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	<title>La Notizia &#187; diritto</title>
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	<description>Il quotidiano d'innovazione</description>
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		<title>Mistocrazia, crisi del diritto internazionale</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il potere del diritto internazionale europeo e le sue difficoltà nell'epoca della crisi economica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/euro.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Crisi del diritto e crisi degli stati, una concausa della crisi</p></div>
<p>GENOVA &#8211; Il potere del diritto internazionale europeo sta vivendo sotto certi aspetti un periodo di crisi pari o superiore a quello dell&#8217;economia. Tutto ciò proprio mentre, storicamente, nasce la sua versione più compiuta e per questa ragione fragile. E mentre gli interessi politici generali sono distratti dalla preoccupazione verso l&#8217;immediato che ogni urgenza porta, si tralasciano le analisi di lungo termine.</p>
<p>Come scrivevo tre anni fa: dopo la crisi finanziaria (&#8220;astratta&#8221;, che coinvolge gli istituti più grandi), sarebbe venuta quella economica (molto più concreta, che giunge alle imprese e si ritorce di conseguenza sul pagamento delle imposte), e infine quella degli stati (ancora più concreta, poiché si ripercuote sui servizi, sui cittadini e sulla tenuta generale). In un circolo che, per riassumere un po&#8217; riduzionisticamente, si autoalimenta. I risultati di ciò si vedono oggi, ma hanno radici ancora più lontane.</p>
<p>In questo contesto, gli organismi sovranazionali moderni mostrano una certa inadeguatezza e sembrano dimostrare sempre più di funzionare sulla base del finanziamento e dell&#8217;indotto, e non per mezzo dei principi che ne costituiscono le fondamenta statuarie. Si vedano, come meri esempi simbolici, la recente decisione statunitense di tagliare le sovvenzioni all&#8217;UNESCO a seguito dell&#8217;accoglimento palestinese nell&#8217;organizzazione, o la complessa <a href="http://ugotramballi.blog.ilsole24ore.com/slow-news/2011/11/lega-araba-contro-siria-fine-del-mito-panarabo.html">situazione siriana</a>: il cui <a href="http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&amp;met_y=ny_gdp_mktp_cd&amp;idim=country:SYR&amp;dl=it&amp;hl=it&amp;q=siria+pil">grafico sul prodotto nazionale</a> parla più di molti opinionisti. Ma si guardi soprattutto al quadro dell&#8217;Europa: obbligata per sopravvivere a salvare le economie più deficitarie pure quando la loro situazione è figlia, tra i vari fattori, anche della continuata violazione alle norme di stabilità previste.</p>
<p>Tutti esempi diversi che evidenziano un modus operandi comune sempre più radicato nelle istituzioni e fuori da esse. Non considerare questo stato di cose come una delle ragioni indirette &#8211; per altri molto diretta &#8211; delle crisi è probabilmente miope. In un sistema nel quale il diritto, nel suo senso più nobile e antico, è spogliato anche da ogni valore ideale e superato da logiche di interesse oligarchico, difficilmente infatti c&#8217;è equità, e difficilmente vi sono regole diverse da quelle plasmate in modo variabile dagli attori del mercato a seconda delle convenienze del giorno.</p>
<p>Si potrebbe definire uno stato di Mistocrazia (da <em>misthos</em>: stipendio, compenso). Già a fine ottocento, in riferimento al corporativismo imperante, si parlò di un sistema di Crisocrazia (potere dell&#8217;oro). Ma a prescindere dal nome: è un sistema regredito negli obiettivi ma moderno nei mezzi, che appare nell&#8217;epoca della morte delle ideologie in una forma rinnovata . Una sorta di versione postmoderna ed evoluta del feudalesimo, più che un&#8217;organizzazione sociale pienamente democratica, meritocratica ed egualitaria. Su Internet si potrebbe chiamare ironicamente Medioevo 2.0.</p>
