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	<title>La Notizia &#187; editoriali</title>
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	<description>Il quotidiano d'innovazione</description>
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		<title>Mistocrazia, crisi del diritto internazionale</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il potere del diritto internazionale europeo e le sue difficoltà nell'epoca della crisi economica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/euro.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Crisi del diritto e crisi degli stati, una concausa della crisi</p></div>
<p>GENOVA &#8211; Il potere del diritto internazionale europeo sta vivendo sotto certi aspetti un periodo di crisi pari o superiore a quello dell&#8217;economia. Tutto ciò proprio mentre, storicamente, nasce la sua versione più compiuta e per questa ragione fragile. E mentre gli interessi politici generali sono distratti dalla preoccupazione verso l&#8217;immediato che ogni urgenza porta, si tralasciano le analisi di lungo termine.</p>
<p>Come scrivevo tre anni fa: dopo la crisi finanziaria (&#8220;astratta&#8221;, che coinvolge gli istituti più grandi), sarebbe venuta quella economica (molto più concreta, che giunge alle imprese e si ritorce di conseguenza sul pagamento delle imposte), e infine quella degli stati (ancora più concreta, poiché si ripercuote sui servizi, sui cittadini e sulla tenuta generale). In un circolo che, per riassumere un po&#8217; riduzionisticamente, si autoalimenta. I risultati di ciò si vedono oggi, ma hanno radici ancora più lontane.</p>
<p>In questo contesto, gli organismi sovranazionali moderni mostrano una certa inadeguatezza e sembrano dimostrare sempre più di funzionare sulla base del finanziamento e dell&#8217;indotto, e non per mezzo dei principi che ne costituiscono le fondamenta statuarie. Si vedano, come meri esempi simbolici, la recente decisione statunitense di tagliare le sovvenzioni all&#8217;UNESCO a seguito dell&#8217;accoglimento palestinese nell&#8217;organizzazione, o la complessa <a href="http://ugotramballi.blog.ilsole24ore.com/slow-news/2011/11/lega-araba-contro-siria-fine-del-mito-panarabo.html">situazione siriana</a>: il cui <a href="http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&amp;met_y=ny_gdp_mktp_cd&amp;idim=country:SYR&amp;dl=it&amp;hl=it&amp;q=siria+pil">grafico sul prodotto nazionale</a> parla più di molti opinionisti. Ma si guardi soprattutto al quadro dell&#8217;Europa: obbligata per sopravvivere a salvare le economie più deficitarie pure quando la loro situazione è figlia, tra i vari fattori, anche della continuata violazione alle norme di stabilità previste.</p>
<p>Tutti esempi diversi che evidenziano un modus operandi comune sempre più radicato nelle istituzioni e fuori da esse. Non considerare questo stato di cose come una delle ragioni indirette &#8211; per altri molto diretta &#8211; delle crisi è probabilmente miope. In un sistema nel quale il diritto, nel suo senso più nobile e antico, è spogliato anche da ogni valore ideale e superato da logiche di interesse oligarchico, difficilmente infatti c&#8217;è equità, e difficilmente vi sono regole diverse da quelle plasmate in modo variabile dagli attori del mercato a seconda delle convenienze del giorno.</p>
<p>Si potrebbe definire uno stato di Mistocrazia (da <em>misthos</em>: stipendio, compenso). Già a fine ottocento, in riferimento al corporativismo imperante, si parlò di un sistema di Crisocrazia (potere dell&#8217;oro). Ma a prescindere dal nome: è un sistema regredito negli obiettivi ma moderno nei mezzi, che appare nell&#8217;epoca della morte delle ideologie in una forma rinnovata . Una sorta di versione postmoderna ed evoluta del feudalesimo, più che un&#8217;organizzazione sociale pienamente democratica, meritocratica ed egualitaria. Su Internet si potrebbe chiamare ironicamente Medioevo 2.0.</p>
<p>L&#8217;aspetto più preoccupante è che questa Mistocrazia coglie le deviazioni dei suoi sistemi predecessori ma si adatta sempre più all&#8217;evoluzione della società e del diritto moderno, slegandosi dai sistemi di valori precedentemente usati a modello, e aggirandolo: quasi mai violandolo, oppure violandolo entro limiti controllabili. Un sistema che modifica il diritto agendo all&#8217;interno del suo stesso campo o lo sfrutta facendo pressione esternamente su chi ne è attore, generando un sistema clientelare spesso inconsapevole e formalmente legale, ma che ne svuota i principi e lo trasforma in alcuni casi da potenziale ostacolo contro le proprie condotte ad arma utile contro chi ha meno potere.</p>
