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	<title>La Notizia &#187; esteri</title>
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	<description>Il quotidiano d'innovazione</description>
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		<title>Boom dell&#8217;orologia svizzera</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impennata nelle esportazioni per l'orologia elvetica: incremento di quasi il 20% sul comparto, con picchi del 67% in Cina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/orologio_svizzero.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Impennata nelle esportazioni per l&#39;orologia elvetica: incremento di quasi il 20% sul comparto, con picchi del 67% in Cina.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Un settore che sembra non incontrare crisi è quello dell&#8217;orologia. Almeno in Svizzera, paese nel quale l&#8217;esportazione ha continuato ad aumentare anche nell&#8217;ultimo mese di ottobre, giungendo addirittura a cifre record.</p>
<p>Con un paragone al mese di ottobre 2010, infatti, le esportazioni hanno visto una crescita del 18,6%, raggiungendo gli 1,87 miliardi di franchi. Ad affermarlo è un comunicato della Federazione orologiera nazionale.</p>
<p>Il numero di orologi esportati vede un incremento quasi del 5%, attestandosi sui 2,84 milioni. Gli orologi più amati restano quelli in acciaio, con una crescita di settore del 3,8% con ben un milione e mezzo di pezzi venduti.</p>
<p>I paesi più interessati alla puntualità elvetica si confermano Hong Kong, che recentemente si è piazzata anche tra i paesi con il maggior tasso di innovazione al mondo, e gli Stati Uniti. Hong Kong ha ragistrato infatti un&#8217;incremento del 18,7% (a 386 milioni di franchi). Gli Stati uniti, invece, hanno importato l&#8217;8,2% in più, per un totale di 205 milioni.</p>
<p>In terza posizione il colosso asiatico cinese, con un aumento record del 67,8% (a 174 milioni).</p>
<p>Red. Int.</p>
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		<title>Mistocrazia, crisi del diritto internazionale</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/editoriali/mistocrazia-crisi-del-diritto-internazionale/1669</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il potere del diritto internazionale europeo e le sue difficoltà nell'epoca della crisi economica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/euro.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Crisi del diritto e crisi degli stati, una concausa della crisi</p></div>
<p>GENOVA &#8211; Il potere del diritto internazionale europeo sta vivendo sotto certi aspetti un periodo di crisi pari o superiore a quello dell&#8217;economia. Tutto ciò proprio mentre, storicamente, nasce la sua versione più compiuta e per questa ragione fragile. E mentre gli interessi politici generali sono distratti dalla preoccupazione verso l&#8217;immediato che ogni urgenza porta, si tralasciano le analisi di lungo termine.</p>
<p>Come scrivevo tre anni fa: dopo la crisi finanziaria (&#8220;astratta&#8221;, che coinvolge gli istituti più grandi), sarebbe venuta quella economica (molto più concreta, che giunge alle imprese e si ritorce di conseguenza sul pagamento delle imposte), e infine quella degli stati (ancora più concreta, poiché si ripercuote sui servizi, sui cittadini e sulla tenuta generale). In un circolo che, per riassumere un po&#8217; riduzionisticamente, si autoalimenta. I risultati di ciò si vedono oggi, ma hanno radici ancora più lontane.</p>
<p>In questo contesto, gli organismi sovranazionali moderni mostrano una certa inadeguatezza e sembrano dimostrare sempre più di funzionare sulla base del finanziamento e dell&#8217;indotto, e non per mezzo dei principi che ne costituiscono le fondamenta statuarie. Si vedano, come meri esempi simbolici, la recente decisione statunitense di tagliare le sovvenzioni all&#8217;UNESCO a seguito dell&#8217;accoglimento palestinese nell&#8217;organizzazione, o la complessa <a href="http://ugotramballi.blog.ilsole24ore.com/slow-news/2011/11/lega-araba-contro-siria-fine-del-mito-panarabo.html">situazione siriana</a>: il cui <a href="http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&amp;met_y=ny_gdp_mktp_cd&amp;idim=country:SYR&amp;dl=it&amp;hl=it&amp;q=siria+pil">grafico sul prodotto nazionale</a> parla più di molti opinionisti. Ma si guardi soprattutto al quadro dell&#8217;Europa: obbligata per sopravvivere a salvare le economie più deficitarie pure quando la loro situazione è figlia, tra i vari fattori, anche della continuata violazione alle norme di stabilità previste.</p>
