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 05:52:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 20% delle abitazioni disporrà della fibra ottica. Questi i risultati della quinta conferenza sulla diffusione delle reti ad alta velocità tenutasi ieri a Berna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/mouse.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Fibra ottica nelle case: un&#39;incontro all&#39;insegna della collaborazione comune tra aziende e autorità.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Durante la quinta tavola rotonda sulla diffusione della fibra ottica, rappresentanti delle pubbliche amministrazioni e delle imprese si sono riuiniti per discutere i vari modelli di cooperazione con Swisscom per la costruzione di reti in fibra ottica nelle grandi città.</p>
<p>Stando al comunicato di Berna, entro breve circa il 20% delle abitazioni svizzere beneficerà dell’allacciamento alla fibra ottica.</p>
<p>Durante l’incontro è stato concordato il lancio di una piattaforma di gestione comune che permetterà ai fornitori di servizi di uniformare le ordinazioni da parte dei clienti. La presenza di un’interfaccia unica garantirà inoltre ai consumatori la possibilità di cambiare operatore più facilmente.</p>
<p>Secondo Berna, «grazie alla collaborazione» tra fornitori di servizi di telecomunicazione, aziende elettriche e operatori di rete via cavo (basata sul modello multifibra), «l&#8217;obiettivo di evitare la nascita parallela di più reti in fibra ottica è sempre più vicino». Dal canto loro, i clienti continueranno ad avere la possibilità di scegliere tra diversi fornitori di servizi.</p>
<p>In questi giorni Swisscom ha raggiunto anche un accordo con l&#8217;Associazione svizzera dei proprietari fondiari e l&#8217;Associazione delle società immobiliari zurighesi (VZI). Secondo l&#8217;accordo, Swisscom si impegna a finanziare anche la posa dei cavi all&#8217;interno degli edifici. Finora l&#8217;azienda ex federale si faceva carico dei lavori solo fino alle case. All&#8217;interno degli edifici saranno posati cavi multifibra, secondo quanto previsto dalla raccomandazione della Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) e dell&#8217;Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).</p>
<p>Cos&#8217;è il &#8220;Fiber to the Home (FTTH)&#8221;? (definizione da admin.ch)<br />
Il termine &#8220;Fiber to the Home&#8221; (FTTH) designa una rete di telecomunicazione collegata a stabili commerciali, condomini e abitazioni unifamiliari attraverso conduttori a fibre ottiche. La fibra ottica è un mezzo di trasmissione ampiamente collaudato che garantisce un&#8217;elevata velocità di trasmissione dei dati.</p>
<p>Nei prossimi anni diventerà sempre più importante per lo sviluppo delle reti locali, poiché i vecchi cavi in rame non basteranno per far fronte al crescente bisogno di larghezza di banda determinato dalle nuove applicazioni Internet, in particolare dalla televisione ad alta definizione.</p>
<p>Nell&#8217;autunno 2008 la ComCom ha deciso di analizzare questa forma d&#8217;estensione con gli attori di mercato; con ciò vuole evitare che nel settore sorgano monopoli che ostacolino l&#8217;entrata sul mercato di altri operatori di servizi di telecomunicazione e dunque la libera concorrenza. Inoltre, l&#8217;allestimento della rete dovrà avvenire nel modo più efficiente possibile, al fine di permettere investimenti economicamente sensati.</p>
<p><em>Red. Tec. (fonte admin.ch)</em></p>
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		<title>A Zurigo un nuovo centro per il controllo delle reti</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 11:15:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Swisscom apre un nuovo centro per la sicurezza informatica in Svizzera, a Zurigo. Un intero edificio anticatastrofe deputato al monitoraggio costante delle reti dei clienti internazionali. Lo scopo: una maggiore protezione dei dati e delle comunicazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/supercomputer.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Sicurezza elettronica: questa la parola d&#39;ordine del nuovo SOC di Zurigo.</p></div>