<p>L&#8217;Italia, in questo, insegna da anni. Se è vero, come scrisse Indro Montanelli, che una buona maggioranza delle norme nazionali recenti è stata pensata e scritta da una casta di avvocati &#8211; e non giuristi &#8211; in condizione di costante di conflitto d&#8217;interessi. Se è vero, come disse Altiero Spinelli, che le «baronie economiche» sono una delle componenti di questi fenomeni già dalla prima metà del novecento. E se è vero, infine, che sono almeno vent&#8217;anni che i governi agiscono d&#8217;urgenza, sovente <a href="http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx">in violazione delle norme comunitarie</a>, prevalentemente per i propri interessi di casta e mai a lungo termine, non c&#8217;è da stupirsi che uno degli stati in maggiore difficoltà sia proprio il nostro.</p>
<p>Le concause della <a href="http://files.giuristidemocratici.it/giuristi/Zfiles/ggdd_20031106075514.pdf">fragile situazione del diritto</a> e dell&#8217;economia internazionale di fronte alle crisi sono naturalmente numerose, e semplificarle in una breve analisi giuridico-politica potrebbe essere fuorviante se non errato: ma dimenticare una delle concause è con ogni probabilità un&#8217;imprudenza altrettanto grave, se se ne vuole uscire.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Legge sul suicidio assistito: intervista al Dipartimento di giustizia e polizia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 15:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo vuole regolamentare il suicidio assistito in Svizzera. LaNotizia intervista il Dipartimento di Giustizia e Polizia per fare chiarezza su tempi e modalità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/svizzeraeutanasia.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">LaNotizia.ch intervista il Dipartimento di giustizia e polizia per fare chiarezza sulle modalità di introduzione della nuova legge sul suicidio assistito e l'eutanasia.</p></div>
<p>BERNA &#8211; L&#8217;intenzione del governo di limitare le possibilità di accesso al suicidio assistito sta suscitando polemiche e reazioni in tutta Europa. Molti lettori ci hanno chiesto chiarezza sulle modalità di approvazione della nuova legge.</p>
<p>Per comprendere meglio la situazione e i tempi necessari, LaNotizia.ch ha intervistato A. Schmocker, avvocato del Dipartimento federale di giustizia e polizia.</p>
<p><strong>LaNotizia: Quanto tempo è necessario, di norma, affinché un avamprogetto di legge si trasformi in un testo concreto e &#8211; successivamente &#8211; venga approvato?</strong></p>
<p>A. Schmocker: Un avamprogetto di legge solitamente viene messo in consultazione per un periodo di tre mesi (cfr. Art. 7 della Legge federale del 18 marzo 2005 sulla procedura di consultazione, Legge sulla consultazione, Lco). Alla luce delle risposte e dei commenti fatti durante la procedura di consultazione il testo dell&#8217;avamprogetto viene in seguito modificato e sottoposto al Consiglio federale. Dopo l&#8217;approvazione del Consiglio federale il progetto di legge ed il relativo messaggio sono trasmessi al Parlamento federale.</p>
<p><strong>LaNotizia: Da lì in poi quanto tempo ci vorrà per l&#8217;approvazione definitiva?</strong></p>
<p>AS: Non ci è possibile dare indicazioni sui tempi necessari fino alla definitiva approvazione di un testo di legge, visto che questi vengono stabiliti dal Parlamento.</p>
<p><strong>LaNotizia: Chi sono esattamente i soggetti coinvolti nella consultazione?</strong></p>
<p>AS: Secondo l&#8217;articolo 4 della Legge sulla consultazione qualsiasi persona o organizzazione può partecipare a una procedura di consultazione e rispondere presentando un proprio parere.<br />
Sono invitati a esprimere il proprio parere: i Cantoni; i partiti rappresentati nell’Assemblea federale; le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna; le associazioni mantello nazionali dell’economia ed altri ambienti interessati nel singolo caso.</p>
<p><strong>LaNotizia: E con che modalità possono esprimere il proprio parere?</strong></p>
<p>La procedura di consultazione si svolge per scritto, in forma cartacea e in forma elettronica.</p>