<p>Tutti esempi diversi che evidenziano un modus operandi comune sempre più radicato nelle istituzioni e fuori da esse. Non considerare questo stato di cose come una delle ragioni indirette &#8211; per altri molto diretta &#8211; delle crisi è probabilmente miope. In un sistema nel quale il diritto, nel suo senso più nobile e antico, è spogliato anche da ogni valore ideale e superato da logiche di interesse oligarchico, difficilmente infatti c&#8217;è equità, e difficilmente vi sono regole diverse da quelle plasmate in modo variabile dagli attori del mercato a seconda delle convenienze del giorno.</p>
<p>Si potrebbe definire uno stato di Mistocrazia (da <em>misthos</em>: stipendio, compenso). Già a fine ottocento, in riferimento al corporativismo imperante, si parlò di un sistema di Crisocrazia (potere dell&#8217;oro). Ma a prescindere dal nome: è un sistema regredito negli obiettivi ma moderno nei mezzi, che appare nell&#8217;epoca della morte delle ideologie in una forma rinnovata . Una sorta di versione postmoderna ed evoluta del feudalesimo, più che un&#8217;organizzazione sociale pienamente democratica, meritocratica ed egualitaria. Su Internet si potrebbe chiamare ironicamente Medioevo 2.0.</p>
<p>L&#8217;aspetto più preoccupante è che questa Mistocrazia coglie le deviazioni dei suoi sistemi predecessori ma si adatta sempre più all&#8217;evoluzione della società e del diritto moderno, slegandosi dai sistemi di valori precedentemente usati a modello, e aggirandolo: quasi mai violandolo, oppure violandolo entro limiti controllabili. Un sistema che modifica il diritto agendo all&#8217;interno del suo stesso campo o lo sfrutta facendo pressione esternamente su chi ne è attore, generando un sistema clientelare spesso inconsapevole e formalmente legale, ma che ne svuota i principi e lo trasforma in alcuni casi da potenziale ostacolo contro le proprie condotte ad arma utile contro chi ha meno potere.</p>
<p>L&#8217;Italia, in questo, insegna da anni. Se è vero, come scrisse Indro Montanelli, che una buona maggioranza delle norme nazionali recenti è stata pensata e scritta da una casta di avvocati &#8211; e non giuristi &#8211; in condizione di costante di conflitto d&#8217;interessi. Se è vero, come disse Altiero Spinelli, che le «baronie economiche» sono una delle componenti di questi fenomeni già dalla prima metà del novecento. E se è vero, infine, che sono almeno vent&#8217;anni che i governi agiscono d&#8217;urgenza, sovente <a href="http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx">in violazione delle norme comunitarie</a>, prevalentemente per i propri interessi di casta e mai a lungo termine, non c&#8217;è da stupirsi che uno degli stati in maggiore difficoltà sia proprio il nostro.</p>
<p>Le concause della <a href="http://files.giuristidemocratici.it/giuristi/Zfiles/ggdd_20031106075514.pdf">fragile situazione del diritto</a> e dell&#8217;economia internazionale di fronte alle crisi sono naturalmente numerose, e semplificarle in una breve analisi giuridico-politica potrebbe essere fuorviante se non errato: ma dimenticare una delle concause è con ogni probabilità un&#8217;imprudenza altrettanto grave, se se ne vuole uscire.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Wikipedia riapre</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 12:12:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riapre l'enciclopedia Italiana, le richieste di modifica della legge incriminata sarebbero state ascoltate. Felicità dagli utenti di Wikipedia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/wikipedia.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Riapre il sito internet della Wikipedia italiana: sciopero sospeso. *La notizia in anteprima nazionale*</p></div>
<p>ROMA &#8211; Dopo uno stop di 40 ore <strong>riapre la Wikipedia italiana</strong>. Lo sciopero dell&#8217;enciclopedia è per il momento sospeso.</p>