<p>L&#8217;aspetto più preoccupante è che questa Mistocrazia coglie le deviazioni dei suoi sistemi predecessori ma si adatta sempre più all&#8217;evoluzione della società e del diritto moderno, slegandosi dai sistemi di valori precedentemente usati a modello, e aggirandolo: quasi mai violandolo, oppure violandolo entro limiti controllabili. Un sistema che modifica il diritto agendo all&#8217;interno del suo stesso campo o lo sfrutta facendo pressione esternamente su chi ne è attore, generando un sistema clientelare spesso inconsapevole e formalmente legale, ma che ne svuota i principi e lo trasforma in alcuni casi da potenziale ostacolo contro le proprie condotte ad arma utile contro chi ha meno potere.</p>
<p>L&#8217;Italia, in questo, insegna da anni. Se è vero, come scrisse Indro Montanelli, che una buona maggioranza delle norme nazionali recenti è stata pensata e scritta da una casta di avvocati &#8211; e non giuristi &#8211; in condizione di costante di conflitto d&#8217;interessi. Se è vero, come disse Altiero Spinelli, che le «baronie economiche» sono una delle componenti di questi fenomeni già dalla prima metà del novecento. E se è vero, infine, che sono almeno vent&#8217;anni che i governi agiscono d&#8217;urgenza, sovente <a href="http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx">in violazione delle norme comunitarie</a>, prevalentemente per i propri interessi di casta e mai a lungo termine, non c&#8217;è da stupirsi che uno degli stati in maggiore difficoltà sia proprio il nostro.</p>
<p>Le concause della <a href="http://files.giuristidemocratici.it/giuristi/Zfiles/ggdd_20031106075514.pdf">fragile situazione del diritto</a> e dell&#8217;economia internazionale di fronte alle crisi sono naturalmente numerose, e semplificarle in una breve analisi giuridico-politica potrebbe essere fuorviante se non errato: ma dimenticare una delle concause è con ogni probabilità un&#8217;imprudenza altrettanto grave, se se ne vuole uscire.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Superare il blocco della Wikipedia italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 01:54:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chiusura della Wikipedia italiana per sciopero contro il comma 29 del ddl Alfano. Come superare il blocco?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/computer.jpg" alt="Wikipedia bloccata, come superare il blocco e visitarla lo stesso?" width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Wikipedia è stata chiusa, come superare il blocco e visitarla lo stesso?</p></div>
<p>ROMA &#8211; La Wikipedia italiana ha annunciato uno sciopero generale contro il comma 29 del Ddl Alfano sulle intercettazioni. Il comma prevederebbe l&#8217;obbligo di rettifica per tutte le frasi reputate come lesive: una norma in totale contrasto col sistema libero di Wikipedia.</p>
<p>Oltre alla discussione nel merito, da molti condivisa, ciò che alcuni si chiedono in queste ore è come accedere ai contenuti superando la chiusura e il blocco per consultare le pagine in caso di necessità.</p>
<p>La soluzione è possibile, prima di tutto grazie alla versione per i cellulari che non è stata chiusa. Si può raggiungere all&#8217;indirizzo <a href="http://it.m.wikipedia.org">it.m.wikipedia.org</a> ed è completa ma il motore di ricerca interno non funziona, perciò l&#8217;importante è avere l&#8217;accortezza di navigare modificando a mano l&#8217;indirizzo web della pagina (un po&#8217; laborioso).</p>
<p>Un secondo sistema è disabilitare sul proprio browser il Javascript e i CSS (con Firefox: Menu “strumenti” > “opzioni” > “contenuti” > “attiva Javascript” e “visualizza” > “stile pagina” > “nessuno stile”). L’intera wikipedia sarà perfettamente leggibile in formato testuale.</p>
<p>Esiste poi <strong><a href="http://wapedia.mobi/it/">wapedia.mobi/it</a></strong>, formato graficamente più snello di Wikipedia dedicato ai cellulari, che usa i medesimi database e contenuti della sorella maggiore (e non vererà sicuramente chiusa, visto che i tutti contenuti non sono stati cancellati, non lo saranno mai e sono ancora pubblici, anche se difficili da raggiungere). Sono online anche vari &#8220;mirror&#8221;, ovvero copie di Wikipedia, come per esempio <a href="http://www.territorioscuola.com/wikipedia/">www.territorioscuola.com/wikipedia</a>.</p>