<p><strong>LaNotizia: L&#8217;avamprogetto di normativa sul suicidio assistito è consultabile online? A quale indirizzo?</strong></p>
<p>AS: Sì. &Egrave; consultabile all&#8217;indirizzo www.ejpd.admin.ch/ejpd/it/home/dokumentation/mi/2009/2009-10-28.html</p>
<p><strong>LaNotizia: L&#8217;eventuale nuovo testo necessiterà di un&#8217;approvazione popolare?</strong></p>
<p>AS: Trattandosi di una legge federale il nuovo testo potrà essere oggetto di un referendum facoltativo (cfr. articolo 141 della Costituzione federale).</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Eutanasia: rivoluzione Svizzera, se ne discute il divieto. Le «associazioni hanno agito oltre la legge»</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 13:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/eutanasia-rivoluzione-svizzera-se-ne-discute-il-divieto-le-%c2%abassociazioni-hanno-agito-oltre-la-legge%c2%bb/1520"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/eutanasia.jpg" alt=" " /></a>Secondo il governo «le organizzazione di aiuto al suicidio si sono spinte oltre i limiti legali prestabiliti» ed è perciò «necessario introdurre linee guida e limitazioni».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/eutanasia.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Il governo discute l'introduzione di una legge specifica che disciplini l'aiuto al suicidio e l'eutanasia: a rischio lo storico diritto all'autodeterminazione.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Il governo svizzero intende disciplinare espressamente l&#8217;assistenza organizzata al suicidio. Lo afferma una nota di Berna diramata oggi. Due le alternative messe in consultazione: una che ne restringe l&#8217;applicazione, l&#8217;altra che la vieta completamente.</p>
<p>Il <a href="http://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&#038;msg-id=29751">comunicato</a>, tra le righe, fa anche affermazioni molto gravi: «le organizzazioni di aiuto al suicidio si sono spinte oltre i limiti legali prestabiliti» ed è perciò «necessario introdurre linee guida e limitazioni» per «impedire che l&#8217;assistenza al suicidio si sviluppi in un&#8217;attività a scopo di lucro».</p>
<p>Non solo: tali disposizioni dovranno garantire che d&#8217;ora in poi possano fare ricorso all&#8217;assistenza organizzata al suicidio «solo i pazienti in fin di vita e non i malati cronici o psichici». Una rivoluzione, insomma.</p>
<p>Ad essere toccate sono principalmente le due associazioni che in Svizzera si occupano di tale pratica, Dignitas ed Exit. Immediata la loro risposta alle proposte del governo. Per Dignitas «vietare l&#8217;assistenza al suicidio ai malati cronici o psichici significherà favorire i suicidi solitari sui binari dei treni o dai ponti», per Exit è invece «inaccettabile limitare il suicidio assistito ai soli malati terminali perchè così si sopprime il diritto all&#8217;autodeterminazione».</p>
<p>Nella prima proposta di legge messa in consultazione (fino al 1° marzo 2010) si stabiliscono alcuni paletti per chi vuole accedere all&#8217;assistenza al suicidio. La persona che desidera morire deve «esprimere liberamente la sua volontà» e aver maturato la propria decisione dopo «lunga ponderazione». Sono inoltre necessarie due perizie redatte da due medici distinti e indipendenti dall&#8217;organizzazione di aiuto al suicidio. La prima perizia deve certificare che la persona che desidera morire è in grado di intendere e di volere, la seconda che tale persona soffre di «una malattia fisica incurabile con prognosi di morte imminente».</p>
<p>Quest&#8217;ultima è la maggiore rivoluzione. Fino ad oggi, infatti, chiunque poteva accedere all&#8217;assistenza al suicidio, poste alcune perizie e la diagnosi di una condizione particolarmente provante per il fisico o per la psiche: secondo la proposta di legge potrà farlo solo chi è in condizione di &#8220;morte imminente&#8221;. Una definizione che presta il fianco a mille interpretazioni, e che rischia di generare una &#8220;condanna a vita&#8221; per certi aspetti peggiore pure di una condanna a morte.</p>
<p>Infine l&#8217;assistente al suicidio dovrà presentare alla persona interessata le possibili alternative al suicidio e vagliarle insieme a lei, senza perseguire tassativamente alcuno scopo di lucro e quindi senza accettare controprestazioni che superino le spese attive sostenute per l&#8217;aiuto prestato.</p>