<p>Secondo un comunicato ben visibile sopra ogni pagina, le proteste sono state ascoltate. Agli utenti resta tuttavia il dubbio che le promesse fatte vengano realmente messe in pratica dalla politica italiana. Non si escludono quindi altre possibili proteste clamorose.</p>
<p>Il ddl Alfano sulle intercettazioni, in particolare il comma 29, è stato &#8211; ed è ancora &#8211; l&#8217;oggetto della contestazione. Centinaia di migliaia di utenti hanno in questi giorni protestato su Internet contro la norma. Il disegno di legge prevedeva la possibilità per chiunque si fosse sentito leso, di chiedere una rettifica &#8220;senza commento&#8221; per una notizia su di lui. Obbligo da adempiere in sole 48 ore, pena sanzioni fino a 12.500 euro.</p>
<p>Le modifiche annunciate al ddl, che prevedono la reltiva separazione tra siti personali (culturali, e così via) e testate giornalistiche, hanno convinto gli utenti di Wikipedia a sospendere l&#8217;iniziativa, confidando nelle dichiarazioni rassicuranti giunte dal parlamento.</p>
<p>Nei giorni scorsi, vari milioni di utenti (otto nel solo giorno di ieri) avevano letto l&#8217;annuncio del blocco presente su ogni pagina di Wikipedia, e la notizia aveva fatto il giro del mondo suscitando sdegno e rabbia. Centinaia di migliaia le firme raccolte in poche ore a favore di Wikipedia su Facebook e in varie petizioni online.</p>
<p>Occhi puntati, ora, sulla reazione del parlamento verso quest&#8217;atto di buona volontà e fiducia da parte degli utenti dell&#8217;enciclopedia. Senza l&#8217;esclusione di nuove chiusure, se non venissero rispettate le promesse.</p>
<p><em><a href="http://www.lucaspinelli.com">Luca Spinelli</a></em></p>
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		<title>Superare il blocco della Wikipedia italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 01:54:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chiusura della Wikipedia italiana per sciopero contro il comma 29 del ddl Alfano. Come superare il blocco?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/computer.jpg" alt="Wikipedia bloccata, come superare il blocco e visitarla lo stesso?" width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Wikipedia è stata chiusa, come superare il blocco e visitarla lo stesso?</p></div>
<p>ROMA &#8211; La Wikipedia italiana ha annunciato uno sciopero generale contro il comma 29 del Ddl Alfano sulle intercettazioni. Il comma prevederebbe l&#8217;obbligo di rettifica per tutte le frasi reputate come lesive: una norma in totale contrasto col sistema libero di Wikipedia.</p>
<p>Oltre alla discussione nel merito, da molti condivisa, ciò che alcuni si chiedono in queste ore è come accedere ai contenuti superando la chiusura e il blocco per consultare le pagine in caso di necessità.</p>
<p>La soluzione è possibile, prima di tutto grazie alla versione per i cellulari che non è stata chiusa. Si può raggiungere all&#8217;indirizzo <a href="http://it.m.wikipedia.org">it.m.wikipedia.org</a> ed è completa ma il motore di ricerca interno non funziona, perciò l&#8217;importante è avere l&#8217;accortezza di navigare modificando a mano l&#8217;indirizzo web della pagina (un po&#8217; laborioso).</p>
<p>Un secondo sistema è disabilitare sul proprio browser il Javascript e i CSS (con Firefox: Menu “strumenti” > “opzioni” > “contenuti” > “attiva Javascript” e “visualizza” > “stile pagina” > “nessuno stile”). L’intera wikipedia sarà perfettamente leggibile in formato testuale.</p>
<p>Esiste poi <strong><a href="http://wapedia.mobi/it/">wapedia.mobi/it</a></strong>, formato graficamente più snello di Wikipedia dedicato ai cellulari, che usa i medesimi database e contenuti della sorella maggiore (e non vererà sicuramente chiusa, visto che i tutti contenuti non sono stati cancellati, non lo saranno mai e sono ancora pubblici, anche se difficili da raggiungere). Sono online anche vari &#8220;mirror&#8221;, ovvero copie di Wikipedia, come per esempio <a href="http://www.territorioscuola.com/wikipedia/">www.territorioscuola.com/wikipedia</a>.</p>
<p>Non bisogna dimenticare, infine,  tutte le Wikipedie straniere, a partire dall&#8217;inglese <a href="http://en.wikipedia.org">en.wikipedia.org</a> (con più di un milione di voci: ben di più di quella in italiano).</p>
