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	<title>La Notizia &#187; attualità</title>
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	<description>Il quotidiano d'innovazione</description>
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		<title>Boom dell&#8217;orologeria svizzera</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impennata nelle esportazioni per l'orologia elvetica: incremento di quasi il 20% sul comparto, con picchi del 67% in Cina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/orologio_svizzero.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Impennata nelle esportazioni per l&#39;orologia elvetica: incremento di quasi il 20% sul comparto, con picchi del 67% in Cina.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Un settore che sembra non incontrare crisi è quello dell&#8217;orologia. Almeno in Svizzera, paese nel quale l&#8217;esportazione ha continuato ad aumentare anche nell&#8217;ultimo mese di ottobre, giungendo addirittura a cifre record.</p>
<p>Con un paragone al mese di ottobre 2010, infatti, le esportazioni hanno visto una crescita del 18,6%, raggiungendo gli 1,87 miliardi di franchi. Ad affermarlo è un comunicato della Federazione orologiera nazionale.</p>
<p>Il numero di orologi esportati vede un incremento quasi del 5%, attestandosi sui 2,84 milioni. Gli orologi più amati restano quelli in acciaio, con una crescita di settore del 3,8% con ben un milione e mezzo di pezzi venduti.</p>
<p>I paesi più interessati alla puntualità elvetica si confermano Hong Kong, che recentemente si è piazzata anche tra i paesi con il maggior tasso di innovazione al mondo, e gli Stati Uniti. Hong Kong ha ragistrato infatti un&#8217;incremento del 18,7% (a 386 milioni di franchi). Gli Stati uniti, invece, hanno importato l&#8217;8,2% in più, per un totale di 205 milioni.</p>
<p>In terza posizione il colosso asiatico cinese, con un aumento record del 67,8% (a 174 milioni).</p>
<p>Red. Int.</p>
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		<title>Mistocrazia, crisi del diritto internazionale</title>
		<link>http://www.lanotizia.ch/editoriali/mistocrazia-crisi-del-diritto-internazionale/1669</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 20:34:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il potere del diritto internazionale europeo e le sue difficoltà nell'epoca della crisi economica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/euro.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Crisi del diritto e crisi degli stati, una concausa della crisi</p></div>
<p>GENOVA &#8211; Il potere del diritto internazionale europeo sta vivendo sotto certi aspetti un periodo di crisi pari o superiore a quello dell&#8217;economia. Tutto ciò proprio mentre, storicamente, nasce la sua versione più compiuta e per questa ragione fragile. E mentre gli interessi politici generali sono distratti dalla preoccupazione verso l&#8217;immediato che ogni urgenza porta, si tralasciano le analisi di lungo termine.</p>
<p>Come scrivevo tre anni fa: dopo la crisi finanziaria (&#8220;astratta&#8221;, che coinvolge gli istituti più grandi), sarebbe venuta quella economica (molto più concreta, che giunge alle imprese e si ritorce di conseguenza sul pagamento delle imposte), e infine quella degli stati (ancora più concreta, poiché si ripercuote sui servizi, sui cittadini e sulla tenuta generale). In un circolo che, per riassumere un po&#8217; riduzionisticamente, si autoalimenta. I risultati di ciò si vedono oggi, ma hanno radici ancora più lontane.</p>
<p>In questo contesto, gli organismi sovranazionali moderni mostrano una certa inadeguatezza e sembrano dimostrare sempre più di funzionare sulla base del finanziamento e dell&#8217;indotto, e non per mezzo dei principi che ne costituiscono le fondamenta statuarie. Si vedano, come meri esempi simbolici, la recente decisione statunitense di tagliare le sovvenzioni all&#8217;UNESCO a seguito dell&#8217;accoglimento palestinese nell&#8217;organizzazione, o la complessa <a href="http://ugotramballi.blog.ilsole24ore.com/slow-news/2011/11/lega-araba-contro-siria-fine-del-mito-panarabo.html">situazione siriana</a>: il cui <a href="http://www.google.com/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&amp;met_y=ny_gdp_mktp_cd&amp;idim=country:SYR&amp;dl=it&amp;hl=it&amp;q=siria+pil">grafico sul prodotto nazionale</a> parla più di molti opinionisti. Ma si guardi soprattutto al quadro dell&#8217;Europa: obbligata per sopravvivere a salvare le economie più deficitarie pure quando la loro situazione è figlia, tra i vari fattori, anche della continuata violazione alle norme di stabilità previste.</p>