<p>Secondo il comunicato di Berna, il governo «è certo che l&#8217;introduzione degli obblighi di diligenza descritti sia sufficiente a impedire eccessi e abusi nell&#8217;assistenza al suicidio» e ad «arginare il fenomeno del cosiddetto turismo del suicidio». Nonostante questa sicurezza, mette in consultazione anche una seconda proposta di legge, più semplice: il «divieto totale dell&#8217;assistenza organizzata al suicidio».</p>
<p>Secondo Berna, tale seconda variante parte dal presupposto che una persona che opera all&#8217;interno di un&#8217;organizzazione non possa a priori agire per «motivi puramente altruistici» né sviluppare un legame «sufficientemente stretto» con la persona che desidera morire.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Italia, le ragioni di un presente senza libertà</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/editoriali/italia-grave-crisi-della-liberta/1440</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 08:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.lanotizia.ch/editoriali/italia-grave-crisi-della-liberta/1440"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/italia.jpg" alt=" " /></a>La nazione è alle prese con una crisi senza precedenti della libertà di stampa, del sistema istituzionale, e dell'economia. Ma restano poche le reazioni e le critiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/italia.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">La nazione è alle prese con una crisi senza precedenti della libertà di stampa, del sistema istituzionale, e dell’economia. Ma restano poche le reazioni e le critiche.</p></div>
<p>ROMA &#8211; La prima pagina di un sito internet istituzionale, di proprietà di un ministero, il cui scopo è comunicare coi cittadini, svuotata totalmente e utilizzata dalla dirigenza per rispondere perentoriamente alle critiche di una testata giornalistica.</p>
<p>Potrebbe sembrare la descrizione di un fatto avvenuto in un regime paramilitare sudamericano o in una pseudo democrazia mediorentale, e invece è quanto accade nella moderna Italia, da qualche giorno.</p>
<p>La prima pagina del <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/">sito del ministero</a> della pubblica amministrazione e dell&#8217;innovazione è stata totalmente <a href="http://img12.imageshack.us/img12/5120/follia.jpg">oscurata</a> per far spazio ad una serie di link che rispondono alle critiche del settimanale &#8220;L&#8217;Espresso&#8221;. In alto, al centro, campeggia la scritta &#8220;Il Bluff de L&#8217;Espresso&#8221;, in rosso.</p>
<p>Subito sotto una serie di link, il primo all&#8217;inchiesta del settimanale, poi la replica &#8220;punto per punto&#8221; del ministro, poi un comunicato video, quindi un dossier sul buon operato del ministero, infine il link a un forum istituzionale già noto per la rigidità di moderazione.</p>
<p>Che le critiche siano o meno fondate è poco importante (il settimanale ha a sua volta <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/brunetta-il-bluff-e-lui/2109780&amp;ref=hpsp">risposto</a> alla replica del ministro), molto più allarmante è la gestione della critica che il ministero ha messo in atto. Pubblicare la risposta alle critiche in una sezione del sito sarebbe stato contestabile ma anche comprensibile, ben più preoccupante se fatto con questi modi.</p>
<p>Prima pagina oscurata e link al sito vero e proprio collocato a fondo pagina, in piccolo, grigio su bianco. Una vera coercizione anche dal punto di vista dell&#8217;accessibilità per i disabili, tra l&#8217;altro obbligatoria secondo la locale &#8220;Legge Stanca&#8221;, e di cui il ministero dell&#8217;innovazione dovrebbe essere primo promotore.</p>
<p>Tutto ciò mentre solo poche ore fa il presidente del consiglio Silvio Berlusconi occupava la prima serata del primo canale televisivo nazionale per presentare i propri buoni risultati e le proprie &#8220;promesse mantenute&#8221; nella gestione del dopo terremoto dell&#8217;Abruzzo. Sostanzialmente senza critica e senza contraddittorio. Che le &#8220;case&#8221; inaugurate fossero prefabbricati in legno, nessun cronista l&#8217;ha contestato, così come che gli edifici in muratura in arrivo non saranno per tutti, come invece dichiarato.</p>
<p>La diretta dall&#8217;Abruzzo aveva anche causato la modifica dei palinsesti delle altre due reti pubbliche, RaiDue e RaiTre, in modo da non concorrere con gli annunci trionfali della prima rete.</p>