<p>Il blocco di Wikipedia non dovrebbe durare più di 24 ore. Tempo che, più che per evadere il blocco, si può impiegare per riflettere sul perché tutto questo sia successo.</p>
<p><em><a href="http://www.lucaspinelli.com/">Luca Spinelli</a></em></p>
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		<title>Segreto bancario, una fine annunciata</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 20:50:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora un passo indietro del Governo svizzero sul segreto bancario: possibile la cessione dei dati bancari dei presunti elusori fiscali. Siamo ormai sempre più prossimi alla fine di uno segli storici istituti normativi svizzeri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/segretobancario.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">di Luca Spinelli - Ancora un passo indietro del Governo svizzero sulla reiservatezza del segreto bancario: divulgabili anche parte dei dati bancari.</p></div>
<p>BERNA – Il segreto bancario vacilla ancora di più. Dopo gli allentamenti lungamenti discussi dal nostro quotidiano negli <a href="http://www.lanotizia.ch/tag/segreto-bancario">speciali</a> dei mesi scorsi, il governo svizzero annuncia un&#8217;ulteriore mossa: l&#8217;indendificazione dei presunti rei tramite il numero di conto bancario.</p>
<p>Sotto l&#8217;ulteriore pressione estera, e dopo i durissimi scontri dei mesi passati con <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/la-svizzera-e-nella-lista-nera-segreta-dei-paradisi-fiscali-ministro-tedesco-%C2%ABgli-svizzeri-sono-indiani-a-cui-mandare-la-cavalleria%C2%BB/345">Germania</a>, <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/sarkozy-svizzera-nella-lista-nera/109">Francia</a> e <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/tremonti-%C2%ABla-svizzera-e-come-la-caverna-di-ali-baba%C2%BB/1468">Italia</a>, l&#8217;amministrazione svizzera ha ora paura dell&#8217;isolamento internazionale. Intanto il franco si rafforza, contrastando le esportazioni e il fluire di denaro dall&#8217;estero. L&#8217;assistenza amministrativa prevista dalle convenzioni approvate recentemente dalla Svizzera con vari paesi (convenzioni sulla doppia imposizione), prevedeva per ora in caso di &#8220;presunti evasori&#8221; che la Svizzera fornisse all&#8217;istituzione estera nome e indirizzo del contribuente e del detentore delle informazioni.</p>
<p>Restava invece proibita la ricerca &#8220;indiscriminata&#8221; di informazioni (le cosiddette &#8220;fishing expedition&#8221;). Il timore di avere nuove pressioni sul segreto bancario e il rischio di cadere ancora nella <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/lista-dei-paradisi-fiscali-e-pubblica/553">lista dei paesi non collaborativi</a> stilata dall&#8217;Ocse, sotto forte pressione europea, stanno però lentamente erodendo la ritrosia elvetica. L&#8217;interpretazione delle nuove norme prevederà quindi anche l&#8217;invio dei dati del conto del presunto reo.</p>
<p>Per il ministro delle finanze Widmer-Schlumpf, l&#8217;invio dall&#8217;estero di un numero di conto corrente bancario sprovvisto del numero IBAN non basterà per aprire un dossier. Ma sono già moltissime le voci critiche che si alzano nel paese: d&#8217;accordo, ma comunque con vari distinguo, solo parte della sinistra.</p>
<p>Per la consigliera federale, intervistata dalla televisione elvetica, è necessario «decidere se vogliamo di nuovo avere problemi in questo campo oppure se siamo disposti ad adattarci con misure che sono possibili senza creare danni all’economia e alla piazza finanziaria elvetiche». Formulando la sua risposta, quindi, in maniera da definire chiaramente l&#8217;indirizzo del governo. </p>
<p>«La Svizzera è rimasta sola» ha inoltre ammesso in conferenza stampa, «dal momento che altri paesi che conoscono la pratica del segreto bancario, come l&#8217;Austria, approvano questa estensione interpretativa dell&#8217;assistenza amministrativa». L&#8217;esecutivo dichiarerà quindi entro la fine di febbraio l&#8217;intenzione di approvare l&#8217;estensione, decretando <em>de facto</em> la fine di quella normativa, già ampiamente riscritta, istituita ormai nel lontano 1934 con l&#8217;obiettivo d&#8217;impedire ingerenze statali nella riservatezza dei cittadini. Norma che ha sostanzialmente sempre ben funzionato in Svizzera, anche con le successive modificazioni per l&#8217;antiriciclaggio, ma che mal si concilia con sistemi internazionali strutturati diversamente, e in parte certamente meno soldi.</p>