<p>Tutti esempi diversi che evidenziano un modus operandi comune sempre più radicato nelle istituzioni e fuori da esse. Non considerare questo stato di cose come una delle ragioni indirette &#8211; per altri molto diretta &#8211; delle crisi è probabilmente miope. In un sistema nel quale il diritto, nel suo senso più nobile e antico, è spogliato anche da ogni valore ideale e superato da logiche di interesse oligarchico, difficilmente infatti c&#8217;è equità, e difficilmente vi sono regole diverse da quelle plasmate in modo variabile dagli attori del mercato a seconda delle convenienze del giorno.</p>
<p>Si potrebbe definire uno stato di Mistocrazia (da <em>misthos</em>: stipendio, compenso). Già a fine ottocento, in riferimento al corporativismo imperante, si parlò di un sistema di Crisocrazia (potere dell&#8217;oro). Ma a prescindere dal nome: è un sistema regredito negli obiettivi ma moderno nei mezzi, che appare nell&#8217;epoca della morte delle ideologie in una forma rinnovata . Una sorta di versione postmoderna ed evoluta del feudalesimo, più che un&#8217;organizzazione sociale pienamente democratica, meritocratica ed egualitaria. Su Internet si potrebbe chiamare ironicamente Medioevo 2.0.</p>
<p>L&#8217;aspetto più preoccupante è che questa Mistocrazia coglie le deviazioni dei suoi sistemi predecessori ma si adatta sempre più all&#8217;evoluzione della società e del diritto moderno, slegandosi dai sistemi di valori precedentemente usati a modello, e aggirandolo: quasi mai violandolo, oppure violandolo entro limiti controllabili. Un sistema che modifica il diritto agendo all&#8217;interno del suo stesso campo o lo sfrutta facendo pressione esternamente su chi ne è attore, generando un sistema clientelare spesso inconsapevole e formalmente legale, ma che ne svuota i principi e lo trasforma in alcuni casi da potenziale ostacolo contro le proprie condotte ad arma utile contro chi ha meno potere.</p>
<p>L&#8217;Italia, in questo, insegna da anni. Se è vero, come scrisse Indro Montanelli, che una buona maggioranza delle norme nazionali recenti è stata pensata e scritta da una casta di avvocati &#8211; e non giuristi &#8211; in condizione di costante di conflitto d&#8217;interessi. Se è vero, come disse Altiero Spinelli, che le «baronie economiche» sono una delle componenti di questi fenomeni già dalla prima metà del novecento. E se è vero, infine, che sono almeno vent&#8217;anni che i governi agiscono d&#8217;urgenza, sovente <a href="http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx">in violazione delle norme comunitarie</a>, prevalentemente per i propri interessi di casta e mai a lungo termine, non c&#8217;è da stupirsi che uno degli stati in maggiore difficoltà sia proprio il nostro.</p>
<p>Le concause della <a href="http://files.giuristidemocratici.it/giuristi/Zfiles/ggdd_20031106075514.pdf">fragile situazione del diritto</a> e dell&#8217;economia internazionale di fronte alle crisi sono naturalmente numerose, e semplificarle in una breve analisi giuridico-politica potrebbe essere fuorviante se non errato: ma dimenticare una delle concause è con ogni probabilità un&#8217;imprudenza altrettanto grave, se se ne vuole uscire.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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		<title>Wikipedia riapre</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 12:12:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riapre l'enciclopedia Italiana, le richieste di modifica della legge incriminata sarebbero state ascoltate. Felicità dagli utenti di Wikipedia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/wikipedia.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Riapre il sito internet della Wikipedia italiana: sciopero sospeso. *La notizia in anteprima nazionale*</p></div>
<p>ROMA &#8211; Dopo uno stop di 40 ore <strong>riapre la Wikipedia italiana</strong>. Lo sciopero dell&#8217;enciclopedia è per il momento sospeso.</p>