<p>Queste le evidenze più palesi di ciò che solo pochi mesi fa aveva spinto la Freedom House a collocare l&#8217;Italia tra i <a href="http://www.freedomhouse.org/uploads/fop/2009/FreedomofthePress2009_MOPF.pdf">paesi semi-liberi</a> per quanto concerne la libertà di informazione, insieme con dittature e pseudo-democrazie. La situazione nel paese è da mesi, infatti, particolarmente critica.</p>
<p>Le direzioni dei principali quotidiani e telegiornali hanno subito nelle settimane scorse varie modifiche e sostituzioni che molti commentatori hanno criticato severamente, denunciando ingerenze governative.</p>
<p>Inoltre, la recente decisione di Berlusconi di denunciare per diffamazione i quotidiani La Repubblica e L&#8217;Unità per un totale di 4 milioni di euro, certifica il proseguire di una strategia dell&#8217;intimidazione iniziata già molti anni fa contro i giornalisti Biagi, Santoro e Luttazzi, epurati dalle reti pubbliche a causa delle loro idee politiche. Strategia proseguita nell&#8217;infinita pletora di provvedimenti legislativi <em>ad personam</em> o palesemente contrastanti con la libertà di stampa come l&#8217;ultimo &#8220;ddl intercettazioni&#8221;.</p>
<p>L&#8217;opinione pubblica sembra percepire solo in modo superficiale questa crisi, e giudica spesso come &#8220;pessimiste&#8221;, o &#8220;esagerate&#8221; le descrizioni di quanto avviene. Le ragioni di questa mancata consapevolezza sono da ricercare nella crisi stessa. Quel poco che giunge arriva grazie a commentatori indipendenti e ad Internet, ma la scarsa diffusione delle nuove tecnologie (solo la metà della popolazione le usa con costanza, tra le ultime in Europa) è un notevole ostacolo.</p>
<p>Questa &#8220;non percezione&#8221; si è inoltre incancrenita in un fenomeno particolare: il giornalista o il personaggio pubblico non sempre subisce dirette e palesi forme di costrizione, ma il timore di inimicare il potente ne spinge buona parte a pericolose forme di autocensura. Non sempre consapevolmente. In un clima auto-mafioso che colpisce più strati della popolazione. Questo avviene anche a livelli più bassi, nel rapporto tra direttore e cronista, e nei più semplici rapporti tra subalterni.</p>
<p>Noto fu il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=b79lEyKAPUM&amp;feature=related">caso</a> della conduttrice Lorena Bianchetti che a seguito di una innocua battuta del mago Silvan sul presidente del consiglio decise di concludere il numero &#8220;dissociandosi pubblicamente&#8221; in diretta televisiva. Mostrando una palese paura, più che corruzione o malaffare.</p>
<p>La corruzione è, d&#8217;altronde, un problema sempre più urgente nel sistema italiano. Di fatto nelle classifiche internazionali sul fenomeno il paese compare sempre agli ultimi posti. Il peso economico di tale prassi sulle tasche degli italiani, secondo il rapporto 2009 del SAeT (Servizio anticorruzione e trasparenza), arriva addirittura a 55 miliardi di euro l&#8217;anno. Ovvero una &#8220;tassa&#8221; occulta da 1&#8217;000 euro l&#8217;anno per ciascun italiano, inclusi i neonati.</p>
<p>Ad acuire i problemi nazionali del paese v&#8217;è infine la recente crisi economica, che secondo l&#8217;economista italiano Tito Boeri starebbe severamente colpendo una nazione che non è stata in grado &#8211; tra le pochissime nel mondo &#8211; di reagire con prontezza. L&#8217;economista prevede, inoltre, una grave crisi sul mercato del lavoro interno, criticando gli appelli all&#8217;ottimismo di facciata. Poco utili a un paese che più osservatori internazionali non hanno esitato a definire in declino.</p>
<p>In un tale contesto torna d&#8217;attualità quella dichiarazione che lo stesso presidente del consiglio Sivlio Berlusconi fece durante il suo precedente governo, nel 2002, causando l&#8217;epurazione dei succitati giornalisti: «l&#8217;uso che hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso, e io credo che sia un preciso dovere da parte della dirigenza di non permettere più che questo avvenga».</p>
<p>Difficile affermare che abbia mantenuto la promessa.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Italia: al via il condono fiscale</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 05:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/italia-da-martedi-inizia-il-condono-fiscale/1429"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/italia.jpg" alt=" " /></a>Le piazze finanziarie in fermento per vedere la reazione dei mercati al condono fiscale italiano. Timori contenuti per la Svizzera, anche in considerazione degli scarsi risultati conseguiti coi precedenti condoni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/italia.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">In Italia arriva il terzo condono fiscale: i capitali detenuti illegalmente all&#39;estero potranno tornare in Italia con una penale contenuta. Timori su varie piazze finanziarie per la possibile fuga di denaro.</p></div>