<p>Non bisogna dimenticare, infine,  tutte le Wikipedie straniere, a partire dall&#8217;inglese <a href="http://en.wikipedia.org">en.wikipedia.org</a> (con più di un milione di voci: ben di più di quella in italiano).</p>
<p>Il blocco di Wikipedia non dovrebbe durare più di 24 ore. Tempo che, più che per evadere il blocco, si può impiegare per riflettere sul perché tutto questo sia successo.</p>
<p><em><a href="http://www.lucaspinelli.com/">Luca Spinelli</a></em></p>
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		<title>Segreto bancario, una fine annunciata</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 20:50:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora un passo indietro del Governo svizzero sul segreto bancario: possibile la cessione dei dati bancari dei presunti elusori fiscali. Siamo ormai sempre più prossimi alla fine di uno segli storici istituti normativi svizzeri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/segretobancario.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">di Luca Spinelli - Ancora un passo indietro del Governo svizzero sulla reiservatezza del segreto bancario: divulgabili anche parte dei dati bancari.</p></div>
<p>BERNA – Il segreto bancario vacilla ancora di più. Dopo gli allentamenti lungamenti discussi dal nostro quotidiano negli <a href="http://www.lanotizia.ch/tag/segreto-bancario">speciali</a> dei mesi scorsi, il governo svizzero annuncia un&#8217;ulteriore mossa: l&#8217;indendificazione dei presunti rei tramite il numero di conto bancario.</p>
<p>Sotto l&#8217;ulteriore pressione estera, e dopo i durissimi scontri dei mesi passati con <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/la-svizzera-e-nella-lista-nera-segreta-dei-paradisi-fiscali-ministro-tedesco-%C2%ABgli-svizzeri-sono-indiani-a-cui-mandare-la-cavalleria%C2%BB/345">Germania</a>, <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/sarkozy-svizzera-nella-lista-nera/109">Francia</a> e <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/tremonti-%C2%ABla-svizzera-e-come-la-caverna-di-ali-baba%C2%BB/1468">Italia</a>, l&#8217;amministrazione svizzera ha ora paura dell&#8217;isolamento internazionale. Intanto il franco si rafforza, contrastando le esportazioni e il fluire di denaro dall&#8217;estero. L&#8217;assistenza amministrativa prevista dalle convenzioni approvate recentemente dalla Svizzera con vari paesi (convenzioni sulla doppia imposizione), prevedeva per ora in caso di &#8220;presunti evasori&#8221; che la Svizzera fornisse all&#8217;istituzione estera nome e indirizzo del contribuente e del detentore delle informazioni.</p>
<p>Restava invece proibita la ricerca &#8220;indiscriminata&#8221; di informazioni (le cosiddette &#8220;fishing expedition&#8221;). Il timore di avere nuove pressioni sul segreto bancario e il rischio di cadere ancora nella <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/lista-dei-paradisi-fiscali-e-pubblica/553">lista dei paesi non collaborativi</a> stilata dall&#8217;Ocse, sotto forte pressione europea, stanno però lentamente erodendo la ritrosia elvetica. L&#8217;interpretazione delle nuove norme prevederà quindi anche l&#8217;invio dei dati del conto del presunto reo.</p>
<p>Per il ministro delle finanze Widmer-Schlumpf, l&#8217;invio dall&#8217;estero di un numero di conto corrente bancario sprovvisto del numero IBAN non basterà per aprire un dossier. Ma sono già moltissime le voci critiche che si alzano nel paese: d&#8217;accordo, ma comunque con vari distinguo, solo parte della sinistra.</p>
<p>Per la consigliera federale, intervistata dalla televisione elvetica, è necessario «decidere se vogliamo di nuovo avere problemi in questo campo oppure se siamo disposti ad adattarci con misure che sono possibili senza creare danni all’economia e alla piazza finanziaria elvetiche». Formulando la sua risposta, quindi, in maniera da definire chiaramente l&#8217;indirizzo del governo. </p>