<p>Secondo un comunicato ben visibile sopra ogni pagina, le proteste sono state ascoltate. Agli utenti resta tuttavia il dubbio che le promesse fatte vengano realmente messe in pratica dalla politica italiana. Non si escludono quindi altre possibili proteste clamorose.</p>
<p>Il ddl Alfano sulle intercettazioni, in particolare il comma 29, è stato &#8211; ed è ancora &#8211; l&#8217;oggetto della contestazione. Centinaia di migliaia di utenti hanno in questi giorni protestato su Internet contro la norma. Il disegno di legge prevedeva la possibilità per chiunque si fosse sentito leso, di chiedere una rettifica &#8220;senza commento&#8221; per una notizia su di lui. Obbligo da adempiere in sole 48 ore, pena sanzioni fino a 12.500 euro.</p>
<p>Le modifiche annunciate al ddl, che prevedono la reltiva separazione tra siti personali (culturali, e così via) e testate giornalistiche, hanno convinto gli utenti di Wikipedia a sospendere l&#8217;iniziativa, confidando nelle dichiarazioni rassicuranti giunte dal parlamento.</p>
<p>Nei giorni scorsi, vari milioni di utenti (otto nel solo giorno di ieri) avevano letto l&#8217;annuncio del blocco presente su ogni pagina di Wikipedia, e la notizia aveva fatto il giro del mondo suscitando sdegno e rabbia. Centinaia di migliaia le firme raccolte in poche ore a favore di Wikipedia su Facebook e in varie petizioni online.</p>
<p>Occhi puntati, ora, sulla reazione del parlamento verso quest&#8217;atto di buona volontà e fiducia da parte degli utenti dell&#8217;enciclopedia. Senza l&#8217;esclusione di nuove chiusure, se non venissero rispettate le promesse.</p>
<p><em><a href="http://www.lucaspinelli.com">Luca Spinelli</a></em></p>
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		<title>Fatture: la Svizzera passsa al digitale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 06:34:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Attivato il primo ministero in grado di offrire e ricevere fatture elettroniche. Entro l'anno prossimo l'intero apparato federale sarà in grado di gestire fatture digitali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/fattura.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Attivato il primo ministero in grado di offrire e ricevere fatture elettroniche. Entro l'anno prossimo l'intero apparato federale sarà in grado di gestire fatture digitali.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Dall&#8217;11 maggio 2011 l&#8217;Ufficio federale dell&#8217;informatica e della telecomunicazione (UFIT) può ricevere ed emettere fatture elettorniche. Il fornitore non avrà più la necessità di stampare, registrare e spedire le fatture, con un conseguente netto risparmio di tempi, costi e consumi.</p>
<p>L&#8217;automazione dell&#8217;intero processo di fatturazione porterà a risparmi sia per la pubblica amministraizone, sia per le imprese interessate. L&#8217;UFIT è ad oggi il primo Ufficio dell&#8217;Amministrazione federale ad offrire la fatturazione elettronica, ma entro il 2012 tutti gli altri uffici saranno attrezzati per il loro ricevimento.</p>
<p>Per effettuare la fatturazione elettronica basta un semplice computer e un collegamento internet. La fattura elettronica perviene all&#8217;UFIT entro 24 ore e viene trasmessa direttamente al responsabile dell&#8217;elaborazione ulteriore..</p>
<p>Il passaggio al digitale per l&#8217;amministrazione fiscale è uno dei punti focali dell&#8217;attuazione della strategia di e-government di Confederazione, Cantoni e comuni. Gli obiettivi sono permettere all&#8217;economia e ai cittadini di sbrigare elettronicamente le pratiche amministrative con le autorità, senza spese ulteriori, code e abuso di carta.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>Pedopornografia online? Colpa del web 2.0!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 06:14:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Allarme in Svizzera, le istituzioni segnalano un forte aumento dei casi di pedopornografia sul territorio nazionale. Le cause? La maggiore diffusione di Internet nella popolazione. La colpa anche dei social network.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/children.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet registra un netto aumento delle segnalazioni sulla pedopornografia in Svizzera.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Nel 2010 il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) dell&#8217;Ufficio federale di polizia svizzero ha ricevuto molte più segnalazioni riguardo la cosiddetta &#8220;pornografia dura&#8221; (ovvero ciò che comprende: pedopornografia, pornografia con escrementi, con animali e con atti violenti; come previsto dall&#8217;art. 197 del Codice penale elvetico).</p>
