USA, Francia e Giappone vogliono negoziare il segreto bancario


I tre paesi hanno urgenza di negoziare con la Svizzera l’allentamento del segreto bancario. Nei prossimi giorni il calendario degli eventi.

BERNA – Dopo gli annunci del ministro delle finanze svizzero Merz, è il momento della prova del nove. La Svizzera si è dichiarata da alcuni giorni disponibile ad allentare il segreto bancario, allineandosi con le direttive dell’OCSE in merito alla cooperazione fiscale tra Paesi. In pratica, i dati dei clienti delle banche svizzere potranno essere comunicati all’estero su richiesta delle autorità competenti. Pochi giorni dopo tale concessione, però, incalzato dalle feroci polemiche interne, il ministro e presidente del consiglio aveva tranquillizzato la piazza dichiarando che saranno necessari «anni» per un reale allentamento.

Il ministro delle finanze tedesco aveva a sua volta replicato con sdegno all’attendismo svizzero. Stati Uniti, Francia e Giappone reagiscono oggi con una flemma ma anche un incisività molto maggiori: i tre paesi, infatti, per bocca dello stesso Merz, si sono dichiarati pubblicamente interessati a rinegoziare con la Svizzera gli accordi bilaterali in tema di imposte.

L’annuncio arriva a seguito di una breve riunione del governo convocata per fare il punto della situazione. Merz ha dichiarato oggi che la confederazione non intende tergiversare, sostanzialmente smentendo le proprie affermazioni che parlavano di anni di attesa, in un difficile gioco di equilibrio diplomatico tra le dichiarazioni interne e quelle estere.

Nei prossimi giorni, il Dipartimento federale delle finanze presenterà al consiglio federale le condizioni generali secondo cui la Svizzera è disposta a concedere cooperazione fiscale. Verrà inoltre pubblicato il calendario dei futuri negoziati. Secondo Merz, oltre a USA, Francia e Giappone anche altri stati si starebbero informando sull’avvio di trattative con la Svizzera.

Sintomatico che i primi tre a stringere i tempi siano proprio alcuni dei paesi che più stanno subendo gli effetti della crisi.

Red. Int.

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