<p>«La Svizzera è rimasta sola» ha inoltre ammesso in conferenza stampa, «dal momento che altri paesi che conoscono la pratica del segreto bancario, come l&#8217;Austria, approvano questa estensione interpretativa dell&#8217;assistenza amministrativa». L&#8217;esecutivo dichiarerà quindi entro la fine di febbraio l&#8217;intenzione di approvare l&#8217;estensione, decretando <em>de facto</em> la fine di quella normativa, già ampiamente riscritta, istituita ormai nel lontano 1934 con l&#8217;obiettivo d&#8217;impedire ingerenze statali nella riservatezza dei cittadini. Norma che ha sostanzialmente sempre ben funzionato in Svizzera, anche con le successive modificazioni per l&#8217;antiriciclaggio, ma che mal si concilia con sistemi internazionali strutturati diversamente, e in parte certamente meno soldi.</p>
<p>Infine, probabilmente in aprile il Parlamento deciderà se approvare o meno l&#8217;estensione, in occasione delle procedure di ratifica delle convenzioni già firmate. Ma l&#8217;accettazione pare cosa meramente formale. «Rimane poi intatta la possibilità di lanciare un referendum», ha aggiunto il ministro, come per ogni altra norma. In ogni caso, da oggi in poi, tutte le convenzioni passate e future dovranno includere l&#8217;estensione interpretativa annunciata.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Innovazione: Svizzera campione d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 11:06:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo l'Unione Europea la Svizzera è "campione d'Europa" nell'innovazione. Competitività, concorrenza, produzione e una economia agile i punti di maggior forza. L'Italia ancora molto male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/computer_svizzero.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">(in diretta - anteprima nazionale)<br />
Svizzera: per l&#39;unione europea il paese con le maggiori potenzialità nel campo dell&#39;innovazione. Ancora male l&#39;Italia.</p></div>
<p>BERNA/BRUXELLES &#8211; Stando all&#8217;Unione Europea, il paese con maggior potenza in innovazione di tutto il continente è nuovamente la Svizzera. Le prestazioni elvetiche nel campo dell’innovazione riportano infatti una crescita superiore al 4%. L’indice che lo afferma è l&#8217;Innovation Union Scoreboard 2010, pubblicato oggi a Bruxelles.</p>
<p>L&#8217;innovation Scoreboar è attivo dal 2001 e, facendo riferimento a 25  indicatori, permette una valutazione comparativa delle prestazioni dei 27 Stati membri dell’UE e di alcuni altri paesi terzi, tra i quali la Svizzera. Oltre ai dati sulla competitività, lo IUS fornisce informazioni sul potenziale di crescita, di produttività a medio e lungo termine nei vari sistemi nazionali di innovazione.</p>
<p>Dai dati emerge la descrizione di un sistema svizzero equilibrato e capace di affermarsi rispetto alla concorrenza mondiale. È invece ancora preoccupante la situazione italiana, lontana dai paesi del gruppo di testa, formato da: Danimarca, Germania, Finlandia, Svezia e Regno Unito.</p>
<p>Il tasso di crescita europea si attesta tra il 2 e il 3%. Vista la forbice cronologica abbastanza ampia sulla quale si basano i dati pubblicati, non è ancora chiara l&#8217;eventuale incidenza della crisi economica sulle stime.</p>
<p>Un settore nel quale la Svizzera risulta particolarmente solida è quello della registrazione di nuovi brevetti, marchi e design: che testimoniano, pur con qualche critica dai fautori del &#8220;codice aperto&#8221;, una forte creatività nazionale. Un altro punto di forza è il numero di impiegati in attività ad alto contenuto di sapere, così come la notevole esportazione di prodotti di alta tecnologia e la percentuale di piccole e medie imprese (PMI) che hanno lanciato prodotti e procedimenti innovativi.</p>
<p>Non ottimali, invece, i segnali per quanto concerne la collaborazione in ricerca e sviluppo tra imprese e istituti di ricerca, con un indice leggermente sotto la media.</p>
<p>Pur segnalando qualche punto da migliorare, i dati del rapporto europeo mostrano comunque un quadro prossimo all&#8217;eccellenza. Con un’economia agile e di successo nella concorrenza europea, con un grande potenziale di conoscenze fornito dalle scuole universitarie e di ricerca. </p>
<p>Luca Spinelli<br />
<span style="font-size: smaller;">(dati: Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia) </span></p>