<p>ROMA &#8211; Da martedì 15 settembre parte in Italia il cosiddetto &#8220;scudo fiscale&#8221;, ovvero la possibilità di rimpatriare anonimamente i capitali (ma anche immobili, yacht, autovetture&#8230;) detenuti illegalmente all&#8217;estero pagando una penale contenuta: circa il 5% sul valore che potrebbe scendere fino all&#8217;1% dimostrando una condotta illecita poco protratta nel tempo.</p>
<p>Lo scopo di questo condono &#8211; sebbene la parola &#8220;condono&#8221; poco piaccia all&#8217;esecutivo che lo propone &#8211; è quello di far ritornare in patria denaro per rafforzare la liquidità italiana.</p>
<p>Si tratta della terza volta in pochi anni che in Italia si procede ad un condono di tal genere: la prima aveva avuto risultati discreti, mentre la seconda &#8211; sempre promulgata da un governo Berlusconi &#8211; era stata un sostanziale <em>flop</em>.</p>
<p>La propria detenzione illegale di valori si potrà regolarizzare da martedì 15 settembre fino al 15 aprile 2010. In contemporanea l&#8217;Agenzia delle Entrate sta mettendo in piedi una<em> task force </em>per contrastare paradisi fiscali ed evasori. La misura sarà l&#8217;ultima occasione per rimpatriare senza rischi i capitali illegali detenuti dall&#8217;estero. Almeno fino al prossimo condono.</p>
<p>Col &#8220;decreto anticrisi&#8221; dello scorso luglio si sono infatti inasprite le norme contro chi detiene illecitamente capitali all&#8217;estero. È stato introdotto, per esempio, il ribaltamento dell&#8217;onere della prova, una norma al limite della costituzionalità sulla quale il condono fa perno per spaventare gli evasori.</p>
<p>In sostanza chi viene scoperto con capitali all&#8217;estero dovrà dimostrare che siano stati esportati in modo corretto e che non siano frutto di evasione. Non sarà più, quindi, la pubblica amministrazione a dover dimostrare la colpevolezza, ma il contribuente a dover dimostrare la propria innocenza, ribaltando una delle disposizioni alla base dello stato di diritto: non si è più innocenti fino a prova contraria, ma colpevoli fino a prova contraria.</p>
<p>Non solo, secondo la circolare dell&#8217;agenzia delle entrate, le cifre detenute illegalmente in Svizzera, Montecarlo, Liechtenstein e San Marino potranno essere sanate esclusivamente attraverso il  rimpatrio. Per essi non è permessa la semplice regolarizzazione.</p>
<p>L&#8217;opposizione italiana ha definito lo scudo fiscale &#8220;un condono a prezzi di saldo&#8221;, criticandone severamente le basi e la struttura. Le banche elvetiche, invece, hanno da tempo <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/il-condono-italiano-non-preoccupa-la-svizzera/1367">dichiarato</a> di non temere grandi fughe di capitali.</p>
<p>Secondo il ministro dell&#8217;economia Giulio Tremonti l&#8217;intera operazione potrebbe consentire il rimpatrio di circa 200 miliardi di euro. La stessa Agenzia delle Entrate è concorde: per il direttore Attilio Befera il condono è «un&#8217;opportunità per regolarizzare: chi non lo fa sa che troverà pane per i suoi denti».</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>La crisi del segreto bancario svizzero</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 02:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.lanotizia.ch/editoriali/la-crisi-del-segreto-bancario-svizzero/1397"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/segretobancario.jpg" alt=" " /></a>Il governo svizzero firma i primi sei nuovi accordi sull'assitenza amministrativa internazionale. Il segreto bancario ad una svolta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/segretobancario.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Approvate le prime sei nuove Convenzioni di doppia imposizione con paesi stranieri: svolta nella politica amministrativa svizzera.</p></div>
<p>BERNA &#8211; La diplomazia elvetica corre. E corre veloce. Più della crisi. Senza dubbio.</p>