<p>ZURIGO &#8211; Swisscom ha inaugurato a Zurigo un nuovo imponente centro per la sicurezza informatica. È la stessa società bernese a dichiararlo in un <a href="http://www.swisscom.com/GHQ/content/Media/Medienmitteilungen/2010/20100119_MM_Security_Operation_Center.htm?lang=it">comunicato</a> ufficiale. L&#8217;investimento è stato di vari milioni di franchi, e lo scopo della struttura è il controllo 365 giorni all&#8217;anno di reti mondiali di clienti d&#8217;alta fascia attivi nel settore terziario e industriale.</p>
<p>Il Security Operation Center (SOC), gestito in collaborazione con Verizon Business, è una struttura di 350 metri quadrati edificata all&#8217;interno di un edificio anticatastrofe, in grado di resistere anche ad eventi natuarli di forte intensità. In tal modo, è possibile mantenere l&#8217;attività del sistema anche in caso di inattività generali o di condizioni ad alto rischio.</p>
<p>Sia gli impianti elettrici sia quelli di climatizzazione e raffreddamento, così come anche i cablaggi dati, sono stati progettati in modo parallelo e con sistemi di ridondanza per garantire la disponibilità anche in caso di blocco di una parte. Gli impiegati della struttura al momento sono 25 esperti di sicurezza.</p>
<p>Il compito degli operatori è monitorare costantemente i sistemi e avvertire tempestivamente i clienti in caso di attacco o di violazione delle direttive di sicurezza.</p>
<p>Con questa mossa, la principale società di telecomunicazioni elvetica, partecipata in maggioranza dallo Stato (52%), intende offrire servizi di livello internazionale in grado inoltre di sottostare alle severe norme nazionali sulla protezione dei dati personali e alle nuove direttive per il mercato finanziario.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>Crisi? La Svizzera può insegnare a tutta Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 12:04:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo l'Ocse il mercato elvetico è uno dei pochi ad aver resistito bene alla crisi. Riviste al rialzo le previsioni per il 2010 e il 2011. Ancora male l'occupazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/indici.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Mercato svizzero: tra i migliori d&#39;Europa nella lotta alla crisi.</p></div>
<p> </p>
<p>BRUXELLES &#8211; Quello elvetico è uno dei pochissimi mercati occidentali ad aver resistito bene alla crisi internazionale e a poter guardare al futuro con ottimismo. Questo, nonostante la bufera sul segreto bancario e le critiche internazionali piovute sulla nazione durante tutto il 2008. È quanto emerge dall&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;OCSE.</p>
<p>Secondo l&#8217;Europa, i tempestivi interventi delle autorità per salvare la banca UBS hanno scongiurato un aggravarsi della crisi, gestita grazie alle misure di contenimento e ripresa. Per queste ragioni sono state riviste verso l&#8217;alto le previsioni per i prossimi due anni: nel 2010 l&#8217;economia elvetica dovrebbe crescere dell&#8217;1%, mentre nel 2011 del 2%.</p>
<p>Secondo gli esperti Ocse, è necessario ora consolidare i risultati ottenuti e agevolare ulteriormente la ripresa economica del paese.</p>
<p>Per fare ciò, la Svizzera dovrà innanzitutto riformare la propria economia e le sue regole, oggi ancora troppo legate al sistema in auge prima della crisi e in parte causa di essa. Dovrà inoltre revocare gradualmente le misure attuate per stabilizzare i mercati e l&#8217;occupazione, e infine migliorare il potenziale di crescita a lungo termine dell&#8217;economia nazionale.</p>
<p>In un quadro di generale ottimismo, resta come in tutta Europa una preoccupante incognita: il terzo stadio della crisi dopo quella finanziaria e quella economica, la disoccupazione. Per l&#8217;Ocse le conseguenze della crisi avranno effetti a lungo termine, almeno fino a tutto il 2011, anno in cui si toccherà la percentuale record per la disoccupazione: il 5%.</p>
<p>Tale cifra, ancorché preoccupante, resta sempre ben al di sotto a quella subita da tutti i paesi confinanti (Italia, Francia e Germania, in testa), nei quali anche il sistema di wellfare garantisce la stessa copertura sociale.</p>
<p><em>Red. Int.</em></p>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 00:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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