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		<title>Banda larga e monopolio: a rischio l&#8217;intera Svizzera</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 11:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si allargano le inchieste della COMCO per sospette posizioni di monopolio in Svizzera nella gestione della banda larga. Questa volta, dopo San Gallo e Friburgo, sotto i riflettori finisce Ginevra. Ma sono mole le concessioni sotto osservazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/swisscom.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Si allargano le inchieste della COMCO per sospette posizioni di monopolio in Svizzera nella gestione della banda larga. Questa volta, dopo San Gallo e Friburgo, è la volta di Ginevra. Ma sono mole le concessioni sotto osservazione.</p></div>
<p>GINEVRA &#8211; Dopo l&#8217;apertura delle inchieste nel <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/banda-larga-linchiesta-sul-monopolio-si-allarga/1631">nord est</a> e nella <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/banda-larga-in-svizzera-monopolio-in-arrivo/1627">svizzera occidentale</a> delle quali ci siamo occupati nei giorni scorsi, la banda larga è ormai ufficialmente sotto i riflettori praticamente su tutto il territorio svizzero.</p>
<p>Il rischio è che si generino posizioni di monopolio che blocchino il mercato e violino le leggi sui cartelli (antitrust). Stando a un comunicato ufficiale, anche a Ginevra la Commissione per la concorrenza (COMCO) ha deciso di aprire una inchiesta preliminare sulla costruzione della rete in fibra ottica. Negli ultimi mesi, inoltre, sono stati «numerose» le denunce di verifica trasmesse alle autorità riguardo gli accordi che Swisscom sta prendendo con imprese cittadine di fornitura d&#8217;elettricità in tutta la nazione.</p>
<p>Stando al comunicato ufficiale odierno, per alcune clausole del contratto di cooperazione tra i <em>Services industriels de Genève</em> e <em>Swisscom</em>, «la segreteria della Commissione della concorrenza apre un&#8217;inchiesta preliminare perché esiste il rischio che [...] possano condurre ad una riduzione della concorrenza».</p>
<p>Con l&#8217;iniziale progetto di costruire una rete in fibra ottica multipla in Ginevra, le due aziende sembravano voler porre le basi per una leale concorrenza, e permettere ad ogni partner di controllare almeno una fibra ottica. Secondo una prima valutazione della commissione, però, alcune clausole potrebbero «ridurre o addirittura sopprimere la concorrenza», tutto ciò, naturalmente, «a scapito dei consumatori».</p>
<p>Secondo le norme in vigore, qualora si sospetti l&#8217;inizio di un monopolio o di un cartello, le imprese possono rivolgersi alle autorità della concorrenza.</p>
<p>All&#8217;atto del ricevimento delle denunce, le autorità iniziano una verifica senza però intralciare in alcun modo le operazioni commerciali. Solo quando e se giungono ad un concreto sospetto che vi possano essere rischi per la concorrenza, aprono una procedura d&#8217;inchiesta. Questo è l&#8217;ennesimo caso.</p>
<p>Red. Int.<br />
(fonte Admin)</p>
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		<title>Banda larga in Svizzera, monopolio in arrivo?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 08:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per la commissione sulla concorrenza c'è il rischio che nella Svizzera occidentale si generi una condizione di monopolio: gli ispettori in azione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/swisscom.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">La commissione sulla concorrenza esaminerà la prevista creazione della nuova società per la gestione della fibra ottica nell&#39;ovest della Svizzera: &quot;indizi di un monopolio&quot;</p></div>
<p>BERNA &#8211; La commissione sulla concorrenza ha deciso che &#8220;esaminerà in modo approfondito&#8221; la prevista creazione della nuova società per la gestione della banda larga nella Svizzera occidentale (canton Friburgo).</p>