<p>SCOCI ha ricevuto in totale 6200 segnalazioni dai cittadini, circa il 96% di esse ha riguardato siti di carattere pedopornografico. Per la prima volta dall&#8217;istituzione di SCOCI nel 2003, le segnalazioni inerenti la pornografia dura hanno superato quelle riguardanti il semplice spam.</p>
<p>Sebbene la ragione di questo aumento sia probabilmente da imputare ad un maggiore uso generale di Internet e a una maggiore consapevolezza da parte di chi segnala, secondo le istituzioni elvetiche «l&#8217;aumento delle comunicazioni concernenti la pedopornografia è in parte direttamente legato al numero crescente di applicazioni del Web 2.0, che sono sempre più utilizzate per scambiare in modo rapido e anonimo materiale pedopornografico» (con web 2.0 si intendono, prevalentemente, le applicazioni peer to peer e i social network).</p>
<p>Nel 2010 SCOCI ha trasmesso alle autorità penali 299 dossier su casi sospetti, di cui 245 generati dalle ricerche eseguite direttamente dagli addetti interni. Stando al comunicato ufficiale, «i casi sospetti scaturiscono dal monitoraggio delle reti peer to peer, su cui gli utenti di Internet partecipano attivamente allo scambio di file con contenuti pedopornografici». Dalle segnalazioni di sospetto pervenute dai cittadini, sono invece scaturiti solo 54 dossier con potenziale rilievo penale, dimostrando che l&#8217;allarmismo solo raramente porta a risultati favorevoli.</p>
<p>In circa il 90% dei casi segnalati dallo SCOCI, le autorità cantonali di polizia hanno eseguito perquisizioni domiciliari, durante la maggior parte delle quali è stato sequestrato materiale probatorio.</p>
<p>Nel 2010 sono aumentate anche le segnalazioni di truffe, in costante crescita dal 2006. Secondo lo SCOCI, soprattutto i siti di piccoli annunci e aste online sono sempre più utilizzati per commettere truffe. </p>
<p>Nel 2010 SCOCI ha anche segnalato 231 siti Internet ai servizi di polizia esteri: si tratta nella quasi totalità di siti Internet con contenuti pedopornografici, segnalati a SCOCI tramite il modulo di comunicazione.</p>
<p><em>Red. Tec.</em><br />
<span style="font-size:smaller;">Fonte: admin.ch</span></p>
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		<title>Friburgo e fibra ottica: aperta un&#8217;inchiesta preliminare</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 06:55:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Commissione della Concorrenza annuncia oggi l'apertura di un'altra inchiesta preliminare sull'installazione delle reti in fibra ottica in Svizzera. Sotto l'occhio della segreteria, il Canton Friburgo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/mouse.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">Concorrenza: parte l'indagine preliminare per controllare l'installazione delle reti in fibra ottica nel canton Friburgo.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Ancora problemi di concorrenza per la fibra ottica elvetica. In molte zone della Svizzera, ormai da mesi, l&#8217;intero processo di installazione delle nuove linee è <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/banda-larga-e-monopolio-a-rischio-lintera-svizzera/1637">sotto l&#8217;occhio della Commissione della Concorrenza</a> (COMCO). Ciò che si vuole scongiurare è che si generino situazioni di monopolio a danno dei clienti, già piuttosto vessati dai costi della telefonia non certo concorrenziali sul livello europeo.</p>
<p>Uno dei primi accordi che aveva suscitato attenzione è stato proprio <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/banda-larga-in-svizzera-monopolio-in-arrivo/1627">quello del Canton Friburgo</a> tra Groupe E e Swisscom. Oggi arrivano i primi risultati dei controlli: per la COMCO l&#8217;impresa fondata tra i due gruppi non produrrà alcuna attività commerciale indipendente, non è quindi possibile effettuare il cosiddetto &#8220;controllo delle fusioni&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, «le società devono comunque preoccuparsi che nell&#8217;ambito della cooperazione non sopravvenga alcuna limitazione illecita alla concorrenza». Dopo l&#8217;«esame approfondito del progetto della creazione» &#8211; prosegue il comunicato &#8211; «la segreteria della COMCO ha ravvisato dei problemi di diritto della concorrenza per alcune clausole contenute nel contratto tra Swisscom e Groupe E».</p>