<p>Infine, probabilmente in aprile il Parlamento deciderà se approvare o meno l&#8217;estensione, in occasione delle procedure di ratifica delle convenzioni già firmate. Ma l&#8217;accettazione pare cosa meramente formale. «Rimane poi intatta la possibilità di lanciare un referendum», ha aggiunto il ministro, come per ogni altra norma. In ogni caso, da oggi in poi, tutte le convenzioni passate e future dovranno includere l&#8217;estensione interpretativa annunciata.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Cinema: aiuti alle coproduzioni internazionali</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 00:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Firmato un accordo trilaterale tra Svizzera, Germania ed Austria per promuovere i film in coproduzione. Minori costi e facilitazioni per i produttori dei vari paesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/cinema.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Cultura: nuovo accordo internazionale tra Svizzera, Germania ed Austria per la promozione del cinema e delle sue opere.</p></div>
<p>BERNA &#8211; In un comunicato, il governo svizzero annuncia la decisione di aiutare lo sviluppo e la ricerca nell&#8217;ambito delle produzioni cinematografiche nazionali. Il consigliere federale Didier Burkhalter ha infatti firmato un nuovo accordo in tal senso tra la Svizzera, la Germania e l&#8217;Austria. Un po&#8217; di respiro, insomma, per la produzione culturale nazionale ed internazionale.</p>
<p>I primi accordo in questo settore infatti, risalivano con la Germania addirittura al 1984, con l&#8217;Austria, al 1990. Il nuovo accordo li sostituisce perciò entrambi. Tra le clausole previste, una riduzione dal 30 al 20 percento della partecipazione minima del coproduttore minoritario, che potrà diminuire fino al 10 percento in caso di accordo fra le parti. Il nuovo testo consente inoltre cofinanziamenti tra il 10 e il 20 percento anche senza un contributo tecnico-artistico.</p>
<p>Lo scopo è quindi agevolare concretamente le possibilità di coproduzione fra i tre paesi, poiché il modello precedente, stando all&#8217;opinione dei rispettivi dipartimenti, aveva dimostrato che «l&#8217;incremento dei costi di produzione ostacolava la partecipazione dei produttori minoritari».</p>
<p>Inoltre, il capo del Dipartimento federale dell&#8217;interno, in questo momento e fino a lunedì in visita ufficiale in Germania, incontrerà il Ministro per la formazione e la ricerca Annette Schavan. Le trattative saranno incentrate sui rapporti bilaterali nel settore della formazione e della ricerca, sull&#8217;educazione e l&#8217;innovazione.</p>
<p>Il consigliere federale Didier Burkhalter in visita a Berlino incontrerà inoltre giovani artisti della capitale tedesca e scrittori svizzeri, visitando inioltre lo European Film Market, accompagnato dalla direttrice Beki Probst.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>Innovazione: Svizzera campione d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 11:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo l'Unione Europea la Svizzera è "campione d'Europa" nell'innovazione. Competitività, concorrenza, produzione e una economia agile i punti di maggior forza. L'Italia ancora molto male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/computer_svizzero.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">(notizia in anteprima giornalistica europea)<br />
Svizzera: per l&#39;unione europea il paese con le maggiori potenzialità nel campo dell&#39;innovazione. Ancora male l&#39;Italia.</p></div>
<p>BERNA/BRUXELLES &#8211; Stando all&#8217;Unione Europea, il paese con maggior potenza in innovazione di tutto il continente è nuovamente la Svizzera. Le prestazioni elvetiche nel campo dell’innovazione riportano infatti una crescita superiore al 4%. L’indice che lo afferma è l&#8217;Innovation Union Scoreboard 2010, pubblicato oggi a Bruxelles.</p>