<p>Se solo un paio di mesi fa il Presidente della confederazione Merz annunciava l&#8217;intenzione di abolire il segreto bancario per come fino ad ora conosciuto, oggi già tredici nuovi accordi per l&#8217;assistenza amministrativa sono stati stipulati con altrettanti stati.</p>
<p>Ma non è tutto: i primi sei sono addirittura già stati approvati dal governo. E i restanti seguiranno a breve. Lo annuncia una nota odierna di Berna, secondo cui il Consiglio federale ha autorizzato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale delle finanze (DFF) a controfirmarli.</p>
<p>Nel prossimo novembre il dicastero delle finanze trasmetterà un messaggio alle Camere. In tale occasione il Parlamento deciderà anche se confermare o meno la prassi storica di sottoporre il primo degli accordi a un referndum popolare confermativo.</p>
<p>Le nuove convenzioni a cui è stato dato il via libera sono quelle con Danimarca, Lussemburgo, Norvegia, Francia, Messico e Gran Bretagna. Dopo la firma delle convenzioni da parte di ciascuno stato contraente, i testi degli accordi verranno finalmente resi pubblici.</p>
<p>L&#8217;odierna nota di Berna parla anche, con più franchezza e meno barcamenaggio delle ultime settimane, di un «ampliamento dell&#8217;assistenza amministrativa nelle questioni fiscali», mentre in un messaggio di qualche tempo fa specificava inoltre l&#8217;aggiunta di una «clausola per l&#8217;arbitrato», che permetterà di trattare caso per caso, senza mai attuare uno scambio automatico di informazioni tra stati in materia fiscale.</p>
<p>Tutto dipenderà dalla futura pratica, comunque, al di là degli annunci rassicuranti.</p>
<p>Tuttavia questa vicenda dimostra un fatto. Se c&#8217;è bisogno di celerità, celerità è. C&#8217;è da supporre che con una tale efficienza e la storica accortezza svizzera, anche se i nuovi accordi spaventeranno una certa fascia di utenza, quella finanziariamente più potente ne resterà poco colpita, lasciando la piazza sostanzialmente indenne.</p>
<p>Tutto dipenderà comunque dalla concretezza dei testi &#8211; ancora confidenziali &#8211; ma la diplomazia elvetica, dopo un serio vacillamento iniziale che l&#8217;aveva fatta cedere alle pressioni internazionali, sembra uscire infine dalla vicenda a testa alta e rafforzata. Con un po&#8217; di astuzia e molti compromessi.</p>
<p>Al di là delle analisi un fatto è certo: prima di oggi l&#8217;assistenza amministrativa era assicurata dalla Svizzera &#8211; e con nota ritrosia &#8211; solo in caso di evidente frode fiscale. Ora sarà data anche in caso di semplice elusione (semplificando, frode è la falsificazione volontaria di atti, elusione o evasione sono il semplice non pagare quanto dovuto). Questo è un fatto storico, che nessun comunicato diplomatico potrà mai negare. E che, chcché ne dicano in tanti, modifica radicalmente il significato storico di &#8220;segreto bancario&#8221;.</p>
<p>Così mentre l&#8217;attenzione mediatica e popolare è fagocitata dal <a href="http://www.news.admin.ch/message/?lang=it&amp;msg-id=28498">caso</a> che vede opposto il fisco Usa e l&#8217;istituto elvetico Ubs, decisioni diplomaticamente e storicamente molto più rilevanti passano quasi inosservate al grande pubblico. Ma non si può negare che anche e proprio nel caso Ubs la diplomazia elvetica abbia dato prova di acume e autorevolezza.</p>
<p>La richiesta del fisco Usa pretendeva più di 50 000 nominativi di correntisti Ubs sospettati di evasione fiscale: ne giungeranno a Washington meno del 10%. Solo quelli che per la Svizzera possono rientrare nella definizione di &#8220;frode fiscale&#8221;. Con calma. Con le modalità decise dalla Svizzera. Secondo l&#8217;attuale legge svizzera. Tutti contenti.</p>
<p>Purché si tralasci qualche <a href="http://www.news.admin.ch/message/?lang=it&amp;msg-id=28498">innocente forzatura</a> sulla definizione di &#8220;frode fiscale&#8221;, sulla quale lo stesso governo elvetico acutamente glissa.</p>
<p><em>C&#8217;est la diplomatie, baby</em>.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Il primo cervello artificiale entro il 2019?</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 00:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.lanotizia.ch/editoriali/il-primo-cervello-artificiale-entro-il-2019/1386"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/brain.jpg" alt=" " /></a>Entro dieci anni il primo cervello artificiale: lo annuncia un gruppo svizzero di ricercatori. Possibilità concreta o eccesso di ottimismo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/brain.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Blue Brain Poject: entro il 2019 il primo cervello artificiale. Semplice ottimismo o realtà?</p></div>
