Svizzera risponde al G20: difenderemo il segreto bancario.

Alle pressioni dal G20 la Svizzera risponde con un no.
ZURIGO – La Svizzera, dopo aver concesso un allentamento il 13 marzo scorso, continuerà a difendere il proprio stretto segreto bancario, ma si aspetta maggiore pressione a seguito del peggiorare della crisi economica.
Lo ha affermato la ministra dell’economia elvetica Doris Leuthard a seguito delle notizie in arrivo dal G20 di Londra, che descrivono una lotta senza quartiere della comunità internazionale ai centri offshore e ai paradisi fiscali.
Leuthard ha dichiarato che la Svizzera ha deciso tali concessioni per proteggere gli esportatori da un possibile inserimento nella black list, ma prevede comunque una maggiore pressione in futuro. «Poichè in anni di difficoltà ciascun ministro delle finanze è interessato maggiormente ai propri evasori fiscali, non pensiamo comunque che verremo lasciati tranquilli», ha aggiunto.
Il governo elvetico continuerà a combattere lo scambio automatico di informazioni dei clienti delle proprie bance con l’estero, ma è tuttavia prioritario che l’industria finanziaria elvetica ne esca pulita e possa competere in “qualità, efficienza e competenza” col sistema interanzionale.
Intanto, la Lega e l’UDC hanno iniziato la raccolta firme per un referedum che punta ad inserire il segreto bancario direttamente nella costituzione elvetica.
Red. Int.




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