<p>La società, comandata da Swisscom e Groupe E, ha l&#8217;obiettivo di realizzazione e gestire una rete in fibra ottica nel territorio. Secondo la COMCO, «esistono indizi che questo porterebbe a creare o a rafforzare una posizione dominante», un monopolio, insomma.</p>
<p>In tutta la Svizzera si stanno attualmente sostituendo le vecchie linee con la tecnologia basata sulla fibra ottica. Con la creazione di una nuova rete che copra l&#8217;intero territorio del Canton Friburgo si creerebbe quindi un monopolio, con una sola impresa in grado offrire un servizio sempre più richiesto.</p>
<p>La COMCO, quindi, valuterà lo scenario ed esaminerà dunque le possibili conseguenze sui mercati della telecomunicazione ed eventuali stop.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>Su Facebook spionaggio militare e furto di dati</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 11:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[In aumento in tutto il mondo i casi di spionaggio informatico: ragioni personali, economiche ma anche industriali e di stato. Fino al caso più eclatante: su Facebook i militari trasmettono segreti riservati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/mybook.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Facebook e altre falle: il sistema informatico mondiale è a rischio. Le cause? Poca competenza e molta ingenuità.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Stando alle istituzioni elvetiche, nel primo semestre del 2010 è avvenuto un significativo aumento a livello mondiale dei casi di spionaggio e di furto di dati informatici.</p>
<p><strong>Attacchi mirati. </strong>Nel rapporto semestrale pubblicato oggi, la Centrale d&#8217;annunco e analisi per la sicurezza dell&#8217;informazione (MELANI), si lascia andare ad affermazioni preoccupanti: «grandi imprese del settore ICT quali Google e Adobe sono state bersaglio di mirate aggressioni informatiche, indizi lasciano presupporre che in questi casi venga impiegata un&#8217;infrastruttura comune, [...] è molto probabile che dietro a questi attacchi si nasconda la stessa mano». Un <a href="http://www.melani.admin.ch/dokumentation/00123/00124/01119/index.html?lang=it&#038;download=NHzLpZeg7t,lnp6I0NTU042l2Z6ln1ah2oZn4Z2qZpnO2Yuq2Z6gpJCDdIF7gGym162epYbg2c_JjKbNoKSn6A--">dettagliato rapporto</a> ne spiega le ragioni.</p>
<p>Per la Centrale, dietro l&#8217;acquisizione non autorizzata di dati «si celano ragioni puramente finanziarie o interessi criminali ma anche lo spionaggio di Stato», qualcosa che il comunicato non esita a definire «una minaccia soprattutto per imprese e servizi pubblici».</p>
<p><strong>L&#8217;ignoranza. </strong> &Egrave; da chiarire, però, che pressocché la totalità dei cosiddetti attacchi informatici che giungono a buon fine, riescono a causa della scarsa competenza dei gestori web &#8211; ivi compresi quelli aziendali o governativi &#8211; o alla poca attenzione degli utenti.</p>
<p>Una anche approssimativa cultura della sicurezza informatica, così come un approccio meno ingenuo o frettoloso alle tecnologie da parte degli utenti, stroncherebbe sul nascere un enorme numero di violazioni.</p>
<p><strong>Facebook. </strong>A tal proposito, MELANI cita i frequenti casi di spionaggio militare che passano senza alcuna forzatura attraverso Facebook: ignari militari in missione pubblicano informazioni riservate su posizioni, postazioni, e così via, spesso nemmeno premurandosi di impostare le minime contromisure per la tutela della privacy che lo stesso sito mette a disposizione. Trasmettendo dati riservatissimi che, nella migliore delle ipotesi, ovvero quando non finiscono nelle mani di malintenzionati, diventano di proprietà di una azienda privata: Facebook.</p>
<p>Ma sul celebre social network sono anche tantissimi altri i dati riservati messi a disposizione, da dati industriali, economici, fino a quelli sui propri rapporti personali. Dati che, come detto, quando non carpiti da soggetti non indicati, finiscono comunque lecitamente nella mani della società statunitense e delle proprie fumose politiche di gestione.</p>