<p>Per queste ragioni oggi ha annunciato ufficialmente l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta preliminare.</p>
<p><em>Red. Tec.</em></p>
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		<title>E-Government: ecco i piani per il futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 18:35:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le istituzioni vogliono dare una maggiore spinta all'e-government in svizzera. Maggiore potere decisionale per il comitato direttivo, maggiore attenzione agli standard, e una base di finanziamento comune. Tutti i progetti per il futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/mouse.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text"> Governo elettronico in Svizzera, nuovi obiettivi, nuove prospettive.</p></div>
<p>BERNA &#8211; Governo elettronico. Ovvero lo lo spostamento al digitale degli archivi, dei moduli, dell&#8217;apparato burocratico e dei contatti col cittadino. Con un occhio di riguardo verso le opportunità di Internet. Le intere risorse pubbliche su computer, in sostanza. La Svizzera da anni ha puntato su questo sistema di gestione della cosa pubblica, per sfruttarne i vantaggi economici e l&#8217;aumento di competititvità generato dai minori ostacoli burcocratici.</p>
<p>Già nel rapporto europeo 2010 sul Governo elettronico la Confederazione  occupava una posizione nettamente migliore rispetto agli anni passati.  Stando a un comunicato odierno, le istituzioni vogliono ora «dare un&#8217;ulteriore spinta al Governo elettronico in Svizzera».</p>
<p>Dopo il voto online, ormai realtà per molti svizzzeri, dopo le nuove procedure standard per l&#8217;acquisizione di carta d&#8217;identità e passaporto, e dopo l&#8217;inizio dell&#8217;informatizzazione degli uffici pubblici, il comitato direttivo per il governo elettronico chiede di guardare oltre.</p>
<p>In un comunicato, alla luce dei buoni risultati e per raggiungere i nuovi obiettivi, chiede quindi: il rinnovo dell&#8217;attuale convenzione con la Confederazione (in scadenza nel 2011), un maggiore potere decisionale, la focalizzazione su progetti specifci, una guida federale più vincolante per le parti coinvolte, una base di finanziamento comune, e la scelta di standard vincolanti (dei dispositivi e dei sistemi): aspetto fondamentale per uno sviluppo coerente ed economico dei piani.</p>
<p>Il Comitato direttivo ha quindi indicato una <em>roadmap </em>generale per il prossimo periodo:</p>
<ol>
<li> un piano d&#8217;azione che contenga da 5 a 8 progetti prioritari, con condizioni vincolanti;</li>
<li>una carta geografica con la panoramica sui progetti di Governo elettronico in Svizzera;</li>
<li>maggiore potere decisionale del comitato, anche in merito all&#8217;attuazione e rispetto degli standard;</li>
<li>una base di finanziamento comune.</li>
</ol>
<p>D&#8217;intesa con la Conferenza dei Governi cantonali (CdC), gli obiettivi saranno concretizzati in una nuova Convenzione quadro. Gli Uffici federali, i Cantoni e le associazioni dei comuni avranno poi la possibilità di esprimersi con una procedura di consultazione. Subito dopo l&#8217;estate, la Convenzione quadro riveduta verrà quindi sottoposta alla Conferenza dei Governi cantonali e al Consiglio federale per l&#8217;approvazione definitiva.</p>
<p><em>Red Tec.</em></p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 146px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Stando a un comunicato odierno, le istituzioni vogliono ora «dare un&#8217;ulteriore spinta al Governo elettronico in Svizzera».</div>
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		<title>Segreto bancario, una fine annunciata</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 20:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora un passo indietro del Governo svizzero sul segreto bancario: possibile la cessione dei dati bancari dei presunti elusori fiscali. Siamo ormai sempre più prossimi alla fine di uno segli storici istituti normativi svizzeri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img src="http://www.lanotizia.ch/media/segretobancario.jpg" alt=" " width="300" height="160" /><p class="wp-caption-text">di Luca Spinelli - Ancora un passo indietro del Governo svizzero sulla reiservatezza del segreto bancario: divulgabili anche parte dei dati bancari.</p></div>