<p>LOSANNA &#8211; Se ne parla da decenni, da quando Touring, a metà del secolo scorso teorizzò la macchina perfetta. Un&#8217;intelligenza artificiale autonoma, in grado di apprendere, e accrescere autonomamente.</p>
<p>Ne ha narrato la letteratura di Asimov, ne ha fantasticato il cinema di Kubrick. Ci si sono avvicinanati Google e le tecnologie semantiche, ma la coscienza così come il funzionamento concreto del cervello umano sono ancora ben lungi dall&#8217;essere replicabili.</p>
<p>Oggi però, secondo Henry Markan, membro del <a href="http://bluebrain.epfl.ch/">Blue Brain Project</a>, progetto svizzero che riunisce 35 scienziati di tutto il mondo e punta a scoprire il funzionamento del cervello, ci siamo più vicini. Quantomeno a replicare la struttura in cui quella coscenza vive: il cervello.</p>
<p>«Non è impossibile costruire un cervello umano e pensiamo di poterlo fare in 10 anni», ha annunciato trionfalmente Markan ai suoi colleghi ricercatori, durante la conferenza TED (Technology Entertainment Design) di Oxford. «Un cervello umano simulato potrebbe essere indispensabile per la comprensione e la cura delle malattie mentali», ha aggiunto. A infondere cotanto ottimismo, una prima replicazione di parte del cervello di un ratto, svolta con successo.</p>
<p>Da una sezione della corteccia cerebrale di un topo, i ricercatori hanno registrato e schematizzato l’attività elettrica e chimica. Per fare ciò, si sono serviti di un elaboratore targato IBM tra i più potenti al mondo.</p>
<p>Se da un lato i risultati ottenuti sono di sicuro interesse &#8211; si tratta del primo progetto concreto in tale direzione &#8211; l&#8217;ottimismo del team sarebbe per alcuni un po&#8217; troppo precoce. Da anni, in fondo, si annuncia come imminente la replicazione del cervello umano, ma poi più che piccoli e graduali passi in avanti nessuno è mai riuscito a compiere.</p>
<p>Secondo il professore, «il processo richiede enormi risorse tecniche e consulenze scientifiche». Solo «per replicare ogni singolo neurone, c&#8217;è bisogno di un intero computer». Per mappare ciascuna funzione cerebrale, perciò, sarebbero necessarie decine di migliaia di apparecchi.</p>
<p>Date queste precisazioni, l&#8217;annuncio trionfale potrebbe quindi risolversi in una legittima quanto astuta strategia di &#8220;marketing scientifico&#8221; per ottenere finanziatori. Un progetto ambizioso, infatti, ha costi altrettanto abiziosi e difficilmente sostenibili senza il contributo di imprese e pubbliche amministrazioni (attualmente i fondi provengono prevalentemente dal governo svizzero).</p>
<p>Gli scienziati del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blue_Brain">Blue Brain Project</a>, attivo dal 2005 presso l&#8217;Ecole Polytechnique Federale di Losanna, stanno infatti lavorando a un supercomputer capace di coordinare tra loro i singoli &#8220;neuroni&#8221; replicati. «Nonostante ogni neurone sia unico, abbiamo identificato dei circuiti neurologici comuni nei cervelli della stessa specie: il nostro lavoro parte da qui», ha concluso Markram.</p>
<p>Come dire: tra il dire e il fare c&#8217;è di mezzo il mare. E qualche milione di dollari.</p>
<p><em>LS</em></p>
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		<title>Notizie sulla Svizzera gratis sul tuo sito</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 13:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.lanotizia.ch/editoriali/notizie-dalla-svizzera-gratis-sul-tuo-sito/1288"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/computer_svizzero.jpg" alt=" " /></a>Grazie al nuovo servizio di LaNotizia e Dieneuerung da oggi puoi pubblicare notizie sull'economia e l'innovazione europea ed elvetica gratis sul tuo sito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/computer_svizzero.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Notizie sull’innovazione europea e notizie sulla Svizzera ogni giorno, gratis e in italiano sul tuo sito.</p></div>
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<li><strong>Boxbgcolor: </strong> è il colore dello sfondo del box (standard: bianco, ffffff)  [<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_colori">lista dei codici colore</a>]</li>
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