<p>L&#8217;innovation Scoreboar è attivo dal 2001 e, facendo riferimento a 25  indicatori, permette una valutazione comparativa delle prestazioni dei 27 Stati membri dell’UE e di alcuni altri paesi terzi, tra i quali la Svizzera. Oltre ai dati sulla competitività, lo IUS fornisce informazioni sul potenziale di crescita, di produttività a medio e lungo termine nei vari sistemi nazionali di innovazione.</p>
<p>Dai dati emerge la descrizione di un sistema svizzero equilibrato e capace di affermarsi rispetto alla concorrenza mondiale. È invece ancora preoccupante la situazione italiana, lontana dai paesi del gruppo di testa, formato da: Danimarca, Germania, Finlandia, Svezia e Regno Unito.</p>
<p>Il tasso di crescita europea si attesta tra il 2 e il 3%. Vista la forbice cronologica abbastanza ampia sulla quale si basano i dati pubblicati, non è ancora chiara l&#8217;eventuale incidenza della crisi economica sulle stime.</p>
<p>Un settore nel quale la Svizzera risulta particolarmente solida è quello della registrazione di nuovi brevetti, marchi e design: che testimoniano, pur con qualche critica dai fautori del &#8220;codice aperto&#8221;, una forte creatività nazionale. Un altro punto di forza è il numero di impiegati in attività ad alto contenuto di sapere, così come la notevole esportazione di prodotti di alta tecnologia e la percentuale di piccole e medie imprese (PMI) che hanno lanciato prodotti e procedimenti innovativi.</p>
<p>Non ottimali, invece, i segnali per quanto concerne la collaborazione in ricerca e sviluppo tra imprese e istituti di ricerca, con un indice leggermente sotto la media.</p>
<p>Pur segnalando qualche punto da migliorare, i dati del rapporto europeo mostrano comunque un quadro prossimo all&#8217;eccellenza. Con un’economia agile e di successo nella concorrenza europea, con un grande potenziale di conoscenze fornito dalle scuole universitarie e di ricerca. </p>
<p>Luca Spinelli<br />
<span style="font-size: smaller;">(dati: Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia) </span></p>
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		<title>Trattato di Lisbona: un pericolo per la Svizzera?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A sostenerlo è Michael Reiterer, ambasciatore dell'Unione europea in Svizzera. L'entrata in vigore, prevista per il primo di dicembre, protrebbe creare tensioni e difficoltà nei rapporti bilaterali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/computer_europeo.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">L&#39;entrata in vigore del trattato di Lisbona potrebbe essere un pericolo per la Svizzera, lo afferma l&#39;ambasciatore Ue a Berna.</p></div>
<p>BRUXELLES &#8211; L&#8217;entrata in vigore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Lisbona">trattato di Lisbona</a>, prevista per il prossimo 1° dicembre, potrebbe creare tensioni tra Unione Europea e Svizzera. A sostenerlo non è un osservatore qualsiasi, ma l&#8217;ambasciatore europeo a Berna Michael Reiterer in un&#8217;intervista pubblicata ieri su NZZ am Sonnatg.</p>
<p>Il trattato di Lisbona è la base della nuovo ordinamento Ue: modifica l&#8217;attuale normativa permettendo per un vasto numero di decisioni l&#8217;uso della maggioranza semplice invece di quella assoluta, in modo da scongiurare ostruzionismi da parte delle minoranze, come spesso avvenuto fino ad oggi. Anche i voti saranno conteggiati secondo una nuova formula.</p>
<p>Stando al parere di Reiterer, dopo l&#8217;entrata in vigore gli stati terzi come la Svizzera non potranno più godere di un statuto privilegiato rispetto agli altri paesi membri; questo poiché gli stati Ue dovranno per l&#8217;appunto accettare le decisioni prese dalla maggioranza e non più solo quelle approvate all&#8217;unanimità. La Svizzera avrà quindi meno spazio di manovra per far valere la propria <em>moral suasion</em>.</p>
<p>Secondo il diplomatico, per scongiurare complicanze nelle relazioni, la diplomazia elvetica dovrà al più presto rafforzare ed ampliare i propri contatti con Bruxelles e in particolar modo col parlamento europeo.</p>
<p>Ma anche per i contatti di tipo bilaterale le prospettive non paiono rosee: fino ad oggi, infatti, la Svizzera si è rifiutata di recepire con formula automatica la legislazione europea, e ciò ha causato non poche discrepanze nell&#8217;assunzione di decisioni cooperative.</p>
<p><em>Red. Est.</em></p>
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