<p>BERNA – Il segreto bancario vacilla ancora di più. Dopo gli allentamenti lungamenti discussi dal nostro quotidiano negli <a href="http://www.lanotizia.ch/tag/segreto-bancario">speciali</a> dei mesi scorsi, il governo svizzero annuncia un&#8217;ulteriore mossa: l&#8217;indendificazione dei presunti rei tramite il numero di conto bancario.</p>
<p>Sotto l&#8217;ulteriore pressione estera, e dopo i durissimi scontri dei mesi passati con <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/la-svizzera-e-nella-lista-nera-segreta-dei-paradisi-fiscali-ministro-tedesco-%C2%ABgli-svizzeri-sono-indiani-a-cui-mandare-la-cavalleria%C2%BB/345">Germania</a>, <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/sarkozy-svizzera-nella-lista-nera/109">Francia</a> e <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/tremonti-%C2%ABla-svizzera-e-come-la-caverna-di-ali-baba%C2%BB/1468">Italia</a>, l&#8217;amministrazione svizzera ha ora paura dell&#8217;isolamento internazionale. Intanto il franco si rafforza, contrastando le esportazioni e il fluire di denaro dall&#8217;estero. L&#8217;assistenza amministrativa prevista dalle convenzioni approvate recentemente dalla Svizzera con vari paesi (convenzioni sulla doppia imposizione), prevedeva per ora in caso di &#8220;presunti evasori&#8221; che la Svizzera fornisse all&#8217;istituzione estera nome e indirizzo del contribuente e del detentore delle informazioni.</p>
<p>Restava invece proibita la ricerca &#8220;indiscriminata&#8221; di informazioni (le cosiddette &#8220;fishing expedition&#8221;). Il timore di avere nuove pressioni sul segreto bancario e il rischio di cadere ancora nella <a href="http://www.lanotizia.ch/attualita/lista-dei-paradisi-fiscali-e-pubblica/553">lista dei paesi non collaborativi</a> stilata dall&#8217;Ocse, sotto forte pressione europea, stanno però lentamente erodendo la ritrosia elvetica. L&#8217;interpretazione delle nuove norme prevederà quindi anche l&#8217;invio dei dati del conto del presunto reo.</p>
<p>Per il ministro delle finanze Widmer-Schlumpf, l&#8217;invio dall&#8217;estero di un numero di conto corrente bancario sprovvisto del numero IBAN non basterà per aprire un dossier. Ma sono già moltissime le voci critiche che si alzano nel paese: d&#8217;accordo, ma comunque con vari distinguo, solo parte della sinistra.</p>
<p>Per la consigliera federale, intervistata dalla televisione elvetica, è necessario «decidere se vogliamo di nuovo avere problemi in questo campo oppure se siamo disposti ad adattarci con misure che sono possibili senza creare danni all’economia e alla piazza finanziaria elvetiche». Formulando la sua risposta, quindi, in maniera da definire chiaramente l&#8217;indirizzo del governo. </p>
<p>«La Svizzera è rimasta sola» ha inoltre ammesso in conferenza stampa, «dal momento che altri paesi che conoscono la pratica del segreto bancario, come l&#8217;Austria, approvano questa estensione interpretativa dell&#8217;assistenza amministrativa». L&#8217;esecutivo dichiarerà quindi entro la fine di febbraio l&#8217;intenzione di approvare l&#8217;estensione, decretando <em>de facto</em> la fine di quella normativa, già ampiamente riscritta, istituita ormai nel lontano 1934 con l&#8217;obiettivo d&#8217;impedire ingerenze statali nella riservatezza dei cittadini. Norma che ha sostanzialmente sempre ben funzionato in Svizzera, anche con le successive modificazioni per l&#8217;antiriciclaggio, ma che mal si concilia con sistemi internazionali strutturati diversamente, e in parte certamente meno soldi.</p>
<p>Infine, probabilmente in aprile il Parlamento deciderà se approvare o meno l&#8217;estensione, in occasione delle procedure di ratifica delle convenzioni già firmate. Ma l&#8217;accettazione pare cosa meramente formale. «Rimane poi intatta la possibilità di lanciare un referendum», ha aggiunto il ministro, come per ogni altra norma. In ogni caso, da oggi in poi, tutte le convenzioni passate e future dovranno includere l&#8217;estensione interpretativa annunciata.</p>
<p><em>Luca Spinelli</em></p>
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