<p><strong>Le contromisure. </strong>Oltre ad una personale cultura della sicurezza, la migliore via per evitare rischi, per contrastare il fenomeno in aumento di furto di dati via internet e via email, dal 2010 se c&#8217;è il sospetto che un indirizzo internet elvetico (.ch) sia utilizzato per appropriarsi di dati privati o per diffondere software dannosi, può e deve essere bloccato.</p>
<p>Dal 15 giugno 2010, infatti, la Centrale MELANI è autorizzata dall&#8217;Ufficio federale sulle comunicazioni a richiedere il blocco presso il registro dei domini (SWITCH).</p>
<p>Stando ai dati giugno/agosto 2010, delle 237 000 pagine web svizzere esaminate 145 erano &#8220;infette&#8221;.</p>
<p>Luca Spinelli<br />
<span style="font-size:smaller;">Fonte: OSIC e LaNotizia</span></p>
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		<title>Svizzera, stop al passaporto biometrico?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[passaporto biometrico]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante l'approvazione via referendum, per la Camera Bassa la nuova legge che introduce il passaporto biometrico è da modificare: no all'archivio centrale sui dati biometrici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/passaporto.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Nonostante l&#39;approvazione via referendum popolare, secondo la Camera Bassa la nuova legge che introduce il passaporto biometrico è da modificare: troppo risicati i sì.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Il referendum che approvava l&#8217;introduzione del passaporto biometrico in Svizzera è stato troppo risicato, per questa ragione il Consiglio Nazionale elvetico pensa che si debbano modificare le modalità di diffusione e di registrazione dei dati.</p>
<p>Secondo un&#8217;iniziativa approvata a netta maggioranza, infatti, la registrazione centralizzata dei dati &#8211; fotografie, impronte digitali, ecc. &#8211; non solo non dovrebbe essere obbligatoria, ma se ne dovrebbe anche valutare attentamente la totale eliminazione. L&#8217;iniziativa permetterebbe anche in futuro di rilasciare documenti tradizionali senza microcircuito. Il nuovo passaporto biometrico dovrebbe essere introdotto a partire da marzo 2010.</p>
<p>E&#8217; proprio la registrazione centralizzata ad aver <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/passaporto-biometrico-privacy-a-rischio/734">preoccupato</a> maggiormente la popolazione nelle settimane scorse. Così, dopo le polemiche dei cittadini e degli esperti, anche la politica giunge alla necessità di una rivalutazione.</p>
<p>L&#8217;ingresso nel trattato di Schengen, infatti, obbliga i vari paesi membri all&#8217;utilizzo del passaporto biometrico, ma non stabilisce in alcun modo la necessità di sviluppare un archivio centralizzato contenente i dati sensibili di tutta la popolazione.</p>
<p>La camera nella propria iniziativa ha ricordato la consultazione referendaria e la diffidenza presente in ampie cerchie della popolazione.</p>
<p>L&#8217;approvazione del passaporto biometrico del maggio scorso è stata una delle consultazioni referenarie più combattute della storia elvetica, con uno scarto tra i favorevoli e i contrari di meno di mezzo punto percentuale: non molto distante dall&#8217;errore statistico prevedibile in questi casi. Dopo lo scrutinio dei voti, molte iniziative avevano inoltre richiesto il riconteggio delle schede o una nuova tornata di votazioni.</p>
<p>Il dossier passa ora alla Camera alta. La commissione competente aveva già manifestato contrarietà ad una modifica della legge. Se la camera dei cantoni dovesse accogliere le raccomandazioni della commissione, il dossier della Camera bassa verrebbe cassato e la legge sul passaporto biometrico entrerebbe quindi in vigore senza alterazioni.</p>
<p>Per ulteriori informazioni è disponibile su LaNotizia.ch l&#8217;approfondimento <a href="http://www.lanotizia.ch/politica/passaporto-biometrico-quando-come-perche/1463"><em>&#8220;Come? Quando? Quanto? Perchè?&#8221;</em></a> e il <a href="http://www.lanotizia.ch/tag/passaporto-biometrico">dossier</a> generale.</p>
<p><em>Red. Int.</em></p>
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